Don Antonio live al Bagno degli Americani di Tirrenia

TIRRENIA – Don Antonio live al Bagno degli Americani di Tirrenia per la rassegna “La Duna Blu”.L’appuntamento in spiaggia con il concerto di Antonio Gramentieri è in calendariogiovedì 23 agosto, alle ore 21:30, sotto al grande gazebo del Bam Beach Bar.

Dopo il trionfale tour con Alejandro Escovedo (come opening e backing band) e le recenti date in Est Europa come headliner, forte dei lusinghieri riscontri sui media nazionali e internazionali (passaggi radio sulla BBC e tante ottime recensioni), Don Antonio continua a portare in giro la sua musica evocativa, calda e meticcia, sempre sul confine dei generi e delle tradizioni. Don Antonio è un uomo e un disco. Una storia vera e un viaggio a Sud. Registrato in Sicilia (allo Zen Arcade, con la collaborazione di Cesare Basile), rifinito in Romagna con gli amici e i collaboratori di una vita, il disco si lascia il continente dietro le spalle e suona con la faccia rivolta verso il mare, affacciato sull’ultimo lembo di Italia e di Europa. Melodie romantiche che profumano di Sud, strappi blues, twang adriatici, balli di gruppo, paesaggi cinematici, aiuole fiorite, navi al porto, personaggi misteriosi, donne eleganti. L’amore e il dolore del viaggio, del trovare e del lasciare. Con l’assoluta-poesia e l’assoluto-kitsch che, esattamente come nella vita vera, danzano abbracciati al mercato del pesce di Catania.

Antonio Gramentieri, musicista, produttore, internazionalista del suono italiano, è fondatore di Sacri Cuori, autore di musiche per il cinema, il teatro, la televisione e la pubblicità. “Don Antonio” è il suo primo disco solista, che invita a un ballo trasversale a tutti i folklori e dipinge un’identità Mediterranea senza ammiccamenti. Dolce e amara, romantica e spietata, vicina e distante. Un’identità che oggi slitta sul suo asse, e si trova a vivere simultaneamente l’Est e l’Ovest, il Nord e il Sud, il passato e il futuro. Il suono dell’Italia contemporanea inquadrato in un fotogramma mosso. Il continuo divenire di una geografia che perde i suoi equilibri tradizionali, e intanto ne acquisisce dei nuovi: paradossali, misti e meticci.

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