Disabilità, Pisa fa scuola in Palestina

PISA – Promuovere una visione della sanità a tutto tondo, che segue la persona disabile sotto tutti gli aspetti, dalla riabilitazione fisica agli aspetti sociali e psicologici.

Personale medico ed esperti in organizzazione e programmazione dei servizi della Società della Salute formeranno operatori sociali e sanitari della Palestina. La Società della Salute Pisana, unica in Toscana, ha vinto un bando regionale sulla cooperazione internazionale con il progetto “Ponte di Mezzo”.

“La particolarità vincente del progetto è quella di essere l’unica esperienza, tra i progetti provenienti dalla Toscana per la Palestina, che coniuga la tradizionale formazione sanitaria con l’inizio di una rete assistenza e di attività sociosanitarie in loco – commenta Sandra Capuzzi, presidente della Società della Salute – inoltre devo sottolineare la soddisfazione perché è stata scelta ancora una volta l’esperienza della Società della Salute della zona pisana. Un progetto dall’importante valore di solidarietà e trasmissione della conoscenza: non andiamo in Palestina solo per curare ma per insegnare a curare e quindi per lasciare un seme che aiuterà a crescere”.

Un viaggio in una terra martoriata dalla guerra e dai conflitti, dove i disabili rappresentano una parte rilevante della popolazione: a Betlemme sono il 3 e a Hebron il 3,6%. Persone che hanno difficoltà a svolgere importanti attività sociali come il voto, la pratica religiosa, il viaggiare, svolgere le normali attività quotidiane. Giuseppe Cecchi, direttore della Società della Salute: «andiamo in Palestina per portare la nostra competenza per sviluppare e rafforzare le competenze organizzative e socio riabilitative del personale operante nell’ambito dei servizi rivolti ai disabili. E assisteremo le istituzioni locali palestinesi nei processi di decentramento e rafforzamento delle loro capacità istituzionali nel campo dell’erogazione dei servizi di base a favore della società civile». Nel rafforzamento delle capacità istituzionali locali importante è il partenariato del Comune di Cascina. «Metteremo l’esperienza di precedenti progetti di assistenza alle municipalità palestinesi al servizio di questo progetto”, afferma l’assessore cascinese Silvia Innocenti.

Nello specifico il progetto “Ponte di Mezzo” ha il compito di: potenziare le competenze professionali del personale operante; aumentare la capacità di presa in carico appropriata ed efficace; coinvolgere le risorse territoriali e delle reti di soggetti territoriali (pubblici, ONG, organizzazioni di base), diffondere le buone prassi in vista dei suddetti obiettivi» puntualizza la Dott.sa Cristina Laddaga del Dipartimento Riabilitazione USL 5, riferimento tecnico scientifico del progetto. Con quattro moduli formativi rivolti ai 30 operatori dei 6 “Pwd Center” (pwd significa person with disability, persone con disabilità), i luoghi che in Palestina sono deputati alla cura dei disabili. Le attività si svolgeranno su tre livelli: disabilità motorie dei bambini disabili, “educazione speciale” rivolta a giovani con ritardi mentali e affetti dalla sindrome di Down, attività riservata alle visite di pazienti esterni che presentano esiti da patologie traumatiche o comunque con decorso limitato nel tempo come nel caso di fratture.

Fonte: Società della Salute

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