Crociere, un settore in fumo

PISA – Non è un gioco di parole bensì la triste realtà: a causa del Covid il settore delle crociere è andato in fumo, con riferimento ovviamente agli ultimi mesi.

Una perdita enorme che sfiora il miliardo di euro e che segna quindi un -93,5% rispetto al 2019. Questo dato ci riporta indietro di 27 anni, al 1993, quando i numeri erano stati i medesimi (ma si parla chiaramente di oltre ¼ di secolo fa, quando il concetto di viaggio era ancora un qualcosa di nicchia).

I dati sono stati riportati da Risposte Turismo con le stime dell’Italian Cruise Watch 2020 ed evidenziano come il Veneto sarà la regione più colpita con 206 milioni il mancato contributo), seguita da Lazio con 204,6 milioni, dalla Campania con 120 milioni e dalla Sicilia, con una perdita di 65 milioni.

Italiani e crociere

Una passione consolidata nel corso degli anni quella tra italiani e crociere; ovviamente prima dell’avvento della pandemia che ha cambiato letteralmente tutte le carte in tavola. Una recente indagine realizzata da Europe Market Report e con riferimento al 2018 aveva evidenziato come erano stati quasi 1 milione gli italiani che avevano optato per una crociera nell’anno di riferimento.
Una crescita di quasi il 10% rispetto al 2017, anno precedente, che aveva portato l’Italia a raggiungere la terza posizione in Ue per numero di appassionati di crociere dopo Germania e Regno Unito. Quasi 1 milione di italiani crocieristi e i più giovani d’Europa: questo il quadro che era emerso nello studio, per un paese, il nostro, dove non mancano i soggetti attivi nel settore: da Costa Crociere a Costa Click che offre pacchetti per agenzie di viaggio ed è uno dei punti di riferimento in rete (per info, è possibile leggere la guida a Costaclik di Helpdubliners).

Cosa aspettarsi per il futuro?

Si parla infatti di età media paria a 43 anni, ovvero la più bassa di tutta l’Europa dove invece l’età media dei viaggiatori in crociera si attesta a 50 anni. Un dato certamente importante. Tornando al report di Risposte Turismo ci sono anche aspetti positivi che lasciano ben sperare per il futuro: secondo gli esperti il turismo crocieristico dovrebbe essere tra i primi a ripartire quando l’emergenza sarà finita. A dimostrarlo, il fatto che nel mondo sono rimasti stabili gli ordini di nuove navi effettuati prima della pandemia. In Italia ci sono 44 nuove navi ordinate a cantieri nonostante la pandemia.

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