Detenuti curano l’orto. A Volterra dalla terra nasce la vita dopo il carcere

VOLTERRA – Un orto curato da detenuti per coltivare ortaggi da consumare all’interno del carcere. E’ il progetto che si è concretizzato nella Fortezza di Volterra dallo scorso luglio nell’ambito del progetto “L’Orto, luogo di incontri e di vita” nato dalla collaborazione tra la Direzione del Carcere di Volterra, il Comune di Volterra e la Confraternita Misericordia.

imageTre detenuti hanno usufruito di un regime più attenuato, potendo uscire quotidianamente per recarsi negli spazi aperti extramurari dell’Istituto al fine di curare le aree adibite ad orto e coltivare zucchine, pomodori, peperoncini, Il progetto ha offerto la possibilità ai detenuti interessati di praticare volontariamente un’attività che li rende “temporaneamente liberi”, liberi di pensare e curare la natura, produrre ortaggi che poi consumeranno assieme ai propri compagni nelle loro camere.

image«Il carcere di Volterra è sempre più una realtà di eccellenza, capace di interagire e di far parte della città – spiega il sindaco Marco Buselli – . Quella dell’orto è un’altra idea brillante che la
direttrice della struttura è riuscita, con la collaborazione dell’assessorato alle politiche sociali e della Misericordia, a realizzare all’interno di una realtà carceraria modello come quella volterrana».

«Ci tengo a ringraziare la direttrice Giampiccolo, che da sempre si è dimostrata una persona attenta a valorizzare il nostro carcere – aggiunge l’assessore alle politiche sociali Francesca Tanzini – portando al suo interno progetti di inclusione e collaborazione con il territorio, grazie anche alla Misericordia di Volterra parte fondamentale per la realizzazione di questo progetto. Sarebbe bello poter ampliare il progetto con il coinvolgimento di altri volontari che porterebbero così un’ulteriore scambio di esperienze».

Con la presenza del personale della Misericordia di Volterra, infatti, l’attività si pone anche l’obiettivo di consentire ai detenuti di intrattenere positive relazioni con la comunità esterna, nell’ottica di un graduale reinserimento nella società libera. Obiettivo ulteriore del progetto è quello di far conoscere sempre più la realtà del carcere di Volterra, dando testimonianza che analoghi progetti possono costituire un arricchimento per la comunità locale.

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