Drivers Amazon, la solidarietà dei Cobas per i carichi di lavoro

PISA – “Da giovedì i Driver della Trasline sono in sciopero, con la copertura dell’unica organizzazione sindacale che ha trovato spazio negli appalti di Amazon, la UIL Trasporti, per contrastare l’aumento dei carichi di lavoro che in maniera progressiva e indiscriminata stanno producendo una condizione di tensione e di grave difficoltà a completare quanto previsto nei turni“. Sono le parole di Giovanni Bruno Confederazione Cobas Pisa vicino ai lavoratori di Amazon.

L’aumento del numero di consegne, che ha raggiunto ritmi assurdi (fino ad una consegna ogni tre minuti), rivela una volontà di spremere fino all’osso questi lavoratori e lavoratrici con un incremento di produttività esponenziale e creando condizioni di lavoro impossibili da sostenere. I lavoratori e le lavoratrici in lotta segnalano la grave decisione di sostituire chi è in sciopero, con una grave lesione dei diritti sindacali degli scioperanti; tutto questo in una situazione in cui si registra la riduzione del personale in servizio in queste settimane alla Trasline (una parte è stata posta in cassa integrazione) a fronte di un settore, quello della logistica,  in chiara espansione, complice l’aumento di e-commerce dovuto anche alla pandemia. Le ditte come la Trasline lavorano per il colosso planetario dell’e-commerce Amazon, cha a Montacchiello ha circa 300 addetti. Nessun diritto sindacale e nessun sindacato pare sia riuscito a filtrare all’interno dell’unità produttiva: appare come una struttura monolitica impenetrabile, che sicuramente detta condizioni ben precise alle ditte in appalto per ridurre al minimo la conflittualità o piuttosto per tenere sotto controllo le legittime rivendicazioni e vertenze sindacali. È anche evidente che la multinazionale Amazon non intende interagire con i rappresentanti dei corrieri, visto che ha delegato Assoespressi a rappresentarla nell’incontro di lunedì. Nonostante appaia come un blocco impenetrabile la responsabilità di Amazon nella distribuzione e nella gestione dei corrieri di ditte come la Trasline sono inequivocabili, come per qualunque altro appalto che conosciamo. Le rivendicazioni di lavoratori e lavoratrici in lotta alla Trasline sono rivolte dunque anche ad Amazon, e più in generale come rivendicazioni in tutto il comparto, dove si stia giocando una partita complessiva per una ristrutturazione dei rapporti tra aziende e lavoratori in senso restrittivo: pare quasi che i provvedimenti denunciati siano una sorta di esperimento delle nuove forme contrattuali che si stanno predisponendo in vista del rinnovo del contratto nazionale. La lotta intrapresa non è dunque solo la lotta di alcuni lavoratori e lavoratrici di una ditta in appalto ad Amazon, ma la denuncia di una stretta che si annuncia sulle già gravose condizioni di lavoro e salariali dei driver. Come Cobas sosteniamo la mobilitazione dei lavoratori e lavoratrici in lotta contro l’aumento dello sfruttamento e la sottrazione di diritti e tutele che la ditta Trasline sta perseguendo, come il primo passo di una mobilitazione più generale dei lavoratori del comparto della logistica e degli appalti delle multinazionali dell’e-commerce“.

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