Dilettanti, molte partite rinviate per Covid. Le società: “La LND e la ASL dovrebbero interloquire per velocizzare i tempi dei tamponi”

PISA – È un momento delicato per tutti ed in particolar modo per il movimento del calcio dilettantistico che al via del campionato previsto in Toscana per domenica 11 ottobre dovrà ancora convivere con l’aumento dei contagi dovuti al Covid-19.

di Antonio Tognoli

E se in un primo momento con molte partite rinviare al 21 ottobre per Covid si era deciso di giocare a porte aperte con il 25% di pubblico il Comitato Regionale Toscana ha fatto dietrofront decidendo per le porte chiuse.

Sono ben undici le gare, previste per questo week end, ma rinviate dal Comitato Regionale Toscano della LND – FIGC. Undici campi resteranno vuoti. Una di eccellenza, una di prima categoria, sette di seconda categoria tra le quali se ne contano due del girone O dove sono inserite le squadre di Pisa e due del campionato Juniores Regionale“, afferma Roberto Cini della Nuova Popolare Cep.

“Tutte o quasi tutte perché intere squadre sono state poste in isolamento fiduciario in attesa dell’esito dei tamponi – per contatti con un positivo presunto e/o accertato. Questo narra la mera cronaca”, prosegue Cini che chiude con una riflessione: “Nei campionati professionistici, dove girano fior di milioni, i club chiamano un laboratorio privato all’impianto sportivo, sborsano diversi soldini per ogni tampone e lo ripetono anche tutti i giorni, i negativi vanno in campo e gli eventuali positivi restano a casa. Al nostro livello, dove l’attività sportiva viene portata aventi col sacrificio di dirigenti volontari e con scarsissime, e in alcuni casi pressoché nulle risorse economiche, non possiamo fare altro che stare ai tempi delle ASL e del Sevizio Sanitario Nazionale ai quali vanno il nostro riconoscimento e il nostro ringraziamento per l’enorme mole di preziosissimo lavoro che stanno svolgendo in questi giorni e con la speranza che i dati del contagio, che le cronache di questi giorni ci raccontano di nuovo in preoccupante crescita, non li mettano di nuovo sotto pressione come fu in marzo – aprile. A questo punto però ci pare evidente che la LND debba cominciare a venire incontro alla squadre per aiutarle a snellire le doverose procedure sanitarie. Potrebbe tentare un interlocuzione con le ASL per capire se ci sono i margini per velocizzare i tempi per i nostri sodalizi (senza voler scavalcare le emergenze vere). Altrimenti si rischia un effetto imbuto, uno stallo, un intasamento dagli esiti imprevedibili“.

La FIGC non ha indicato sul C.U. le gare rinviate come se, non comparendo, tutto vada bene. I contagi aumenteranno ancoraafferma Gabriele Galli del Ponte alle Origini E’ un problema serio. Sarebbe meglio sospendere tutto fino a gennaio anche perché lo stato di emergenza nazionale termina il 31 dicembre e valutare la situazione ed eventualmente ripartire. I campionati, con gironi cosi corti, potranno terminare ugualmente tutti entro il 30 giugno“.

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