Dalla Provincia. Angori: “Il Ponte di Lugnano riaprirà in anticipo. Dopo Ferragosto comunicheremo la data”

PISA – “Nessuna smentita di me stesso: pare che Confcommercio abbia il solo
intento di travisare le parole per creare confusione sulla riapertura.Confermo, ancora una volta, che il Ponte di Lugnano riaprirà in anticipo rispetto alla data fissata del 2 settembre, e conosceremo la data esatta della riapertura dopo Ferragosto, quando la ditta esecutrice dei lavori potrà fissare precisamente il momento di tale evento, constatando l’esito della maturazione del calcestruzzo, che non può essere previsto adesso, anche in virtù delle effettive condizioni meteo dei prossimi giorni, tanto per fare un esempio pratico”. Con queste parole il Presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori replica al Direttore di Confcommercio Federico Pieragnoli.

“Pensavamo che la notizia della riapertura anticipata del Ponte di Lugnano, come peraltro richiesto a lungo dalla stessa Confcommercio, fosse semplicemente una buona notizia, e non una fonte di inesauribile polemica. Ad ogni modo, confermo che seguiremo attentamente anche in questa fase i tempi delle lavorazioni di manutenzione straordinaria dell’infrastruttura, eseguite, è  bene ricordarlo, come sottolineato anche nei tavoli in Prefettura, a tutela dell’incolumità e della sicurezza di tutte le comunità di Cascina, Vicopisano, senza distinzione tra cittadini e attività commerciali, e in generale a beneficio della sicurezza di tutti gli utenti della strada che quotidianamente hanno necessità di attraversare il Ponte di Lugnano. E tutti devono poter fruire di questa infrastruttura nella più totale sicurezza: è un principio che, come istituzione a disposizione di tutta la cittadinanza, pur comprendendo che le lavorazioni causano anche dei disagi, la Provincia di Pisa ha sempre osservato e continuerà a farlo anche in futuro. Appena avremo la data esatta della riapertura, la comunicheremo ampiamente come Provincia di Pisa, ente competente dei lavori. Sembrava superfluo sottolinearlo, ma visti i tentativi di disinformazione, adesso è doveroso precisarlo”, conclude Massimiliano Angori.

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