Daniele Basciu: “No alle politiche di austerità. Uscire dalla crisi si può”

PISA – Le politiche di austerità dell’Eurozona stanno distruggendo il sistema economico sociale europeo come lo abbiamo conosciuto nel XX secolo.

A sostenere questa tesi, Daniele Basciu, tra i fondatori in Italia della Modern Money Theory (Rete MMT), invitato a Pisa nel corso di un seminario di approfondimento organizzato da ConfcommercioPisa. A fare gli onori di casa, il presidente Federica Grassini che ha introdotto il seminario come “un invito a riflettere su tematiche di grande attualità, con l’obiettivo di capire e superare la crisi economica”.

Nell’auditorium Ricci della Camera di Commercio di Pisa, davanti ad una platea composta da imprenditori, professionisti, studiosi, Basciu ha tentato così di articolare una risposta alla domanda che sempre più osservatori si pongono:“Se noi facciamo sempre quello che ci dice l’Europa, perché le cose peggiorano inesorabilmente?”.

Gli ultimi tre anni di politiche di austerità hanno prodotto, secondo lo studioso sardo, un quadro macroeconomico drammatico: “A fronte di entrate fiscali aumentate del 2,1%, si registra il crollo del commercio del -2,1%, consumi in calo dell’8% negli ultimi tre anni, 1 milione e 200 mila nuovi disoccupati, 40% di disoccupazione giovanile, occupazione precaria al 53%, fallimenti in crescita del 7%”. Il vizio di origine è che, “con l’ingresso nell’Euro, l’Italia non è più uno stato monopolista della moneta, ma il monopolio è passato alla Banca Centrale Europa. I singolo stati diventano gli utilizzatori di una valuta che non emettono e non controllano in alcun modo. L’euro è emesso dalla BCE, indipendente e priva di vincoli di mandato. Gli Stati, per poter utilizzare l’Euro, devono prelevarlo con le tasse, o prenderlo in prestito dai mercati dei capitali, cioè da banche private o fondi di investimento, mediante emissione di titoli di stato o sottoscrizione di contratti derivati. L’esito è quello di uno Stato privato della capacità di spendere e investire per il proprio futuro, costretto a spendere meno di quanto incassa, tutto teso all’ottenimento di avanzi di bilancio”. Gli effetti di queste decisioni sono devastanti: riduzione dei volumi di affari e dell’occupazione, riduzione del credito alle imprese, azzeramento degli investimenti, riduzione della produzione aggregata.

Tra le possibili soluzioni per il ripristino di un sistema economico sano, Basciu prevede anche l’opzione di uscita dall’euro. Secondo lo studioso – “l’Euro non è un processo irreversibile e uscirne non sarebbe un disastro annunciato, purché questa decisione sia realizzata in modo coerente e sensato”.

SOTTO BASCIU E GRASSINI

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