Diserbante ok, c’è l’autorizzazione del Ministero della Salute

PISA – “Il Glifene Hp è un diserbante regolarmente autorizzato dal Ministero della Salute e come previsto dalla normativa, prima di dare il via alla sperimentazione nel centro storico abbiamo chiesto il nullaosta alla Asl che ci è stato rilasciato il 17 aprile scorso, previo il rispetto di alcune prescrizioni che stiamo seguendo scrupolosamente”.

Rassicura i cittadini il responsabile dell’Ufficio Ambiente dell’amministrazione comunale Marco Redini: “L’obiettivo della sperimentazione è aumentare la qualità urbana della città mantenendo i marciapiede puliti dalle erbe infestanti per un periodo più lungo rispetto a quello che è possibile fare con il normale intervento di taglio e nell’effettuarlo stiamo seguendo attentamente tutte le indicazioni contenute nel nullaosta del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria locale e che si sostanziano soprattutto nel posizionare cartelli d’avvertimento durante il trattamento e nel lasciarli per i due giorni successivi, mantenersi ad una distanza di dieci metri dalle abitazioni o, in alternativa, di usare un cosiddetto “becco antideriva” per orientare il getto del liquido in un punto specifico evitandone la dispersione in aria e non effettuare interventi in caso di vento o precipitazioni atmosferiche. E il motivo per cui, nella cartellonistica, non abbiamo scritto di tenere chiuse le finestre durante il trattamento e altri suggerimenti simili è semplicemente che, diversamente da quanto dichiarato agli organi d’informazione, l’Asl non ce lo ha chiesto o consigliato né al momento del rilascio del nullaosta, né successivamente. Ma è inteso che – continua Redini – qualora l’Asl, che è l’ente pubblico incaricato per legge di autorizzare l’utilizzo di diserbanti, dovesse farci sapere di ritenerlo opportuno ci adegueremmo immediatamente”.

Quanto, invece, alla possibilità di utilizzare metodi alternativi meno impattanti, quali il pirodiserbo, “non conosciamo in modo dettagliato questo metodo dato che non siamo partner del progetto di ricerca ad esso dedicato, che è stato realizzato dall’Università di Pisa e finanziato dalla Fondazione Pisa – ha sottolineato il responsabile dell’Ufficio Ambiente -, ma, ovviamente, siamo più che disponibili ad approfondirlo per capire se può fare al caso nostro”.

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