Il Crocchio Goliardi Spensierati in scena Domenica 17 giugno a Cascina con “Nerone”

PISA – Il Crocchio Goliardi Spensierati (ri)presenta questa sera, domenica 17 luglio alle ore 21.15 presso l’Antica Abbazia di San Savino a Cascina, lo spettacolo “NERONE”.

Una parodia goliardica in vernacolo pisano “rimporpettata” da Lorenzo Gremigni.

Ecco qualche verso in vernacolo: “L’azione si svorge nella ‘asa di Nerone a Bocca d’Arno quando Pisa era “la ‘ova dei guerrieri” e ‘un c’era i telefanini”. L’ingresso è gratuito.

L’invito per tutti e’ questo: “SI RIDE DA MORI’: PORTATECI LA SOCERA.

LA STORIA DEL CGS. Il Crocchio Goliardi Spensierati è una compagnia teatrale studentesca nata all’Università di Pisa nel lontano 1921. Per decenni ha animato la vita goliardica cittadina, ed ancora oggi si propone come il gruppo specializzato in parodie di stampo studentesco in vernacolo pisano. Innumerevoli le repliche ed i successi delle scoppiettanti operette comico-musicali Francesca da Rimini, Nerone, La Traviata, Otello, tutte interpretate da uomini anche nei ruoli femminili. All’attività teatrale il C.G.S. accompagna la diffusione della cultura vernacola e pisana in genere, con incontri letterari, interventi nelle scuole, collaborazione a riviste del settore. Per maggiori informazioni v. www.crocchio1921.it.

NERONE E’ NATO NELL’IMMEDIATO DOPOGUERRA. Stasera gli attori del Crocchio presenteranno Nerone, uno spettacolo nato nell’immediato dopoguerra per saziare la sete di allegria che la popolazione pisana manifestava dopo un periodo di immani sciagure. Fu rappresentata poi nei maggiori teatri della penisola e fu un cavallo di battaglia della “Brigata dei Dottori” durante gli anni ’50. Sul palco si alternano, in bizzarre ed imprevedibili situazioni, numerosi personaggi della decadente Roma imperiale (i richiami all’attualità non sono pochi…): imperatori, guerrieri, concubine, vecchi senatori e persino fattucchiere si susseguono in un turbinio di intrighi che terrà lo spettatore col fiato sospeso fino all’incredibile finale a sorpresa. Il testo è stato completamente riscritto per le esigenze di un pubblico nuovo anche se fedele alla tradizione; numerosi brani musicali aggiungono brio alla commedia rendendola ancor più leggera e gradevole, ed un garbato prologo in ottave introduce lo spettatore nell’atmosfera della commedia. L’irresistibile balletto goliardico dei “Cosciotti non depilati” è il fiore all’occhiello di questa sgargiante rappresentazione. Nel complesso lo spettacolo riesce quanto mai dinamico e spiritoso, in grado di divertire argutamente il pubblico che è trascinato in un susseguirsi continuo di risate.

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