E-commerce, è boom con il lock down: triplicano i nuovi consumatori

PISA – Nel giro di poche settimane il digitale ha fatto un balzo in avanti nella vita di tanti italiani come mai era successo prima. La crisi sanitaria del Covid-19 ha infatti accelerato lo spostamento delle abitudini di acquisto e comportamenti dei consumatori a favore dell’e-commerce, il canale che ha garantito continuità di servizio per numerose attività imprenditoriali e per i cittadini.


Dall’inizio del 2020 ad oggi, è stato spiegato oggi durante la plenaria di apertura dell’edizione di Netcomm Forum Live, ospitata il 6 e 7 maggio da una nuova piattaforma digitale, sono 2 milioni i nuovi consumatori online in Italia (in tutto 29 milioni), 1,3 milioni dei quali, secondo le stime di Netcomm, sono da attribuire all’impatto dell’emergenza sanitaria del Covid-19. Negli stessi mesi dello scorso anno (da gennaio e maggio 2019), infatti, si registravano 700.000 nuovi consumatori: si tratta della crescita organica che il mercato ecommerce si aspettava anche nei primi 4 mesi del 2020, se non fossero subentrati la crisi del Coronavirus e il conseguente lockdown.

L’ecommerce è dunque il settore che crescerà di più (fino al +55%) a livello mondiale con l’impatto del Covid-19, seguito da modern food retail (fino al +23%) e vendita all’ingrosso di prodotti farmaceutici (fino al +15%).
Diversi settori, come quello del fashion & lifestyle, sono stati invece colpiti duramente di altri anche online, ma il 77% dei merchant digitali ha dichiarato di aver acquisito nuovi clienti durante questa fase di emergenza sanitaria.

I settori merceologici che crescono di più. Dal punto di vista delle vendite online, si è registrata una vera e propria impennata nei settori che fino a poche settimane fa erano considerati emergenti: a registrare l’incremento maggiore, da fine febbraio a metà aprile, è infatti il pet care (+154%); seguito da cibi freschi e confezionati (+130%); prodotti per la cura della casa (+126%) e della persona (+93%). petcare. Non solo approvvigionamento alimentare per gli esseri umani e igiene per la cura personale e della casa, dunque: gli italiani comprano online anche per soddisfare le esigenze dei propri animali domestici, fedeli compagni di quarantena per milioni di persone.

Il boom del Click&Collect e del proximity commerce. “Stiamo assistendo a un’evoluzione inaspettata dei modelli di consumo degli italiani», ha spiegato Roberto Liscia, Presidente di Netcomm. «A cambiare in tempi record sono state soprattutto le modalità di spedizione e di consegna.
Il Click&Collect, ovvero la possibilità di ordinare online un prodotto e di ritirarlo in negozio da parte del cliente, ha registrato una crescita del 349% e ci aspettiamo che nei prossimi mesi diventerà un’abitudine sempre più consolidata, poiché consente flessibilità, adattamento alle esigenze di mobilità e soprattutto, distanziamento sociale”. Un modello che ha preso piede in Italia in questi quasi due mesi di lockdown è stato inoltre il proximity commerce, che permette l’integrazione tra i grandi player del commercio elettronico e i piccoli negozianti, i quali, grazie alla logistica e alle piattaforme di delivery, possono raggiungere i clienti residenti nelle zone limitrofe. «Si tratta di un servizio che ha finalmente raggiunto cittadine e piccoli centri abitati che fino a poche settimane fa non avrebbero immaginato di poterne beneficiare e difficilmente i consumatori rinunceranno a questa comoda pratica».

La clamorosa crescita dell’e-commerce durante il lockdown. In italia si registrano due milioni di nuovi consumatori e nel mondo il settore crescerà fino al 55% nel corso del 2020

La clamorosa crescita dell’e-commerce durante il lockdown. In italia si registrano due milioni di nuovi consumatori e nel mondo il settore crescerà fino al 55% nel corso del 2020 Il coronavirus è una cesura, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche delle abitudini: sul digitale si sono
trasferite parti impensabili della nostra vita, come la scuola, e molte abitudini, dalla ginnastica alla lettura. Ma una vera rivoluzione di quelle che “ci avrebbero messo 10 anni a compiersi” è avvenuta nei consumi. Dalle grandi catene al piccolo negozio di quartiere tutto si è trasferito sul digitale, e anche i più refrattari ai pagamenti online si sono dovuti ricredere.
Le novità del settore del commercio online sono state presentate durante il Netcomm Forum, il più grande evento italiano dedicato al tema. Quest’anno in livestreaming.

Durante il lockdown triplicati i nuovi consumatori online. Dall’inizio del 2020 a oggi sono 2 milioni i nuovi consumatori online in Italia, di cui 1,3 milioni sono arrivati alle piattaforme di acquisto digitale proprio durante l’emergenza sanitaria del Covid-19. In tutto, nel nostro Paese, coloro che comprano online, sono ad oggi 29 milioni, mentre fino a febbraio 2020 erano 27. Negli stessi mesi dello scorso anno (da gennaio a maggio 2019), si registravano 700 mila nuovi consumatori, quindi si può dire che nei primi 5 mesi del 2020 il loro numero è pressoché triplicato.
Un “salto evolutivo” lo ha definito Roberto Liscia, presidente di Netcomm: “Le abitudini di acquisto e i comportamenti dei consumatori italiani si sono spostati a favore dell’e-commerce, che ha garantito continuità di
servizio per numerose attività e per i cittadini”, ha sottolineato aprendo l’evento


E-commerce crescerà fino a +55% nel 2020. È proprio il commercio sul web, secondo il consorzio Netcomm, il settore che crescerà di più nell’economia mondiale, nonostante l’impatto del Covid-19: l’aumento è calcolato fino al +55%. Cambieranno con questa crisi anche alcune abitudini molto radicate, come il consumo di cibo: il secondo settore di crescita sarà infatti quello legato al cosiddetto ‘modern food retail’, ovvero la distribuzione alimentare tramite consegna a domicilio e con le nuove formule che consentono ad esempio di preparare a casa piatti da ristorante con kit venduti online; l’aumento previsto è del +23%. Nel frattempo, nei giorni di lockdown, sono aumentate sensibilmente le vendite di prodotti per gli animali (+154%), quelle di cibi freschi e confezionati (+130%), e i prodotti per la cura della casa (+126%) e della persona (+93%). Emerge, oltre alla consegna a domicilio, anche il “click and collect”, ovvero la possibilità di comprare online, ma poi ritirare fisicamente in negozio; il “compra e ritira” è cresciuto del 349%, “e ci aspettiamo che nei prossimi mesi
diventerà un’abitudine sempre più consolidata, poiché consente flessibilità, adattamento alle esigenze di mobilità e, soprattutto, distanziamento sociale” commenta ancora Liscia. Boom inaspettato e in controtendenza con le grandi catene di distribuzione, quello che viene chiamato “e-commerce
di prossimità”, con i piccoli negozi di quartiere che in poco tempo si sono attrezzati per distribuire i loro prodotti, sfruttando le piattaforme online, ma anche semplici tecnologie come Whatsapp, rimanendo così in contatto con i propri clienti e acquisendo in modo nuovo gli ordini. In questo modo i negozi di quartiere “hanno anche svolto una funzione sociale” ha sottolineato Valentina Pontiggia, direttore dell’osservatorio e-commerce B2C del Politecnico di Milano.

Ecommerce in Italia: il lockdown triplica le dimensioni del comparto
Money.it
Il coronavirus ha dato una spinta al comparto ecommerce in Italia, generando volumi impressionanti. Analizziamo la
situazione volgendo lo sguardo anche al futuro del settore.
Il mercato ecommerce in Italia ha vissuto un boom durante il lockdown, chene ha triplicato le dimensioni. La spinta alla digitalizzazione, come effetto indiretto del coronavirus, è stata determinante per far fare un balzo di anni ai tempi di sviluppo del comparto e si stima che il commercio elettronico possa rappresentare il mercato a più alta crescita a livello globale nel 2020 (+55%). Per quanto riguarda il nostro Paese, secondo gli insight emersi al Netcomm Forum Live 2020, il dato più interessante
riguarda l’aumento dei nuovi consumatori online, che nei primi 4 mesi dell’anno sono cresciuti organicamente fino a raggiungere quota 2 milioni.
Nello stesso periodo del 2019 il numero era salito di sole 700 mila unità. Sebbene sia influenzato da fattori congiunturali, questo cambiamento rappresenta un salto in avanti che lascerà segni strutturali anche in futuro.
Ecommerce in Italia: il consumo durante il lockdown. L’ecommerce in Italia si è rivelato un canale strategico soprattutto durante il lockdown, perché ha consentito di limitare le uscite non necessarie e di rispondere in buona parte all’aumento esponenziale della domanda di beni essenziali. Si è assistito a una grande crescita dei nuovi utilizzatori, che ha portato il totale degli eshopper italiani a quota 29 milioni. Una fetta di questi ultimi era già digitalizzata, ma con abitudini diverse, che ha rimodulato per rispondere alle esigenze imposte dall’emergenza. Nondimeno, alcuni cluster di persone altamente digitalizzate, hanno sofferto inizialmente il calo di alcuni servizi e-commerce generalisti, come Amazon ad esempio, che ha interrotto per un periodo le spedizioni dei beni non essenziali, concentrando la sua forza lavoro verso le categorie più richieste. L’eccessiva concentrazione della richiesta di consegna a domicilio, infatti, ha messo a dura prova la macchina organizzativa tra logistica e approvvigionamento. Ad alleggerire la mole delle consegne interverranno il Click&Collect (acquisto online e ritiro in negozio) e l’ecommerce di prossimità, due paradigmi che andranno a consolidarsi anche in futuro, poiché consentono flessibilità, adattamento alle esigenze di mobilità e, soprattutto, distanziamento sociale. Il Italia si è assistito anche a un aumento esponenziale delle piccole e medie imprese che si sono organizzate velocemente per abbracciare canali digitali e home delivery, pur di continuare a vendere. Hanno iniziato così finalmente a colmare un gap che ha visto l’Italia posizionarsi molto indietro rispetto alla media internazionale in termini d’innovazione digitale. “In questo scenario in continua evoluzione, le sfide per le aziende e le PMI non sono poche, ma altrettante sono le opportunità per trasformare e innovare il proprio business”, ha spiegato Roberto Liscia, presidente Netcomm.

Le categorie merceologiche in crescita. Tra i settori che evidenziano l’aumento più sostenuto figurano: il pet care (+154%), cibi freschi e confezionati (+130%), prodotti per la cura della casa (+126%) e beauty care (+93%). Tutte categorie considerate “emergenti” nel contesto del commercio elettronico. A subire un rallentamento sono stati invece comparti considerati trainanti per maturità e tasso di penetrazione, come il fashion e il turismo, ma in generale, anche i retailer che hanno subito una diminuzione delle vendite riportano comunque una crescita dei propri clienti durante il lockdown (77%). Prima della COVID-19 i dati sull’ecommerce erano già incoraggianti in Italia, quest’ultimo rappresentava un motore di crescita per tutto il commercio con un valore di 31,6 miliardi di euro in crescita del 15% rispetto all’anno precedente.

Ma dopo il boom vissuto nella prima parte di quest’anno, il settore verrà comunque investito da un calo generale dei consumi, della spesa media dei consumatori e dalla crisi dell’export, che rappresenta a fetta più ampia degli introiti di questo mercato. Quindi, le perdite non saranno probabilmente compensate dal boom iniziale. Tuttavia, questo ha messo in rilievo l’importanza del canale online come alternativo e complementare al fisico, abbattendo molte barriere, come quelle relative al’utilizzo dei pagamenti digitali. Uno scenario in cui sicuramente saranno attirati anche nuovi investimenti. Le sfide per il futuro. Quando ci saremo lasciati alle spalle questa crisi, l’ecommerce svolgerà un ruolo indispensabile per la ripresa del commercio e dei consumi e la nuova normalità sarà probabilmente più digitale. Ma le sfide per incontrare il favore della domanda saranno molteplici. Un fattore cruciale per i venditori è comprendere l’interdipendenza del canale fisico con quello online, che non
possono più essere considerati come due mondi slegati l’uno dall’altro. I retailer dovranno puntare su un’offerta sempre più omnicanale e questo vale in particolar modo nell’immediato futuro, quando le visite ai negozi saranno ancora ridotte per far fronte alle esigenze di sicurezza. I negozi dovranno capire anche come trasferire parte dell’esperienza fisica sul canale online, invogliando l’utente a sperimentare da remoto ciò che non può toccare. Dall’altro lato, lo spazio fisico diventerà una sorta di punto di ascolto e consulenza, magari da vivere su appuntamento. Oviesse, ad esempio, sta sperimentando le videochiamate consulenziali mentre in Cina, il colosso ecommerce Alibaba sta formando i retailer per vendere in streaming. Al sito ecommerce, si affiancano anche altri canali strategici, oggi si può vendere in chat, sui social, attraverso un’app e le offerte possono raggiungere un tale grado di personalizzazione da essere pensate per singolo utente. Per le aziende, dunque, acquisire le competenze tecnologiche più adeguate e dotarsi di strumenti performanti, è la
chiave per accelerare o avviare un percorso di crescita per il proprio business e per tutto il comparto ecommerce in Italia, da cui non si tornerà più indietro.

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