Da Benedetta Di Gaddo lettera aperta ad Aida, la ragazza vittima del razzismo

PISA – La Dott. ssa Benedetta Di Gaddo, presidente del CTP2 ha voluto scrivere dibsuo pugno una lettera aperta in risposta agli episodi di cui è rimasta vittima l’alunna quattordicenne senegale di Pisa a cui è stato attribuito il nome di fantasia “Aida”.

imageCara Aida,

Quanto ti è successo mi ha colpito nel profondo, ma ho atteso qualche giorno prima di scriverti, perché volevo riflettere sui sentimenti che provava una pisana “di adozione” dalla pelle scura, quale io sono. Sono nata nello Sri Lanka, ad appena un mese di vita sono stata adottata: da allora vivo a Pisa, dove ho intrapreso e concluso il mio iter scolastico, fino alla laurea con lode in Giurisprudenza ed al conseguimento dell’abilitazione alla professione forense. Nel contempo mi sono sempre interessata alle problematiche della città in cui vivevo, cercando di capire e trovare soluzioni alle varie criticità, siano esse nuove o antiche, iniziando dai quartieri dove abito. Attualmente cerco di dare il mio contributo di cittadinanza attiva svolgendo il ruolo di Presidente del Consiglio Territoriale di Partecipazione n.2.Ti parlo della mia esperienza, perché leggendo le parole con cui hai riferito gli episodi di razzismo da te subiti, ho avvertito una determinazione e una forza interiore, indispensabili per raggiungere gli obiettivi che ti prefiggerai, compreso quello di diventare avvocato. Tutto è possibile se ci credi davvero.

Capisco il senso di profonda offesa che stai provando in questo momento e -purtroppo- è probabile che, in futuro, ti troverai, di nuovo, a dover affrontare situazioni del genere, forse solo meno offensive. Penso agli sguardi insistenti che ti troverai a dover sostenere, come pure a battute, apparentemente innocue, che però non ti lasceranno assolutamente indifferente, perché -magari- troppo calcate su quel tratto distintivo che è il colore della tua pelle. Altre volte, invece, questa tua peculiarità ti sarà riconosciuta quale manifestazione di puro affetto da parte delle persone a te più vicine, che ti daranno il soprannome di “cioccolatino”. A te il compito di discernere l’intento e l’animo di chi ti darà di questi appellativi. Il razzismo è presente nella società italiana, seppure lo si neghi o lo si imputi principalmente alla crisi economica che ostacola lo spirito di accoglienza e integrazione.

Anche Pisa, caratterizzata dalla vivacità culturale che dovrebbe predisporla al dialogo e al rispetto delle c.d. “diversità”, è invece talvolta teatro di intolleranza e discriminazione, come testimoniato da episodi resi noti non solo dalle cronache locali. E’ importante, a mio avviso, che gli eventi di cui sei rimasta vittima abbiano indignato la maggior parte dell’opinione pubblica perché questo dimostra come non siano ancora del tutto andati persi quei valori e quei principi che dovrebbero costituire i capisaldi di qualsiasi società civile.

Ancora più intollerabile è che le offese razziste provengano all’interno dell’ambito scolastico da coetanei con i quali condividi non solo il quotidiano apprendimento delle materie scolastiche, ma anche la formazione integrale della tua personalità, condizionando così le tue scelte future. La tua miglior risposta alle offese ricevute sarà quella di impegnarti nello studio con più forza e caparbietà di prima, restando sempre ben consapevole che è soltanto nella cultura -intesa in ogni sua più piccola accezione – che è possibile combattere e sconfiggere odiosi preconcetti, insiti nella mente di chi è incapace di guardare oltre alle apparenze.

Fa’ della sofferenza provata in questi giorni la tua spinta propulsiva per andare avanti, concedendoti l’occasione di dimostrare a tutti (ed, in primis, a te stessa) di cosa sei capace. Ti auguro di proseguire con determinazione nel tuo percorso di vita perché la realizzazione di sé e la relativa ricerca della propria felicità è diritto inviolabile di ogni essere umano.

Dott.ssa Benedetta Di Gaddo, Presidente del CTP n.2

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