Associazione Oltretutto. “Crudeltà sugli animali e Disturbi della condotta in età evolutiva”

PISA – Inizia quest’oggi la nostra collaborazione con l’Associazione “Oltretutto”,  che ha aperto uno sportello d’ascolto a Pisa sulle tematiche sociali e con il quale da oggi Pisanews iniziera la sua avventura per far conoscere i vari problemi dagli esperti del settore. Il primo tema riguarda la “Crudeltà sugli animali e disturbi della condotta in età evolutiva”.

di Sabrina Costantini
Dott.sa Psicologa Psicoterapeuta
(sabrina.costantini1@tin.it)

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A discapito della realtà dei fatti, in Italia il tema della violenza sugli animali è ancora poco conosciuto, poco studiato e poco discusso. E’ ancor più raro pensare che il bambino, possa compiere atti così crudeli. In verità la violenza sugli animali durante l’infanzia e l’adolescenza è più frequente di quanto si pensi ed ha una sua precisa storia e delle conseguenze negli anni successivi. Il mondo anglosassone ha approfondito assai seriamente il tema, da anni. L’FBI ha scoperto che quasi tutti i serial killer hanno un passato ricorrente di violenza nell’infanzia o adolescenza, ai danni degli animali. Per valutare il rischio di una persona tenuta in ostaggio infatti, compie una ricerca retrospettiva, per verificare se nella storia ci sono episodi di maltrattamento su animali. Dalle ricerche emerge che la crudeltà verso gli animali può essere segnale predittivo di potenziali futuri comportamenti antisociali e/o criminali in età adulta, quali:

– aggressioni (crudeltà fisica verso animali o persone e atti di distruzione di proprietà, spesso con utilizzo del fuoco)
– furti caratterizzati dalla presenza di una vittima: borseggio, estorsione, rapina a mano armata
– rapimento, violenza sessuale, assalto, omicidio.

La crudeltà verso gli animali in età evolutiva dunque può essere indicatore di disturbi psicologici e predittivi di futuri comportamenti antisociali e/o criminali. Ogni condotta non può essere generalizzata, ma deve essere valutata nello specifico della situazione. Per cui, la valutazione dell’atto crudele del minore a danno di animali, deve prendere in considerazione una serie di fattori, quali:

– età (una discriminante è costituita dall’età prescolare/scolare)
– intenzionalità, grado di casualità o incidentalità
– presenza di altri
– presenza di rimorso ed empatia per la vittima
– tipo di animale (domestico e non), numero di vittime
– esito sulla vittima
– la relazione fra atto crudele ed il tipo di attaccamento con le figure parentali
– contesto socio-familiare

Questi fattori, ben valutati costituiscono un criterio discriminante e diagnostico sufficientemente preciso, per farsi un quadro prognostico favorevole o infausto. Entrando nello specifico, le caratteristiche comuni nei bambini con disturbo del comportamento, che comprendono crudeltà verso animali, sono:

– Aggressività
– Impulsività
– Mancato rispetto delle regole

Le difficoltà in questi ambiti gli impediscono di regolare:

– La capacità di concentrazione sostenuta,
– Il livello di autostima in termini di capacità
– Il ritorno sociale e l’immagine di sè
– La pianificazione di un progetto e la risposta ad un problema
– Le capacità motorie
– La fiducia e la motivazione nel progettare un obiettivo
– La capacità di rispondere in senso positivo alle emozioni

Questi elementi sono così importanti e fondanti che la loro precoce carenza predispone e favorisce la formazione di problematiche psichiche, significative in fasi più tardive dello sviluppo quali: Disturbi della condotta, disturbi dell’umore, disturbi di personalità.
Per capire meglio, Tornniamo agli elementi discriminanti, vediamo ad esempio come un episodio di maltrattamento verso piccoli animali, quali lucertole o insetti in età prescolare, sia ben diverso da episodi verso animali domestici, in età scolare, magari ripetuti. Dopo i 6 anni infatti, i bambini dovrebbero aver acquisito almeno in parte, la capacità di trattenere gli impulsi, la capacità di mantenere un impegno dato, di portare avanti un obiettivo, di procrastinare la soddisfazione o di rinunciarvi per obiettivi di altra natura, di provare empatia, di valutare ciò che è bene da ciò che non lo è. Se tutti questi elementi non sono presenti oltre una certa età, si comprende che è mancato nell’ambiente familiare e sociale più allargato un accompagnamento in tutte queste funzioni, o è presente un ritardo evolutivo di varia origine (neurologico, genetico, ecc.). Tutto ciò non può che far riportare all’estrema importanza della prevenzione e dell’educazione all’emotività, alla relazione, alla reciprocità, partendo da età molto precoci, in modo da offrire anche realtà alternative riparative rispetto ad alcuni contesti familiari poveri economicamente, ma soprattutto poveri socialmente e relazionarmente. Come i processi proseguono a cascata in negativo, lo stesso si verifica anche in positivo, si può incidere innescano a cascata un cambiamento che si autoalimenta. E’ importante quindi come primo elemento far conoscere il fenomeno, rendergli la giusta importanza, per poter agire in modo precoce sia a livello preventivo, educativo, che a livello di intervento precoce. Infatti la svalutazione del problema e la giustificazione degli atti violenti, comportano una normalizzazione della violenza stessa e un suo appoggio indiretto, la culla e l’incubatrice del fenomeno stesso.

Po.St.it Sportello Stalking in Toscana sede di Pisa, tel. 366 2753616,
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La foto e’ tratta da iodonna.it

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