Diritto allo studio. Criticità per gli studenti.

Articolo di Maria Bruno

TOSCANA – Il consenso della Regione al bilancio dell’Azienda per il diritto allo studio. Il presidente della Commissione Sviluppo economico, Gianni Anselmi descrive come sia “in piena salute” la situazione dell’Azienda dopo aver sentito il parere del Direttore.La stima è di “4 milioni di pasti l’anno” erogati dalle mense universitarie tralasciando però la parte relativa all’aumento delle tariffe dei pasti attraverso l’instaurazione di nuove fasce, per via di una visione politica errata della ristorazione universitaria.

La conseguenza naturale a tutto ciò sarà l’allontanamento generale degli studenti, in particolare di quelli paganti, da un servizio che dovrebbe essere loro garantito.

Si citano “4mila e 700 posti letto” senza far nessun riferimento alla grave emergenza abitativa studentesca che nella sola sede di Pisa vede circa 600 studenti borsisti ancora in attesa di un alloggio che probabilmente non arriverà.

E’ una situazione in corso da anni, che riguarda non solo la componente studentesca ma le molte realtà politiche cittadine, che sta peggiorando. Si parla di “240 posti letto presto operativi” che, innanzitutto non riusciranno a dare una soluzione definitiva, ma i cui lavori iniziati da poco non termineranno prima del 2019, mentre invece due strutture già segnalate da diverso tempo vengono lasciate al degrado e al vergognoso silenzio che si respira nelle stanze del Comune di Pisa: Fossabanda, che avrebbe una capienza di 90 posti letto e una zona riservata alla ristorazione universitaria in una zona della città in cui stanno affluendo sempre più studenti, e Paradisa, una struttura che ospiterebbe circa 500 posti letto.

Oltre a questo, c’è anche l’erogazione delle borse di studio, gravemente messa a rischio quest’ultimo anno dall’accantonamento aziendale di 2 milioni e 800 mila euro, recuperati con un finanziamento straordinario da parte della Regione, per il quale non esiste alcuna garanzia di rinnovo e la cui mancanza affonderebbe il diritto allo studio con la complicità della regione Toscana..

Un problema economico che porta l’Azienda a pesare direttamente sugli studenti e non garantire un diritto stabilito per legge, come si risolve?

La Regione invece di dirsi soddisfatta e descrivere un’azienda “in piena salute”, dovrebbe invece riconoscere le proprie responsabilità in tema di finanziamenti, che risultano ad oggi non sufficienti alla copertura totale dei servizi, portando la stessa Azienda a tagliare sui propri servizi e ad aumentarne i costi.

Servirebbe un maggiore finanziamento statale e soprattutto regionale.

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