D’Alema, Domenici e Gualtieri al Circolo Pisanello parlano di Europa

PISA- Massimo D’Alema oggi è tornato a Pisa, ospite del circolo Arci “Tom Benetollo” di Pisanova, per presentare il suo ultimo libro “Non solo Euro. Democrazia, lavoro, uguaglianza”.

Una nuova frontiera per l´Europa”. Sul palco della sala insieme a D’Alema sono saliti i candidati al Parlamento europeo per circoscrizione Italia centrale Roberto Gualtieri, Leonardo Domenici e il giornalista dell’Unità Umberto De Giovannangeli.

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“Non c’è altra via che l’Europa. E dobbiamo stare in Europa per cambiarla, per renderla più unita e autorevole. Per pesare di più sulla bilancia dell’economia mondiale dobbiamo dare ad essa un’identità politica più forte e per farlo bisogna rafforzare il Parlamento Europeo. E questa è la via che propone il Partito democratico. L’unico vero voto possibile”, dice Massimo D’Alema dal palco del circolo ARCI di Pisanova”. “Non bisogna lasciare fare al mercato, occorre recuperare un’azione politica che lo corregga. E questa non è una battaglia che si vince a livello nazionale” prosegue D’Alema “Si quindi ad una sinistra dell’innovazione che abbia il coraggio e la responsabilità di sostenere le sue scelte, perché una sinistra come quella di Tsipras, che vuole stare all’opposizione- sarà anche simpatica- ma non serve a niente”. Nel mirino anche i movimenti euro-scettici, che alzano il rischio di populismo e propaganda e “pensano di andare a Bruxelles a fare casino, non sapendo che se vai lì e alzi la voce ti mandano qualcuno che ti porta fuori e così lasci i finlandesi a decidere anche per noi”.

Intervistato da De Giovannangeli, l’ex Presidente del Consiglio è tornato più volte sul ruolo dell’Italia in Europa alla vigilia del nostro prossimo semestre di presidenza europea (luglio-dicembre 2014), anche in relazione alle politiche di immigrazione dell’Europa e del peso del Mediterraneo definito da lui “grande banco di prova degli equilibri occidentali”. D’Alema ha concluso l’incontro parlando della Russia, del neoimperialismo di Putin e del conflitto con l’Ucraina “No ad ogni nazionalismo, né ucraino né russo mentre è invece necessario garantire i principi europei, compresi i diritti delle minoranze”.

 

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