Dodici imprenditori al Vinitaly e cinque a Sol & Agrifood con la Camera di Commercio di Pisa

PISA – Continua il viaggio di “Terre di Pisa”, il nuovo brand sostenuto dalla Camera di Commercio di Pisa per identificare le peculiarità agroalimentari, artistiche, storiche, naturali e l’offerta turistica del territorio pisano.

Nuova meta la prestigiosa doppia vetrina di Verona che dal 15 al 18 aprile ospita le edizioni del Vinitaly e di Sol & Agrifood, rispettivamente la più grande kermesse dedicata al vino e ai distillati e la fiera del food di qualità rigorosamente italiano.

Insieme alla Camera di Commercio, dodici aziende pisane, rappresentative dell’eccellenza vitivinicola del territorio e cinque del settore alimentare presentano le loro produzioni di punta nei due stand collettivi anche per questa occasione firmati “Terre di Pisa” e realizzati con il supporto della Banca di Pisa e Fornacette.

Numeri di rilievo per Vinitaly, con l’aumento del 25% del numero degli espositori esteri, incoming di delegazioni commerciali selezionate da 58 Paesi, una media di operatori professionali provenienti ogni anno da 140 nazioni (nel 2017, 128 mila presenze totali di cui 48 mila dall’estero, di cui 30.200 buyer accreditati da 142 Paesi). Non da meno quelli di Sol & Agrifood: nel 2017 l’evento ha visto la partecipazione di 291 espositori, oltre 56.000 visitatori di cui quasi 15.000 provenienti dall’estero.

Ampie dunque le possibilità di contatto tra i nostri operatori e le variegate delegazioni commerciali e sempre più consolidata la convinzione che per crescere sia necessario saper approcciare Paesi ed aree geografiche differenti con specifiche politiche di prodotto e di prezzo, ma anche, ed è qui che il progetto commerciale può integrarsi con il marchio “Terre di Pisa”, costruendo un legame distintivo tra i prodotti e la geografia di produzione, valorizzandoli non disgiuntamente dal loro luogo d’origine.

Campo di lavoro, quest’ultimo, che trova conferma anche nei risultati di uno studio, frutto della collaborazione tra Vinitaly e l’istituto di ricerca Nomisma, che ha analizzato i mercati del vino degli ultimi dieci anni per ipotizzare la loro evoluzione nei prossimi cinque per le produzioni italiane. Lo studio prevede cambiamenti nella geografia dei consumi di vino che si concentrerà sempre di più oltre i confini europei, con Cina, Russia, Stati Uniti e Giappone indicati come mercati i più promettenti.

E i dati dell’export pisano di vino sono in linea con queste previsioni esprimendo un valore complessivo delle esportazioni che dai 50 milioni di euro del 2016 è passato ai 53 milioni nel 2017 con un incremento percentuale (+5,9%) superiore all’andamento dell’export complessivo pisano (+3,2%) e con i migliori risultati realizzati proprio in Cina (+34,8 %), Giappone (+8,8%) e Russia (+99%). Molto buone anche le evoluzioni dell’export degli altri prodotti agroalimentari pisani (salumi, formaggi, tartufi, pasta, prodotti da forno, cioccolata, ecc.) cresciuti in un anno del 12,8%.

Il commento del Presidente della Camera di Commercio, Valter Tamburini:
“L’identità “Terre di Pisa” è stata concepita in una visione di lungo termine e per questo motivo continuiamo a coltivare il lavoro di aggregazione dei numerosi soggetti coinvolti, (Regione Toscana, Comuni, associazioni imprenditoriali, consorzi, reti di impresa e altre istituzioni). Ma il marchio ha già iniziato ad accompagnare concretamente quelle imprese che, con il sostegno della Camera di Commercio, si misurano sui mercati reali. Il vino e le altre produzioni agroalimentari di questo territorio – prosegue il Presidente Tamburini – possono diventare i portabandiera di una “pisanità” sempre più distintiva e di qualità. Per rimanere, tuttavia, in sintonia con le previsioni di cambiamento dei mercati e per raggiungere destinazioni lontane è necessario che anche tali produzioni, pur nella loro specificità, siano valorizzate quali espressione di un’identità comune, in un progetto promozionale di sistema e di marketing aggregativo, proprio ciò che “Terre di Pisa” può garantire affermandosi sul piano internazionale”.

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