Dalì Il sogno del Classico: importante mostra a Palazzo Blù

PISA – A Palazzo Blu una arriva una importante mostra dedicata a Salvador Dalì: “Dalí. Il sogno del classico”, una collaborazione tra la Fondazione Palazzo Blu, la Fundación Gala-Salvador Dalí e MondoMostre. L’esposizione, curata da Montse Aguer, Direttrice Musei Dalí è incentrata su una selezione di opere del maestro spagnolo che mostrano il Dalì ispirato dai grandi maestri dell’Italia del Rinascimento in particolare Michelangelo.

di Elena Paletti

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3-salvador-daliIn questa mostra sono presenti  quattro straordinarie opere inedite: Senza titolo. Mosè dalla tomba di Giulio II di Michelangelo Senza titolo . Cristo dalla Pietà di Palestrina di Michelangelo Senza titolo. Giuliano Dè Medici dalla tomba di Giuliano Dè Medici di Michelangelo Senza Titolo. Dal Ragazzo accovacciato di Michelangelo.

Queste opere figurano tra le ultime  creazioni di Dalì  ed evidenziano come le sue inquietudini continuassero a tradursi in espressione artistica. La mostra si presenta con un tema del Dalì inedito che racconta un enigmatico ed eccentrico  ammiratore del “sogno classico”.

dsc_3486Questa nuova iniziativa a Palazzo Blu con la mostra di Salvador Dalì è il terzo grande pittore spagnolo del 900 che noi presentiamo nella nostra sede -spiega Cosimo Braccitorsi Presidente della Fondazione Palazzo Blu-,abbiamo presentato a suo tempo Mirò e Picasso, questa è la volta di Dalì: pittore di grandissima importanza nel 900. E’ stato uno dei principali interpreti del surrealismo al quale ha dato una interpretazione estrema tanto che l’inconscio e il sogno finiscono per generare in lui una delusione paranoica dando al pittore,  libero da ogni vincolo razionale, la possibilità di creare immagini di grande fantasia in una prospettiva illusionistica che si accompagna a procedimenti combinatori e crea metamorfosi. E’ una personalità inquieta ed intelletuualmente effervescente, che come i grandi rivoluzionari anche lui divenne eretico e fu espulso dal surrealismo ufficiale, si interessò a esperienze diverse si confrontò con il paradigma del classico che rappresenta un’asticella messa in alto come un traguardo da superare per molti artisti. Come Picasso per certi versi, anche Dalì si è poi misurato con il classico e la tradizione riavvicinadosi alla grande pittura spagnola del 600, al Rinascimento Italiano e alla cultura e l’arte italiana.  Questo avvicinamento lo ha portato a produrre una serie di opere che si ispirano  alla cultura italiana dall’illustrazione della Divina Commedia a riprendere elementi, soprattutto di Michelangelo sempre con un certo virtuosismo e un amore del classico che non rinuncia alla volontà di stupire. La mostra – prosegue Braccitorsi- vuole presentare un Dalì meno conosciuto ma non meno interessante e non meno eccitante. E’ la dimostrazione di quanto questa personalità fosse capace di continuare a tentare esperienze nuove. Questa mostra è stata possibile grazie alla collaborazione Fundación Gala-Salvador Dalí di Figueres, con  il contributo dei Musei Vaticani e del museo Dalì di Saint Pietersburg in Florida. L’opera in prestito dai Musei vaticani mette in evidenza anche un altro aspetto di questo nuovo Dali -conclude Braccitorsi- , cioè  che questo riavvicinamento alla religione approda ad un misticismo atomico.”

dsc_3507“Questa è una mostra molto particolare – racconta Montse Aguer, Direttrice Musei Dalí -, preseniamo un Dalì che si ispira al Rinascimento italiano però con sentimento avanguardista. Questa mostra si divide in quattro parti: la prima si riferisce all’epoca mistica nucleare che coincide con il lancio della prima bomba atomica nel 1945 è il momenti in cui  Dalì visse negli Stati Uniti. Questa prima parte si apre con quattro oli su tela spettacolari.
La seconda e la terza  parte ci mostrano una parte dell’opera di Dalì e più precisamente i disegni che fanno riferimento alla Divina Commedia ma con una visione personale, e i disegni della Biografia di Benvenuto Cellini. Nella quarta e ultima parte di questa mostra possiamo vedere dipinti che appartengono alla Fondazione Salvador Dalì: sono dipinti molto particolari, poetici espressivi, si parla dell’ultima tappa della vita di Dalì, in cui ha già un’età avanzata in queste opere traspare la malattia ma sono opere piene di vita che ci parlano di un artista maturo che ci mostrano il meglio della sua opera. In questa ultima parte Dalì sta cercando l’immortalità cambia il modo di dipingere usa nuovi colori. In questa mostra -conclude Montse Aguer- sono presenti 4 dipinti inediti di cui si parla per la prima volta in un catalogo che sarà quindi un punto di riferimento da adesso in poi”

dsc_3506“Vorrei sottolineare che la Fondazione Salvador Dalì -precisa Joan Manuel Sevillano Managing Director Fondazione Dalì-, è stata fondata da lui stesso e diretta da lui fino alla sua morte è legata alla vita e l’opera di Salvador Dalì. Adesso  questa fondazione è cresciuta e conta su un patrimonio importante. Ha la missione di portare avanti l’opera di questo artista universalmente noto e per portare avanti questa missione è fondamentale avere rapporti con istituzioni come in questo caso la Fondazione Palazzo Blu che ci permetta di divulagare l’opera di Dalì. Pensiamo che una mostra come questa sia uno dei modi migliori per diffondere l’opera di Dali – conclude Sevillano-“

“Questa nuova grande iniziativa è un evento espositivo che ha aperto una fase nuova nell’offerta culturale della nostra città -afferma Marco Filippeschi primo cittadino di Pisa- evento originale e raro, stimolante per i temi che propone e anche coinvolgente per l’occasione che dà a chi vuole vedere la mostra. Questa evento  è importante anche dal punto di vista economico che porterà alla città grandi numeri”.

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