Edoardo Ziello: “Noi siamo per la pace, la violenza non ci interessa”. Banchetti della Lega pro-Salvini in centro. Le foto

PISA – Si è svolta nella giornata di domenica 3 febbraio, anche a Pisa la raccolta di firme promossa dalla Lega a sostegno del proprio leader, nonché attuale Ministro dell’Interno, Matteo Salvini che rischia di venire processato per aver impedito lo sbarco dei migranti, ed è stata questa l’occasione per una serie di riflessioni da parte dell’On. Edoardo Ziello, presente al presidio in Largo Ciro Menotti.

di Giovanni Manenti
Siamo soddisfatti di come sta andando questa operazione“, esordisce Ziello, “in poche ore abbiamo già raccolto oltre 450 firme, a dimostrazione di come i pisani siano d’accordo nel sostenere il nostro Capitano, nonché Ministro dell’Interno, Matteo Salvini di fronte alla folle richiesta di voler processare un uomo per il solo fatto di aver svolto il proprio lavoro e cioè aver difeso la sicurezza nazionale chiudendo i porti, un atteggiamento che per noi sta all’Italia come il muro tra Stati Uniti e Messico per il Presidente Usa Donald Trump“.
Una raccolta firme“, prosegue l’Onorevole, “che si sta svolgendo senza alcun problema, in quanto a Pisa oramai i cittadini ci vedono come dei politici che sono dalla loro parte, tutto il contrario di quanto, purtroppo, avvenuto in mattinata a Metato, dove dei facinorosi iscritti al Partito Democratico si sono permessi di attaccare brutalmente dei nostri militanti che stavano semplicemente esercitando un diritto tutelato dalla Costituzione, vale a dire il poter collocare un gazebo per cui era stato ottenuto un regolare permesso, circostanza che ha fatto sì che, senza cadere nelle loro provocazioni, ci siamo semplicemente spostati davanti al sagrato di una Chiesa, operazione per la quale ringrazio il Parroco per averci gentilmente concesso quello spazio“.
Non vedo fazioni che rischiano un’escalation di violenza“, conclude Ziello, “ma solo un Partito come il nostro che da anni è rappresentato in Parlamento e che a livello locale amministra due dei Comuni più grandi (Pisa e Cascina, ndr) della Provincia di Pisa, ragion per cu non vedo come noi della Lega non si debba avere il nostro spazio per esercitare il nostro diritto a fare politica, manifestando le nostre idee in un clima di pace e tranquillità, mentre ci sono altri che, al contrario, antepongono l’odio alla proposta politica ed io li invito, invece di contestarci, a mettere sul piatto alternative diverse“.
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