Distretto 42 spazio di diritti: può accogliere i migranti

PISA – Da alcune settimane il Governo italiano sta attuando il piano di “svuotamento” di Lampedusa, mediante la redistribuzione dei migranti nel territorio nazionale.

Ancora una volta, la gestione del fenomeno è affidata a meccanismi emergenziali e improvvisati: invece di ospitare i migranti nel sistema ordinario di accoglienza dei richiedenti asilo – il cosiddetto “sistema Sprar” – si stanno predisponendo strutture di emergenza specifiche, reperite all’ultimo momento e spesso prive degli standard minimi previsti dalla legge.

E’ in questo contesto che sono giunti a Pisa alcune decine di migranti, che sono stati collocati in strutture del tutto inadeguate e precarie. Una di esse si trova a Piaggerta, nella tenuta di San Rossore: qui, i migranti si trovano lontani dalla città, di fatto isolati da qualsiasi collegamento esterno, in una condizione che impedisce qualunque forma di inserimento sociale. Eppure, ci sarebbero le possibilità per un’accoglienza degna di questo nome, se solo si volesse metterla in campo.

Nella nostra città, il Municipio dei Beni Comuni ha aperto alla cittadinanza la ex caserma di Via Giordano Bruno, in pieno centro: si tratta di uno spazio molto grande, nel quale si trovano collocate palazzine e manufatti che potrebbero dare risposta a problemi di emergenza abitativa. E’ uno spazio che è stato abbandonato per anni all’incuria e al degrado, e che oggi è stato restituito alla città e ai suoi abitanti.

Molte associazioni aderenti al Municipio dei Beni Comuni sono da anni attive nella tutela dei diritti dei migranti, e hanno maturato competenze e professionalità specifiche in questo campo: nella ex caserma sono attivi uno sportello legale dedicato a migranti, richiedenti asilo e rifugiati, nonché un corso di lingua italiana tenuto da personale competente e formato.

E’ per questo che oggi proponiamo il Distretto 42 come possibile luogo di accoglienza per i richiedenti asilo che stanno arrivando sul nostro territorio. Si tratta di uno spazio collocato in pieno centro cittadino, che dunque potrebbe favorire l’inserimento sociale dei nuovi arrivati, travandosi vicino a mezzi di trasporto e servizi. E’ un luogo di socialità, di cultura e di aggregazione, dove i profughi potrebbero inserirsi positivamente. Vi si trovano inoltre servizi rivolti a cittadini stranieri, di cui potrebbero usufruire anche i richiedenti asilo.

Siamo ben consapevoli che l’utilizzo del Distretto 42 come spazio di accoglienza richiede alcuni interventi: in particolare, vanno ripristinate le utenze (acqua, luce, riscaldamento), si deve procedere all’allestimento di alcuni locali, e ovviamente è necessario provvedere a regolarizzare l’attuale situazione. Interventi di questo tipo, però, sarebbero certamente meno costosi rispetto a quelli messi in campo finora per l’accoglienza dei rifugiati: e avrebbero il pregio di valorizzare un bene pubblico, restituendolo alla città e all’utilizzo sociale. Tutto questo appare del tutto fattibile dato che la notizia della risposta del Ministero della Difesa al Demanio che rivendica il Progetto Caserme non potrà avere alcuna fattibilità sia in termini di costi che di tempi e quindi verrebbe totalmente a mancare qualsiasi urgenza di chiusura del Distretto 42.

Oggi, quello spazio servirebbe per i migranti giunti da Lampedusa: domani, potrebbe essere utilizzato per altre emergenze abitative, per famiglie senza casa, italiane e non. Sarebbe – ne siamo convinti – un bel modo per restituire alla città, a costi contenuti, un luogo utile e prezioso.

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