Dimissioni Danti, intervengono Nocchi, Ferrante e Gelli

PISA – Francesco Nocchi Andrea Ferrante e Federico Gelli intervengono sulle dimissioni di Dario Danti dalla carica di assessore alla cultura.

“Siamo di fronte ad una plateale sconfessione del patto che abbiamo siglato con gli elettori, in nome di un lucido calcolo elettorale, fatto con la volontà di rendere non più ricomponibile la frattura che Sel ha creato nella maggioranza pisana.

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Si è scelto infatti di non attendere neppure la riunione convocata dal Pd toscano che si terrà domani proprio con l’obiettivo di affrontare il tema delle alleanze in vista delle prossime elezioni. Così come si è scelto di non partecipare alla riunione della maggioranza convocata alle 17 proprio per confrontarci tutti insieme sul da farsi e chiedere a Danti e Sel di retrocedere dalla loro decisione.

E’ un’occasione persa. Un atteggiamento poco leale nei confronti degli altri partiti della coalizione, della Giunta e dello stesso Sindaco. E opaco, perché non se ne comprendono le reali ragioni. In questi primi anni di governo insieme c’è stata profonda sintonia, massima condivisione delle scelte di fondo. Non si spiega questo cambio di linea, questo rifluire su posizioni di retroguardia.

Anche scorrendo la lettera di dimissioni di Danti c’è il riconoscimento della giustezza della scelta che abbiamo fatto insieme di costruire un’alleanza larga di centrosinistra, c’è la giusta rivendicazione dei risultati della giunta Filippeschi. E soprattutto c’è il riconoscimento del comportamento “inecccepibile” tenuto dal sindaco sulla vicenda di Sat e del sistema aeroportuale toscano. Le scelte di questi mesi le abbiamo condivise tutte. Non c’è stato alcun cambio di linea da parte della maggioranza, quanto piuttosto la presa d’atto del cambio di fase che si è determinato con la privatizzazione e la necessità di tutelare al meglio, anche attraverso il voto per la fusione, l’interesse pubblico e continuare ad esercitare, pur minoranza, un ruolo di controllo e indirizzo sulle scelte che la nuova società opererà. Tutti percorsi fatti nella piena condivisione delle decisioni, sempre scaturite da un confronto.

Sel e lo stesso Danti decidono di uscire dalla maggioranza per motivi politici e non per questioni attinenti all’azione amministrativa pisana. Così facendo mettono solo in pericolo la realizzazione del programma di mandato. Pisa invece ha bisogno di certezze e non di un quadro di instabilità. In ogni caso continuiamo a lavorare per un ripensamento, per il mantenimento di quell’alleanza di centrosinistra che governa non solo a Pisa, ma in tanti comuni della provincia in cui Sel esprime amministratori con ruoli di responsabilità in molte giunte.

Non accettiamo che si dica che “nel Pd toscano non è rimasto nulla di sinistra” come ha affermato Cecchetti. A Pisa ed in Toscana le politiche di sinistra vengono portate avanti, con coraggio e lungimiranza, sui diritti civili, sulle politiche sociali, sull’urbanistica e il governo del territorio, sulle politiche di bilancio e la cultura. Sel sceglie di abbandonare questa esperienza, sperando di lucrare qualche consenso di protesta. Siamo il più grande partito del socialismo europeo: neppure Cecchetti può negarlo”.

Secondo Federico Gelli deputato del PD “La scelta dell’assessore Danti di rassegnare le dimissioni al Sindaco Filippeschi appaiono totalmente contraddittorie e soprattutto arrivano in un momento nel quale sarebbe più opportuno aiutare la giunta e la città di Pisa. Il giudizio che Danti esprime sul mandato della Giunta – continua Gelli – sembra essere positivo e in sintonia con quanto fatto fino ad oggi. Allora perché abbandonare il suo ruolo di amministratore capace disinteressandosi del futuro della città? Non sarà procurando l’indebolimento di Pisa in una fase così delicata che Danti rende onore alla sua attività politica. La giunta guidata da Filippeschi, che fino ad oggi ha portato avanti importanti provvedimenti per la nostra città, deve poter contare su chi si mette al servizio dei cittadini e non su chi sfrutta una situazione difficile per improbabili azioni di autopromozione.”

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