Emergenza abitativa, lettera degli abitanti del quartiere di S. Ermete

PISA – “Noi abitanti del quartiere S.Ermete che da diversi mesi abbiamo occupato uno spazio sociale, ci siamo mobilitati per difendere lo sgombero di una casa occupata da una donna gravemente malata e in emergenza abitativa.

L’occupazione era stata fatta la sera prima e venerdi i dirigenti dell’Apes accompagnati dalla polizia hanno tentato di buttare la donna in mezzo alla strada, nonostante che l’abitazione in questione sia sfitta da anni ed è destinata alla demolizione e non alla riassegnazione.

Nella nostra città sono centinaia gli sfratti per morosità incolpevole e centinaia le case popolari vuote, mentre le Istituzioni che governano non stanno minimamente affrontando il problema: tutti i progetti di costruzione di nuove case popolari (Via Consani, Sant’Ermete, Cep) sono bloccati poichè il Comune, per rispettare il “patto di stabilità” non mette a disposizione i soldi necessari per realizzare queste opere.

Proprio nel quartiere di S.Ermete sono iniziati i lavori per i nuovi alloggi popolari che dovrebbero sostituire quelli vecchi, tuttora abitati, ma che contano più di 30 case sfitte. Recentemente siamo venuti a conoscenza che questi lavori sono stati bloccati e i 15 milioni di euro a disposizione per la costruzione sono “congelati” nelle casse comunali.

In questi giorni abbiamo iniziato una raccolta di firme girando porta a porta in tutte le abitazioni. I problemi sono molteplici: famiglie che hanno lo sfratto o senza reddito che non riescono a pagare le bollette e vivono senza acqua; la manutenzione degli alloggi è inesistente, nonostante che tutti i mesi i contribuenti versano la quota del condominio all’Apes.

Per questo vogliamo lanciare un presidio all’Apes portando le firme che abbiamo raccolto e un dossier fotografico con tutte le negligenze che questo ente sta portando per chi abita qui.

Il presidio vuole ottenere:

un tavolo di confronto tra Apes, Società della Salute e i rappresentanti del Comitato di quartiere, per affrontare tutte le situazioni di grave emergenza abitativa trovando delle soluzioni rispettose della dignità delle persone.

chiarezza sulla destinazione dei 15 milioni di Euro messi a disposizione per la costruzione dei nuovi alloggi: non ci basta vedere che il cantiere sia partito, vogliamo la sicurezza che le case verranno costruite in tempi celeri.

l’utilizzo delle 25 case attualmente vuote, che vengano messe a disposizione per le famiglie in emergenza abitativa e che sono in graduatoria da anni.

la manutenzione degli edifici, delle tettoie e degli impianti non a norma pericolosi per la vita di chi ci abita.

Giovedi alle 18 allo Spazio Popolare Occupato assemblea di quartiere. Venerdi 27 Settembre ore 11 davanti all’Apes ci sarà una protesta degli abitanti del quartiere pisano.

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