CTP2. Pulizie di Natale alla Chiesa di Porta a Mare. E il Parroco ringrazia tutti

PISA – Quarto appuntamento del Progetto P.I.S.A. del CTP2 acronimo di Pace, Partecipazione, Integrazione, Solidarietà ma anche Speranza e Aiuto continua e si rafforza in una collaborazione sempre più stretta tra CTP2 e Misericordia di Pisa, per l’utilizzo della forza lavoro dei Migranti ospitati presso le proprie strutture del CEP, a favore di tutto il territorio del CTP2.

In questa logica al 4° appuntamento a Porta a Mare dove sei Migranti, hanno pulito tutto il parcheggio antistante la Chiesa di San Giovanni al Gatano, salita alla ribalta della cronaca nei mesi scorsi per gli atti vandalici subiti. Sotto lo sguardo vigile di Simone della Misericordia e della Presidente del CTP2 Benedetta Di Gaddo, che ha voluto complimentarsi con i volontari la Chiesa è ritornata a splendere.

“Questo era lavoro ostico, che era impensabile farlo gestire agli organi competenti – dice Benedetta Di Gaddo – solo la passione dei volontari poteva risolverlo alla radice”.

Anche il Parroco Don Luca Volpi ha voluto ringraziare tutti migranti: “Ormai non ci speravo più! Prima discarica di auto rottamate, poi l’incendio che aveva distrutto la roulotte abbandonata e sempre più discarica abusiva con le erbacce ad altezza d’uomo! Era un trasando inguardabile che però non avevo la forza da solo di poter affrontare, per cui, cari fratelli venuti da paesi lontani questo è stato il più bel regalo di Natale che poteste fare a me alla nostra comunità. E’ mia intenzione se interverrete alla S.Messa della vigilia, di ringraziarvi pubblicamente!”.

“Bella forza! Loro sono anche giovani e forti ma noi non ci siamo mica risparmiati!” – sottolinea scherzosamente il Cons. Paolo Gagetti e il Pres della Comm 2 del CTP2 Sergio Brondi: “Siamo diventati due Ecce Omo! Ci vorrà tutta per farci riconoscere dalle nostre mogli! Abbiamo battuto tutti i record! 43 sacconi grandi! Ma com’è che gira e rigira ci si ritrova sempre noi?” – “Perché a segnalare e a sollecitare son tutti buoni – continua Gagetti – ma a rimboccarsi le maniche… quando è caldo, quando è freddo, quando piove, quando “cioddaffà”… dimenticando che quando si è in buona compagnia la fatica si sente anche meno”.

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