Dario Rollo scrive al Ministro Luigi Di Maio per mancato saluto istituzionale

CASCINA – Dario Rollo, Sindaco Reggente di Cascina scrive ufficialmente a Sabato 12 settembre 2020 Lei è arrivato a Cascina, intervenendo ad un’iniziativa elettorale nel Comune di cui mi onoro di essere primo cittadino.

“Avrei voluto portarLe il saluto istituzionale da parte della mia comunità, com’è doveroso nei confronti di una carica dello Stato. Il saluto di un rappresentante delle Istituzioni a un rappresentante delle Istituzioni, entrambi con alto senso dello Stato, che, come ben sappiamo, va al di là di ogni qualsiasi iniziativa elettorale.
Dopo colloqui telefonici intercorsi con rappresentati locali del Suo partito, con risposte che rimandavano a un loro contatto col Suo staff per informarLa, l’ho raggiunta in Corso Matteotti, dove Lei si trovava. Con correttezza, rispetto ed educazione sono rimasto in disparte, con la fascia tricolore nelle mani, in attesa di poter porgere a un Ministro della Repubblica Italiana il saluto e il benvenuto delle cittadine e dei cittadini di Cascina”.

“Ma il capogruppo consiliare di Cascina del Suo partito, anch’egli rappresentante istituzionale, mi ha comunicato di non di aver parlato con il Suo staff per informarLa di un saluto istituzionale da parte del Sindaco di Cascina, proponendomi invece di salutarLa come semplice cittadino. Di fatto mi è stato impedito di adempiere ai miei doveri istituzionali, vietandomi di porgere il saluto e il benvenuto della città a un Ministro della Repubblica Italiana.
Dispiace vedere che Cascina venga tenuta in considerazione soltanto come palco di iniziative elettorali. Anche ignorandone il rappresentante del Governo sul territorio nell’esercizio delle sue funzioni. Voglio pensare, soprattutto per Cascina, che si sia trattato di uno spiacevole equivoco. Vorrei cogliere l’occasione Signor Ministro Di Maio, per invitarLa a tornare per visitare la nostra città. Che, mi creda, è una gran bella città. Una città ricca di valori e di grande senso di appartenenza alla propria comunità”.

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