Domani Andrea Pieroni alla manifestazione con i lavoratori della Smith di Saline di Volterra

PISA – Ho dovuto annullare alcuni impegni elettorali, ma non potevo mancare”. L’annuncia così, l’ex presidente della provincia di Pisa e candidato al consiglio regionale Andrea Pieroni, la sua decisione di partecipare alla manifestazione indetta per domani 30 aprile dai lavoratori della Smith.

andrea pieroni

“Ho seguito per anni quel territorio – ha detto – che come il resto della provincia sento mio e non posso pensare alle conseguenze che la chiusura dello stabilimento determinerebbe. Per questo ci sarò e farò quanto possibile per aiutare i dipendenti a trovare una soluzione”.

Segue il comunicato stampa inviato subito dopo aver appreso la notizia della procedura di messa in mobilità.

“Un colpo da Ko per l’economia di tutta la Val di Cecina. Un colpo che l’economia di questo pezzo di provincia rischierebbe di non reggere e che non si merita, tanto di più che la Smith International è un’azienda sana e innovativa”. Lo sostiene il candidato al consiglio regionale per il Pd ed ex presidente della provincia di Pisa Andrea Pieroni commentando la possibile chiusura dello stabilimento di Saline di Volterra della multinazionale. La diminuzione del prezzo del petrolio aveva fatto tremare gli oltre 200 dipendenti diretti e l’indotto dell’azienda che si occupa di prodotti per l’industria estrattiva e nella quale, al momento, lavora circa un terzo dei dipendenti, mentre gli altri sono per lo più in cassaintegrazione. L’ammortizzatore in scadenza, inoltre, aveva reso necessaria una riorganizzazione del gruppo. “Che, però – secondo Pieroni – non può essere chiudere questo stabilimento, vitale per l’economia del territorio. La diminuzione del prezzo del petrolio e il calo della domanda non possono bastare a giustificare il sacrificio di professionalità importanti sulle quali l’azienda ha fatto investimenti, come li ha fatti sull’innovazione tecnologica. Investimenti sono stati fatti anche dalla Regione per la formazione”. Per questo, secondo Pieroni, “Lo stabilimento è perfettamente in grado di stare sul mercato e di essere competitivo”. Quindi non può essere chiuso. Quel che serve, invece, “è aprire una trattativa che porti al tavolo anche enti locali, Regione e governo nazionale, perché in un momento in cui si parla di ripresa dell’economia, un colpo così duro alla Val di Cecina sarebbe inaccettabile”.

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