Dosi e Sorrentino smontano la manovra del Governo

PISA – Si è tenuta nella sala incontri Alexander Langer l’iniziativa sulla legge di bilancio “Cambiare la politica economica per cambiare il Paese”. Presso la sede di Articolo Uno-Mdp Pisa sono intervenuti il professor Giovanni Dosi, ordinario di Economia alla Scuola Sant’Anna e Serena Sorrentino, segretaria generale della Funzione pubblica-Cgil.

Ha introdotto il deputato di Mdp Paolo Fontanelli e moderato Andrea Califano del Coordinamento provinciale di Articolo Uno-Mdp.

“Si tratta di una legge di bilancio stretta tra le necessità di austerità che non sono state allentate – sostiene Dosi – e che vede nella disgraziata sterilizzazione degli aumenti dell’Iva la voce più grossa della legge. Austerità che permane, salvo per qualche punto percentuale negoziato per bontà di Bruxelles e per i trasferimenti alle imprese: praticamente non c’è entrata”.

“Il presidente del Consiglio Gentiloni ha definito la legge di bilancio come “molto snella”, ma noi auspicavamo invece che fosse una legge di svolta – dice la Sorrentino –, una legge che tenesse al centro le questioni che attengono alla ripresa e gli investimenti soprattutto nel lavoro e nell’occupazione. Da questo punto di vista come Cgil avevamo chiesto poche misure, ma mirate a fare iniziative che dessero intanto risposta al pacchetto pensioni, cosa che invece non c’è. Abbiamo chiesto un’iniziativa a favore dei rinnovi dei contratti pubblici, che fortunatamente registriamo con soddisfazione rispetto all’accordo del 30 novembre, quindi saremo in grado di ridare il contratto dopo 8 anni di assenza ai lavoratori del pubblico impiego e un cambio di registro rispetto agli investimenti nell’occupazione. Chiedevamo una manutenzione del sistema degli ammortizzatori sociali e un piano straordinario di investimento nell’occupazione giovanile, invece abbiamo avuto la riconferma degli incentivi e la decontribuzione per il lavoro a tempo indeterminato che non ha dato frutti. Da questo punto di vista per noi continua a essere una legge che non parla al lavoro e che soprattutto non rappresenta quella svolta di politica economica che noi auspicavamo”.

By