Cristiano Ronaldo e Osa: quando la giustizia sportiva non è uguale per tutti

PISA – C’è chi si chiama Cristiano Ronaldo detto CR7 e c’è chi si chiama Igbineweka Osamudiamen, per gli amici semplicemente “Osa”. L’uno è una star miliardaria del Real Madrid, l’altro è un richiedente asilo fuggito dal suo paese di origine che gioca e segna a raffica nel campionato di Terza categoria con la maglia della Popolare Cep di domenica scorsa 11 febbraio. 

Cos’hanno in comune? Nulla, proprio nulla eccetto la passione per il gioco del calcio ed essergli capitato, ad entrambi, di dare una spinta ad un arbitro contestandogli una decisione. Ronaldo nella partita di Supercoppa Spagnola Real Madrid – Barcellona, Osa nella gara del campionato provinciale pisano di Terza Categoria Crespina – Popolare Cep.

Premessa. Entrambi hanno sbagliato, certo. Una delle prime cose che ti insegnano nel calcio è che gli arbitri durante le partite sono a tutti gli effetti Pubblici Ufficiali e non si toccano, nemmeno si sfiorano. Punto.

“Ciò è premesso perché nessuno deve essere sfiorato dall’idea che questa riflessione serva a giustificare il gesto dei due atleti” , esordisce Roberto Cini.

“Non mi sta assolutamente bene la disparità di giudizio usata del Giudice Sportivo nel sanzionare un fatto assolutamente identico – dice Roberto Cini, Dirigente ASD Nuova Polisportiva Popolare Cep – Cristiano Ronaldo, per quel gesto (fatto tra l’altro in una competizione in mondovisione sotto gli occhi di milioni di telespettatori) se l’è cavata con cinque giornate di squalifica. Osa, per un gesto identico (fatto invece davanti a qualche parente dei giocatori e a qualche crespinese che hanno eroicamente sfidato il freddo delle Colline Pisane) quattro mesi. In un caso del genere cosa pensare? Anzi, cosa dire con assoluta certezza? (ed indignazione). Che esiste una giustizia sportiva debole coi forti e forte coi deboli. Per non dire del retro pensiero che non può non sopraggiungere che intorno al mondo di Ronaldo ci sono interessi miliardari legati alle Pay TV ed alle sponsorizzazioni e magari su Osa qualche pregiudizio che di questi tempi va tanto di moda, e che ha influito sul referto arbitrale. A Ronaldo il danno che è stato fatto è tutto sommato limitato. Non è tipo che ha bisogno di inventarsi una carriera, il curriculum parla da se. Ad Osa magari che tra l’altro è già entrato nelle attenzioni di qualche società di livello superiore uno stop così lungo potrebbe frenargli l’ascesa verso le categorie che gli competono. Vorrei avere davanti a me e fissarli negli occhi Il Giudice Sportivo della Delegazione Provinciale, Avvocato Giovanni Longo, e i suoi assistenti rappresentanti dell’A.I.A., Signori Luciano Giusti e Fausto Tognini continua Cini – magari per chiedere loro cosa c’è venuto a fare al campo l’osservatore arbitrale della gara. Probabilmente era troppo indaffarato ad ammirare le animazioni del carnevale crespinese che, in contemporanea alla partita, sfilava per le vie adiacenti al campo sportivo del bel paesino della Valdera. Osa la spinta l’ha data, è innegabile. ed il suo gesto ripeto non è giustificato. Ma poi, prontamente fermato dai suoi compagni, non solo ha soprasseduto dall’andare oltre ed è andato mesto verso gli spogliatoi senza dilungarsi in sceneggiate, ma a fine gara ha anche chiesto di incontrare l’arbitro per chiedergli scusa. L’impressione è che di queste circostanze che a cose normali dovrebbero essere considerate come attenuanti, l’arbitro si è ben guardato di fare menzione nel suo referto.

Queste mie parole – conclude Cini – sono a titolo personale e senza intenti offensivi nei confronti di nessuno, cosa che immagino si deduca anche dai toni. Per nessuna ragione, devono essere interpretate come presa di posizione ufficiale della società la quale nella sua collegialità (staff della squadra e Consiglio Direttivo) valuterà se infilarsi nel ginepraio dei ricorsi. Ma spero – forse illusoriamente che questo caso faccia scuola e serva a futura memoria affinché cose del genere non succedano più, dando un contributo al miglioramento complessivo del meraviglioso mondo del calcio nel senso che i prossimi Ronaldo ed Osa, la prossima volta siano giudicati con lo stesso identico metro di giudizio”.

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