Dalla Scuola Superiore Sant’Anna l’esoscheletro Alex

PISA – Rendere la realtà virtuale così “reale” al punto da lasciare credere ad una persona che il suo corpo si stia muovendo attraverso le strade di una città, nonostante resti immobile e si trovi all’interno di un laboratorio di ricerca: è una delle sfide lanciate dal progetto VERE (acronimo di Virtual Embodiment and Robotic re – Embodiment).

«Con VERE – anticipa il prof. Massimo Bergamasco, referente e coordinatore per la Scuola Superiore Sant’Anna del progetto – stiamo studiando nuove tecnologie e paradigmi per immedesimarsi, attraverso un corpo virtuale, all’interno di un’esperienza completamente digitale e viverla come se fosse reale e autentica. Oppure attraverso un robot possiamo immergerci in una esperienza remota». Il nuovo esoscheletro ALEX, di fatto un robot che può essere indossato, permette di interagire fisicamente con un avatar virtuale ad esempio simulando una stretta di mano che apparirà reale alla persona che indossa l’esoscheletro. Non soltanto apparirà reale, ma addirittura chi indossa ALEX vivrà le sensazioni che i diversi sensi possono offrire in relazione a quell’esperienza. «Attraverso la decodifica dell’attività del pensiero con un sistema avanzato di interfaccia fra uomo e cervello – aggiunge il prof. Antonio Frisoli della Scuola Superiore Sant’Anna – riusciamo a far navigare l’utente in uno scenario virtuale, come può essere la ricostruzione di una città, fornendo al tempo stesso all’utente la sensazione che il suo corpo si stia muovendo, nonostante egli sia seduto e, quindi, fermo».

VERE è uno di quei progetti “di frontiera” presentati alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, durante la prima delle due giornate di “FET and the city”, conferenza internazionale ospitata per la prima volta in Italia. La Scuola Superiore Sant’Anna, da tempo partecipa con successo ai bandi per le “Tecnologie Emergenti Future”, con particolare attenzione ai settori della robotica e, in particolare, della biorobotica e della robotica percettiva. La prima giornata di “FET in the city” è ovviamente caratterizzata da un approccio di caratura internazionale, ma l’attenzione si concentra anche su progetti connotati da una forte partecipazione italiana, confermando così la centralità del sistema italiano nell’ambito della “geografia europea dell’innovazione” e, in particolare, della “ricerca di frontiera”.

Tra i progetti presentati, due sono caratterizzati dal forte coinvolgimento degli atenei toscani e della Scuola Superiore Sant’Anna in particolare. Oltre a VERE, che apre prospettive del tutto inedite, unendo neuroscienze, informatica, robotica, c’è anche PolyWEC, coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e in particolare dal ricercatore Marco Fontana, per ricavare energia dalle onde del mare a bassissimo costo.

Fonte: Scuola Superiore Sant’Anna

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