Detenzione e custodia delle armi in ambito domestico: come evitare negligenze?

PISA – I numeri sul possesso delle armi da parte di soggetti privati in Italia parlano chiaro: stando alla ricerca condotta dal Censis nel 2017, circa un milione e 400.000 italiani risultano in possesso del porto d’armi, Forze dell’Ordine escluse.

Indipendentemente dalla natura del possesso dell’arma, chi detiene una pistola o un fucile da caccia ha l’obbligo di custodirli in modo sicuro, evitando ogni possibile rischio di appropriazione indebita o di uso improprio. Il fine ultimo delle disposizioni di legge che regolamentano questo settore, ovviamente, è quello di limitare quanto più possibile la circolazione di armi sul territorio nazionale e di prevenire pericolosi incidenti tra le mura domestiche.

 

  • La custodia delle armi in casa: cosa dice la legge

 

La Legge italiana non risulta particolarmente esplicita quando si parla della corretta detenzione delle armi, ovviamente regolarmente denunciate, in casa. 

I riferimenti normativi provengono infatti da alcune sentenze della Cassazione emesse nel corso degli ultimi anni. Di seguito, tuttavia, riportiamo le indicazioni generali contenute all’interno delle due norme (varate negli anni Settanta), che regolamentano il settore.

 

  • Articolo 20 della legge 110 del 1975

 

L’articolo 20 della legge 110/1975 stabilisce che “la custodia delle armi […] deve essere assicurata con ogni diligenza nell’interesse della sicurezza pubblica”, ma rimane sul vago senza fornire delle vere e proprie linee guida sulle misure da adottare per la corretta custodia di pistole e fucili. 

Lasciare a libera interpretazione le modalità di custodia di un’arma da fuoco rischia di generare comportamenti sbagliati e negligenti, nonché perseguibili legalmente. Ma di fatto, l’unico dovere sancito dall’articolo 20 per il proprietario dell’arma da fuoco è quello di adottare tutte le misure utili a scongiurarne il furto. Nel caso specifico, la Cassazione ha stabilito che un normale cassetto non può essere considerato come una misura sicura per la detenzione di un’arma, mentre un cassetto con serratura sì (ma solo avendo l’accortezza di nascondere la chiave).

 

  • Articolo 20 bis

 

Con il successivo articolo 20 bis della stessa legge, è stato introdotto l’obbligo di impedire l’accesso alle armi ai minori e agli individui affetti da disturbi psichici. Anche qui la normativa non fa alcun riferimento alla dovere di dotarsi di una cassaforte, di un armadio blindato o di simili soluzioni per la custodia delle armi.  Quasi paradossalmente, invece, quando si parla di trasporto di armi da fuoco, la legge stabilisce con estrema chiarezza le modalità di custodia all’interno delle autovetture.

Di seguito, si riporta il testo aggiornato della legge 18 aprile 1975, n.110.

 

  • Detenzione di un’arma da fuoco in casa: come mettersi in regola

 

Considerando che la legge lascia fin troppa libertà nell’interpretare le indicazioni sulla detenzione delle armi in casa, come ci si assicura di essere in regola e di non rischiare una multa in caso di controllo da parte della Polizia Giudiziaria? 

Come abbiamo visto, non esistono obblighi per il proprietario dell’arma da fuoco riguardanti la dotazione di casseforti o armadi blindati da installare in  casa. Tuttavia, questa opzione, ad oggi, risulta sicuramente la più pratica ed efficace.

Gli armadi blindati progettati per la custodia in casa di armi da fuoco, di documenti di valore o di altro materiale sensibile non solo garantiscono un eccellente livello di sicurezza, ma risultano disponibili in un’ampia varietà di forme, dimensioni e stili estetici, così da agevolarne la collocazione in qualunque contesto.

A tale proposito, si riporta un catalogo di armadi blindati di esempio: i vari modelli differiscono per capacità, numero di vani interni, materiali di rivestimento e, soprattutto, tipologia di serratura adottata (dalla classica chiave a doppia mappa ai più moderni e sicuri sistemi con combinazione elettronica).

 

  • Corretta detenzione delle armi da fuoco in Italia: chi vigila?

 

Ad occuparsi di verificare la corretta detenzione delle armi da fuoco sul suolo italiano è la Polizia Giudiziaria, che può effettuare dei controlli a campione e senza preavviso come stabilito dall’articolo 55 primo comma del Codice di Procedura Penale e nell’articolo 38 comma 3 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza (TULPS).

In caso di condotta negligente, la sanzione pecuniaria prevista può andare da 200 a 2.000 euro, mentre nei casi più gravi è prevista la reclusione da un minimo di un mese ad un massimo di tre.

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