Dialoghi Mediterranei nell’anno della ceramica

PISA – Sono molti gli elementi riconducibili alla cultura islamica e ancor oggi presenti nella Città di Pisa.

Si riconoscono in oggetti monumentali o di medio formato, che si collegano a una storia di scambi commerciali, di guerre, di suggestioni culturali.

La Piazza del Duomo è ricca di questi elementi, non solo e non tanto “a conferma della volontà di destinare alla chiesa pisana la maggior parte delle prede belliche e del proposito di riscattare in questo modo le modalità della loro acquisizione”, ma a certificare soprattutto un’adesione culturale della Pisa del tempo alla raffinatezza e originalità dei modi con cui il mondo islamico era riuscito a tramandare la cultura e le tecniche operative delle antiche terre egizie e del mondo classico greco e romano. Dall’uso della carta per le comunicazioni scritte, del trapano per la realizzazione di decorazioni scultoree e intarsi marmorei, alle tessiture di stoffe preziose, alla realizzazione di manufatti in bronzo e di raffinate ceramiche.

Accanto a questi oggetti, Pisa conserva tanti e forti elementi di “arabicità”anche nella sua edilizia civile e religiosa, talvolta conosciuti, talvolta talmente noti e integrati nella vita civile e culturale tanto da aver fatto smarrire memoria della loro origine.

La ceramica fu uno dei principali mezzi con cui le diverse culture si incontrarono soprattutto a Pisa .

Per queste ragioni, nell’anno che la Regione Toscana ha dedicato alla ceramica, Mariagiulia Burresi e Manuela Paschi, coordinatrici del Gruppo per le Attività Culturali del Consiglio dei Soci COOP Pisa, hanno proposto – con la collaborazione del Consiglio stesso – gli eventi indicati nella locandina allegata .

Il progetto si pone l’obiettivo di qualificare la nostra città, dimenticata da molti -e dai suoi cittadini stessi- come la prima che, in Italia, agli inizi del ‘200, iniziò a produrre ceramica invetriata che poi nel 500 divenne materiale di intensa esportazione in Europa, ben prima che fiorisse l’oggi famosa produzione di Montelupo. E di cui il suo museo conserva la più ricca raccolta di materiali di produzione mediterranea dei secoli XI-XIII.

Il progetto si propone anche di sottolineare l’importanza degli interscambi storico-culturali per la crescita delle culture dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

Il progetto si svolgerà tra settembre 2017 e settembre 2018.

In occasione dell’anno della ceramica della Regione Toscana, assumendo la storia della produzione ceramica pisana come filo rosso di un percorso pluridisciplinare, si intende ripercorrere i rapporti che si instaurarono tra tradizioni greco-latine e arabe e il territorio della Toscana costiera.

Per capire la centralità di Pisa nelle relazioni commerciali, culturali, artistiche e scientifi che saranno organizzati i seguenti eventi e attività multidisciplinari e conviviali:

Incontri con esperti dei vari settori
Percorsi guidati in città
Visite a musei toscani e stranieri
Laboratori di ceramica
Visita ad atelier di artisti
Attività didattiche con le scuole
Presentazione libri di approfondimento e divulgazione
Cene tematiche
Concerti
In particolare per quanto riguarda più specificamente la
ceramica:
• Ciclo di incontri con proiezioni e presentazione di materiali
ceramici trasportabili.
• Incontri e presentazione di libri che evidenzino: il contesto
culturale mediterraneo in cui la produzione pisana nasce e
si sviluppa, l’ampiezza e le direzioni dei traffici commerciali
pisani, i mezzi di trasporto, i luoghi cittadini che individuano
le principali attività della città tra Medioevo e Rinascimento.
• Visite ai monumenti, al cantiere delle antiche navi pisane e
alle raccolte museali di Pisa, Calcinaia, Montopoli, S. Miniato e
di Montelupo e di Barcellona.
• Visite ai laboratori ceramici del territorio che producono copie
dei manufatti medievali.
Inoltre visita a laboratori di artisti contemporanei che s’ ispirano
in varie forme alle tradizioni affrontate.
Incontri sulle tradizioni mediterranee: musiche, cibi e artigianato
in cui saranno coinvolti Circoli culturali e ricreativi e Associazioni.

By