Dalle altre sedi. Francesco Farioli, dal 15 al 20 Giugno il Camp dei portieri al “Bresciani”

PISA – Dal 15 al 20 giugno prossimo, presso lo stadio Comunale “Bresciani”di Viareggio, avrà svolgimento un camp internazionale “Goalkeeper Project” a cura di Francesco Farioli, attuale allenatore dei portieri della Lucchese di Mister Galderisi. Camp che ha già un discreto numero di adesioni.

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Saranno cinque giorni di allenamento specifico per portieri di settore giovanile e prima squadra. Ci saranno diversi allenatori dei portieri, oltre allo stesso Farioli, come ad esempio, Spinosa del Livorno, Paolo Tommei del Tuttocuoio e Mauro Marchisio, pisano e allenatore dei portieri dell’Empoli. A tal proposito il nostro portale ha contattato telefonicamente l’organizzatore di questo raduno viareggino, Francesco Farioli.

Salve Francesco,e grazie per aver accettato l’invito di Pisanews anzitutto vuoi presentarti ai nostri lettori?

“Mi chiamo Francesco Farioli e sono nato a Barga, in provincia di Lucca, il 10 aprile 1989. Come giocatore ho iniziato dalle giovanili del Margine Coperta, per poi proseguire nel Tau Calcio. In prima squadra ho avuto esperienze dalla promozione alla prima categoria, giocando ad Orentano, Fucecchio e Calci. Ho iniziato giovanissimo la carriera di allenatore dei portieri a 19 anni, a Margine Coperta dal Ds Antonio Bongiorni, poi 4 anni fa ebbi una proposta dal direttore Egidio Bicchierai per allenare i portieri alla Fortis Juventus di Borgo San Lorenzo, in seguito altra esperienza in D a Rosignano, e nella passata stagione ho fatto ritorno alla Fortis Juventus, fino a giungere, questa stagione, a Lucca.”

Che esperienza è per te questa di Lucca?

“Sicuramente una bella esperienza, perchè mi da l’opportunità di lavorare nei professionisti, confrontandomi, tra l’altro, con persone come Giovanni Galli e Giuseppe Galderisi, e ciò la ritengo una grande opportunità di crescita. E poi vi è la soddisfazione di girare per stadi che hanno fatto la storia del calcio, quindi oltre al Porta Elisa di Lucca, per me entrare, ad esempio, all’Arena, quest’anno nel derby di andata, è stata una emozione forte perchè ho avuto la sensazione di vivere, con Pisa – Lucchese, una partita vera, con circa 8.000 persone di contorno ed una bella coreografia, cosi come è accaduto al Del Duca di Ascoli Piceno”.

Hai citato Giovanni Galli, pisano doc e Dg della Lucchese: ultimamente lo abbiamo visto spesso all’Arena: non è che per lui ci può essere un eventuale futuro nerazzurro?

“Il direttore Galli va in giro per conoscere, monitorare e valutare eventuali giocatori che possono fare al caso per la Lucchese del futuro e, cio’, del resto, è stato riportato da diversi giornali, quindi la sua presenza a Pisa, così come su altri campi, è solo per tale scopo. Il direttore è un gran lavoratore.”.

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Da preparatore esperto ti chiedo un giudizio sugli estremi difensori del Pisa…

“Ho una buona conoscenza di Pelagotti, sia avendolo studiato in video come avversario, sia perché, avendo buoni rapporti con Mauro Marchisio pisano e preparatore dei portieri dell’Empoli, mi era già capitato di parlarne con lui, mentre su Moschin ho buone informazioni avendolo visto giocare durante le finali del campionato primavera.”

Ed invece, riguardo al lavoro che stai svolgendo a Lucca, cosa puoi dirci?

“Parto dal portiere Di Masi, con cui ho un rapporto particolare e la ritengo una fortuna poterlo allenare e non bisogna scordare che per media di rendimento, è tra i primi tre portieri dei tre gironi di LegaPro, ma oltre al contributo tecnico, c’è da considerare il contributo umano e morale che ha portato nella Lucchese, in un momento di grande difficoltà. L’arrivo di Di Masi, insieme all’altro ex nerazzurro Mingazzini, hanno portato il giusto mix d’esperienza alla squadra rossonera e, dal loro sacrificio e impegno, così come da quello di tutti gli altri giocatori della rosa, è arrivata una condizione di classifica che, all’inizio, era totalmente insperata. Ma adesso dobbiamo spostare l’asticella più avanti, perché abbiamo ancora altri obiettivi da raggiungere, uno su tutti la Tim Cup.”

Hai parlato di Nicola Mingazzini, cosa ci puoi dire del centrocampista romagnolo?

“Mingazzini, oltre ad essere un gran giocatore, è soprattutto un uomo vero e ci ha veramente dato una grossa mano ad uscire da certe situazioni di difficoltà.”

Per concludere,Francesco,quali ambizioni hai nel tuo futuro dal punto di vista professionale e personale?

“Anzitutto sono già laureato in filosofia con una tesi dal titolo “FILOSOFIA DEL GIOCO: L’ESTETICA DEL CALCIO E IL RUOLO DEL PORTIERE”, pubblicata, tra l’altro, nella biblioteca di Coverciano, con la quale ho vinto la prestigiosa borsa di studio APPORT dedicata alla memoria di Sergio Buso. Adesso sono laureando in scienze motorie, e l’obiettivo ovviamente è quello di portare a termine anche questo secondo ciclo di studi. Ho tanti sogni nel cassetto, il presente si chiama Lucchese, per il futuro vedremo. Ho già avuto qualche proposta, anche dall’estero, che valuterò in un secondo momento. La mia priorità è quella di contribuire a far crescere il movimento dei Portieri italiani. A livello personale, l’altro obiettivo è quello di costruire con la mia fidanzata Virginia (che è di Pisa) una famiglia solida e diventare babbo il prima possibile, non appena ci sarà un po’ di stabilità professionale.”

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