E’ ancora polemica sulla Variante Stadio. La posizione di “Diritti in Comune”

PISA – La recente sentenza del TAR che ha accolto il ricorso della Comunità Islamica avverso l’esproprio dell’area di proprietà della stessa su cui avrebbe dovuto erigere una Moschea, disposto dal Comune nel corpo della Variante Urbanistica relativa alla ristrutturazione dell’Arena Garibaldi “Stadio Romeo Anconetani” ed conseguente riqualificazione del quartiere di Porta a Lucca, ha fatto sì che il Gruppo di opposizione “Diritti in comune” presentasse un’interrogazione su tale tematica oggetto di discussione nell’odierna seduta del Consiglio Comunale ed illustrata questa mattina agli organi di informazione da parte del Consigliere comunale Ciccio Auletta e da Federico Oliveri.

di Giovanni Manenti


Sulla questione specifica della Moschea Oliveri chiarisce: “La nostra intenzione è quella di far sì che il Consiglio Comunale prenda atto della sentenza del TAR in tutti i suoi aspetti, in quanto i Giudici Amministrativi hanno ribadito la centralità del diritto costituzionale alla libertà di culto ed hanno altresì richiamato l’Amministrazione al mancato rispetto di un obbligo che le incorreva, ovvero di prevedere eventuali aree alternative rispetto a quella oggetto di esproprio, cosa viceversa non avvenuta, ed ora si tratta di capire come procedere, in quanto il TAR ha annullato sia la Delibera di adozione della Variante – all’interno della quale era stata colpevolmente inserita la questione della Moschea – che il diniego a costruire“.


Noi vogliamo pertanto“, conclude Oliveri, “che la sentenza del TAR venga applicata in ogni sua parte, vale a dire rendere finalmente concreto il diritto della Comunità Islamica ad un luogo di Culto nel luogo che attualmente risulta l’unico disponibile in quanto di proprietà della Comunità stessa, nonché che sia il Consiglio Comunale e non i singoli Uffici a prendere atto dei contenuti della ricordata sentenza per adeguarvi i relativi atti della Variante Urbanistica, trattandosi di una questione delicata che non può certo essere liquidata da parte amministrativa con la redazione di un solo documento, come sinora avvenuto, che è stato allegato alla Variante senza chiamare in causa il Consiglio Comunale che, viceversa, è deputato ad esprimersi sulle questioni urbanistiche“.


Ma oltre alla tematica riguardante la Moschea, la decisione del TAR annulla di fatto l’intera Variante, ragione per cui il Consigliere Auletta tiene a ribadire: “Il nostro Gruppo sia stato sempre favorevole ad un progetto di ristrutturazione dello Stadio sin da 2017, a condizione che lo stesso risulti serio e concreto, e quello che è accaduto relativamente alla Moschea era largamente previsto e prevedibile e sta allungando i tempi e creando delle difficoltà; noi abbiamo chiesto, come già in passato, che sul tema della variante vi sia una serie di approfondimenti oggetto delle nostre osservazioni, poiché all’interno della stessa sono state inserite delle aree che non erano previste, basti pensare al caso dell’ex GEA in via Emanuele Filiberto destinata ad un’area commerciale e pertanto chiediamo anche su questo un’attenta verifica poiché riteniamo che non abbia alcun fondamento di legittimità” …
Ribadiamo infine“, conclude Auletta, “come per quel che concerne le aree commerciali facenti parte dell’opera di ristrutturazione dello Stadio, esse siano state previste in base ad un documento presentato anni fa da parte della Società Pisa Calcio, ma che non era stato assolutamente validato e, pertanto, restiamo in attesa del relativo PEF (Piano Economico Finanziario), fermo restando che, da un punto di vista procedurale, poiché è nostra volontà che questo progetto vada avanti, desideriamo che vi sia la più totale chiarezza, mentre lo strumento che è stato ora adottato, ovvero la precisazione da parte della Dirigente per modificare la Delibera abbia una validità giuridica, circostanza che non riteniamo soddisfatta da tale atto, ma che, al contrario, tocchi al Consiglio Comunale modificare tutti quanti gli atti sulla base alla sentenza del TAR e proprio per questo, giovedì prossimo 25 giugno in Commissione Urbanistica abbiamo chiesto la presenza del Segretario Generale, dell’Avvocatura Civile e della Dirigente all’Urbanistica onde evitare quelle forzature che, come i fatti hanno dimostrato, hanno portato ad un allungamento dei tempi, pretendendo un progetto serio e qualificato per il quale è necessaria una chiarezza amministrativa che, ad oggi, non abbiamo riscontrato“. 

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