Edicola rimossa, ci sono anche i favorevoli

PISA – Anche l’assessore alla sicurezza Giovanna Bonanno (Lega) interviene attraverso la propria pagina Facebook sulla rimozione dell’edicola confiscata alla mafia: “Solo sterili e strumentali polemiche quelle di alcuni esponenti del Pd sulla rimozione dell edicola confiscata alla mafia.

Non è certamente con un rottame arruginito, ricettacolo di sporcizia e simbolo unicamente di degrado che si sostanzia la lotta alla mafia. Il ripristino della legalità è un valore che richiede impegno e fatti concreti, il punto fondamentale della nostra politica come dimostra l istituzione da parte del Sindaco di un Assessorato per la legalità ed il contrasto alle mafie di cui la sottoscritta ha la delega..mai esistito finora!Perché la lotta alle mafie si sostanzia nei fatti non in inutili e sterili propagande!”.


CONFCOMMERCIO PISA. “Non era ammissibile che in una zona frequentata ogni giorno da moltissimi cittadini e turisti e dove sono presenti negozi di qualità un chiosco abbandonato continuasse a fare bella, anzi, brutta mostra di sé”. La presidente di Confcommercio PisaFederica Grassini, è favorevole alla rimozione dell’ex edicola sotto le logge di Borgo Stretto da parte del Comune di Pisa. “La riqualificazione del centro storico di Pisa è un passaggio fondamentale per l’esistenza stessa delle attività commerciali e per lo sviluppo turistico della città, quindi ben venga qualsiasi misura adottata dall’amministrazione comunale che vada in favore del decoro urbano” afferma Grassini. Anche secondo il direttore di Confcommercio PisaFederico Pieragnoli, l’ex edicola di Borgo Stretto era “una struttura inutilizzata e abbandonata ormai da più di un anno, e la sua rimozione da parte del Comune di Pisa rappresenta un forte segnale per la tutela della sicurezza e il decoro del centro storico di Pisa. L’amministrazione comunale ha dato seguito a un preciso indirizzo di disciplina per le strutture fisse su aree pubbliche, dove era previsto che le edicole chiuse da oltre un anno venissero assoggettate al procedimento di decadenza dell’attività” precisa Pieragnoli. “Ma l’aspetto più importante di questa decisione è sicuramente la salvaguardia della sicurezza e del decoro. Già in passato, a seguito di un sopralluogo Asl, era stata necessaria una bonifica della zona, senza considerare che quella struttura in metallo abbandonata nel cuore di Pisa e chiusa per motivi a noi ignoti rappresentava un elemento di trascuratezza dell’arredo urbano”.

CONFESERCENTI. “Sulla rimozione dell’edicola in Borgo Stretto crediamo che debba prevalere il buon senso. Purtroppo, al di là del fatto che fosse stata strappata alla mafia, era diventata un ammasso di lamiere in pieno centro storico. Non c’erano alternative all’intervento dell’amministrazione comunale, tra l’altro sollecitato anche dalla nostra associazione”. E’ Confesercenti Toscana Nord con il suo presidente area pisana Luigi Micheletti ed il coordinatore centro storico Francesco Mezzolla, a sostenere la bontà dell’intervento del Comune con la rimozione dell’edicola. “Purtroppo è nata una polemica che riteniamo eccessiva alla luce delle condizioni in cui si trovava il manufatto – dicono ancora Micheletti e Mezzolla -, posto all’imbocco di Borgo Stretto a pochi metri dalla chiesa di San Michele e dal tabernacolo ligneo della Madonna dei Vetturini. Quell’edicola era stata un simbolo della lotta alla mafia con la sua confisca ma le cose poi non sono andate nel verso sperato e ora, pur nel suo valore simbolico, era diventata un’offesa per il decoro della città. Lo sarebbe stato anche se si trovava in periferia o sul litorale – sottolineano ancora i due dirigenti Confesercenti Toscana Nord – viste le condizioni di degrado. A maggior ragione nel nostro centro storico. Fuori da ogni polemica, quindi, riteniamo legittimo l’intervento del Comune. Al quale – concludono Luigi Micheletti e Francesco Mezzolla – suggeriamo magari di indicare sul posto dove sorgeva l’edicola cosa essa ha rappresentato attraverso una targa. Per quanto ci riguarda siamo pronti a farci promotori di iniziative contro la mafia come già fatto in passato insieme a Unipol e Associazione Libera. Per il resto l’amministrazione troverà sempre nella nostra associazione un sostegno nelle azioni volte a eliminare un degrado che purtroppo è ancora presente in città”.


PARTITO SOCIALISTA. “Nella città di Pisa si è aperto un dibattito a seguito della rimozione di una edicola situata nella via più bella e storicamente rilevante della città. il manufatto, invero brutto, ingombrante ed inutile, essendo non più utilizzato da tempo, aveva una storia che lo legava alla mafia, alla quale era stato confiscato. Fra le voci più autorevoli che si sono innalzate nei toni c’è chi addirittura si appella al giudizio della storia contro la giunta di destra rea di essere insensibile ai valori della lotta antimafia, senza considerare che l’edicola era stata abbandonata da anni dalla cooperativa sociale di cultura etica cattolica e solidale che l’aveva presa in gestione. Noi socialisti laici e riformisti crediamo che la rimozione del manufatto abbandonato in disuso abbia restituito decoro alla città che, nonostante il cambio di amministrazione, appare tuttora abbastanza sporca e abbandonata proprio nei luoghi storici  di massima presenza dei turisti.“More solito” ci si accapiglia sul nulla, con le consuete accuse ed offese fra “guelfi e ghibellini”, quando magari sarebbe stato sufficiente, se la giunta fosse stata più accorta e sensibile ai valori della legalità, dopo la necessaria rimozione dello scempio, apporre, sulla base di una condivisione consiliare e pubblica, una targa per ricordare che un tempo in quel luogo c’era un’edicola confiscata alla mafia. I socialisti si augurano che allo spirito polemico a Pisa prevalga sempre il buonsenso che la città litigiosa è condannata a non reagire al declino ormai devastante nei cuori e nelle menti.Facciamo appello affinchè la dura polemica sulla demolizione dell’edicola/rudere, a suo tempo “sequestrata per mafia”, termini con il buon senso.Invitiamo gli tutti ad una maggiore cautela nei modi e nei toni poiché l‘averla demolita è compatibile con il decoro urbano di uno dei posti più belli del Borgo!Come P.S.I. lanciamo la proposta di apporre sul selciato o sulla colonna prospiciente all’ex fatiscente rudere una formella evocativa delle vittime della mafia e del terrorismo a futura e imperitura memoria.

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