Emergenza rifiuti in Toscana. Interviene la Federazione pisana del PSI

Pisa – Richiesta dal gruppo consiliare Santa Luce democratica di respingere  il progetto di ampliamento della discarica “di Scapigliato” presentato dalla Rea per creare i presupposti di chiusura dell’impianto e per la realizzazione del piano di bonifica. La proposta è stata accolta dalla federazione pisana del PSI sostiene la richiesta rivolta alla Regione Toscana.La scelta di allungare la vita della discarica “di Scapigliato” e ampliarne le capacità di smaltimento annuo contraddice il principio fondamentale di programmazione previsto dalla Comunità Europea che, invece, prevede “il principio di prossimità” per cui i rifiuti devono essere smaltiti il più vicino possibile al punto di produzione.

La Regione Toscana, fino ad oggi, si è dimostrata incapace di concretizzare un piano di smaltimento di rifiuti urbani speciali e nocivi ricorrendo sempre più spesso allo strumento delle discariche regionali e affidando il compito di superare i ritardi infrastrutturali del sistema rifiuti con discariche provvisorie già chiuse e da bonificare. Ne sono d’esempio, la discarica “del Tiro a Segno” di Navacchio per l’amianto, la probabile riapertura, mitigata dall’impegno di messa in sicurezza, della discarica di Chianni per gli speciali e per tutte quelle che, giunte alla fine del loro ciclo, possano essere ampliate aldilà delle necessità del loro bacino di utenza, com’è avvenuto per la discarica di Peccioli.

Il copione si ripete oggi con la discarica “di Scapigliato” in cui si cerca di far passare un ampliamento di oltre cinque milioni di metri cubi con quasi 75 ettari di superficie in più e l’innalzamento di 20 metri sopra il livello attuale, come presupposto necessario per arrivare ad una chiusura rivista al 2031, ritardando un innovativo ed equilibrato sistema dei rifiuti.

Il PSI chiede altresì, che nella discussione del piano industriale dell’A.T.O. Costa, vengano coinvolti i consigli comunali per adeguarlo alla nuove realtà politiche ed economiche del sistema di “governante” del settore ponendo al centro delle responsabilità gestionali le amministrazioni comunali per consentire il superamento di  un sistema di scatole cinesi che ha opacizzato i processi decisionali così da sfuggire al controllo dei cittadini.

La gestione del settore in cui le scelte sono di fatto delegate fuori dagli Enti Locali, mostrano la corda in tutta la Regione Toscana rendendo inaccettabile il ricorso a commissari ad acta per portare avanti soluzioni che ormai non incontrano più la maggioranza di coloro che dovrebbero rappresentare i cittadini.

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