Il doppio ex. Stefano Garuti a Pisanews: “Con la maglia nerazzurra ho sempre battuto l’Avellino. Il Pisa dovrà giocare una gara accorta, Attenzione alle ripartenze degli irpini”

PISA – Ha vestito le maglie di Pisa ed Avellino Stefano Garuti , arcigno difensore, che all’ombra della Torre nella gestione targata Romeo Anconetani è stato artefice di una promozione in serie A sotto la guida di Mister Aldo Agroppi. Classe 1959, reggiano di Rubiera, ma ormai pisano di adozione, visto che ha scelto la nostra città come sua residenza, dove svolge il ruolo di direttore tecnico del Pisa Ovest, società pisana in orbita Sampdoria.

di Maurizio Ficeli

D. Ciao Stefano, grazie per aver accettato l’invito di Pisanews. Dopo aver vestito in maniera brillante la maglia nerazzurra, hai scelto Pisa per viverci a fine carriera. Perché?

R. “Inizialmente, appena appese le scarpe al chiodo, ero tornato a Rubiera, il mio paese natale vicino a Reggio Emilia, a Pisa ci sono tornato diverso tempo dopo, nel 2000, per motivi familiari e qui mi trovo molto bene e voglio rimanerci

D. Hai contributo, da calciatore, a rendere grande il Pisa, ai tempi della presidenza Anconetani ,che ricordi hai?

R. “Sono stati quattro anni importanti, due di serie B e due di serie A. Sono stati anni in cui sono maturato, venivo inoltre da 3 anni di serie A nel Bologna e poi con la maglia del Bari, ma a Pisa ho passato i migliori quattro anni della mia carriera“.

D. A proposito di ricordi e di Romeo Anconetani cosa ti ha colpito maggiormente?

R. “Anconetani voleva il bene del Pisa, lui era l’anima e noi calciatori eravamo “creta nelle sue mani “, ci acquistava e ci valorizzava, ed è proprio facendo così che è riuscito a tenere in alto il Pisa

D. Qual è un ricordo in particolare che porti con te degli anni pisani?

R. “Ricordo il campionato di serie B vinto con Mister Aldo Agroppi e la salvezza in serie A nel successivo campionato con mister Luis Vinicio. Il secondo anno di serie A, retrocedemmo per problemi fra Romeo ed i tecnici: quell’anno partimmo con Bruno Pace, poi arrivo Luis Vinicio e poi ritornò di nuovo Pace. Se fosse rimasto Vinicio come tecnico, molto probabilmente ci saremmo salvati“.

D. Hai avuto modo di seguire le vicende del Pisa attuale?

R. “Purtroppo no, in quanto il mio ruolo di direttore tecnico del Pisa Ovest mi impegna tantissimo, ma mi informo leggendo i giornali. Sicuramente bisognerebbe essere dentro per conoscere le situazioni. A mio modo di vedere, il Pisa ha una crisi di identità e poi è strano che una squadra che ha subito sempre pochi gol, non riesca a fare punti. Ad esempio, lo scorso anno, il Pisa ha battuto la Spal in entrambe le partite, ed in questo campionato i ferraresi sono in testa ed i nerazzurri nella bassa classifica“.

D. Nel giorno di Pasquetta, il Pisa affronterà l’Avellino, altra tua ex squadra. Hai dei ricordi particolari sulle gare fra i nerazzurri e lupi irpini?

R. “Ricordi bellissimi, quando vestivo la maglia nerazzurra, vinsi contro l’Avellino e segnai anche un gol. Con la maglia dell’Avellino affrontai il Pisa al Partenio, finì uno ad uno e marcai Kieft. Sono sempre state gare combattute, ma negli anni che giocavo nel Pisa ho sempre vinto contro l’Avellino“.

D. E della tua militanza nell’Avellino hai qualche ricordo in particolare?

R. “Sì, in Irpinia sono stato bene, ricordo che fra le altre cose ad Avellino c’era un uomo politico come Ciriaco De Mita, forte a livello nazionale e diciamo che dagli arbitri non eravamo trattati male, ma era un altro calcio e tempi molto diversi“.

D. Che gara sarà quella di Pasquetta fra nerazzurri ed irpini?

R. “Prevedo la solita gara dove credo che il Pisa avrà difficoltà a sbloccare il risultato. L’Avellino di questo ne è consapevole e poi le squadre guidate da Mister Novellino sono brave ad attuare la fase di “non possesso palla” ed a ripartire in contropiede. L’Avellino è una squadra che cerca giocate efficaci senza badare a tanti fronzoli, pur di far ciccia. Quindi il Pisa dovrà stare molto attento perché scoprendosi rischia molto. È vero che ai miei tempi, le gare giocate intorno a Pasqua, non portavano fortuna al Pisa. Però nelle gare giocate dal Pisa all’Arena contro l’Avellino, la tradizione è positiva per i nerazzurri“.

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