“Dopo di Noi”, l’Unitalsi in campo per i disabili che non hanno famiglia

PISA – Parte da Pisa un progetto nazionale, finanziato con 160 mila euro dal ministero del Lavoro, per un fondo chiamato “Dopo di Noi”.

unitalsiLo strumento che ha lo scopo di raccogliere contributi, donazioni e finanziamenti da destinare alla costruzione e al mantenimento di case famiglia di accoglienza dove ospitare i disabili quando saranno morti i loro genitori. In città è già attiva da dieci anni la casa famiglia ‘Cassiopea’, gestita da Unitalsi, e capace di assistere sei disabili anche grazie al contributo di Comune, Curia, Regione Toscana e Fondazione Pisa.

”Per pensare a un dopo di noi – spiega Sandra Capuzzi, assessore comunale al sociale e presidente della Società della Salute – è necessario attivare strumenti di autonomia durante noi. Una rete altra rispetto alla famiglia che sostenga e rafforzi la dignità delle persone che sono più in difficoltà. Un esempio da esportare di solidarietà e reciprocità”. Secondo Salvatore Pagliuca, presidente nazionale di Unitalsi, ”non si può parlare di piena integrazione delle persone con disabilità lasciando da parte una visione strategica del futuro di queste persone che domani rischiano di rimanere sole e il progetto che presentiamo oggi ci dice che la strada intrapresa dall’Unitalsi è quella giusta”. ”Abbiamo scelto Pisa per lanciare questa nuova iniziativa – ha aggiunto – perché festeggiamo i dieci anni della casa Cassiopea di Unitalsi che accoglie persone disabili rimaste senza familiari o supporti sociali”.

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