Emozioni, applausi e lacrime: Romeo vive nei nostri cuori. I video

PISA – Se doveva esservi una degna conclusione degli eventi celebrativi in ricordo dei 20 anni dalla scomparsa del “Presidentissimo” Romeo Anconetani, non poteva essercene di migliore di quella andata in scena ieri sera 4 novembre al “Teatro Verdi” di Pisa, gremito in ogni ordine di posti da autorità, tifosi ed ex giocatori e dipendenti del Pisa Sporting Club dell’Era Anconetani che non sono voluti mancare a questo evento che ha riportato alla mente un periodo irripetibilee della gloriosa Storia del Club nerazzurro.

di Giovanni Manenti

Non è facile raccontare la carrellata di emozioni che si sono succedute durante le quasi tre ore di spettacolo – perché non può esserci termine migliore per definirlo – sapientemente organizzato dal nipote Matteo Anconetani e condotto sul palco con la consueta maestria da Massimo Marini, coadiuvato, in veste di splendida valletta, dall’altra nipote Maria Chiara, il cui filo conduttore è stato il ricordo di Romeo come se fosse ancora ben vivo e presente, attraverso foto, filmati, ricordi ed aneddoti in un ideale “amarcord” anche di un tempo e di un Calcio che, purtroppo, non torneranno mai più.

L’intervista al Re dei Bomber Lamberto Piovanelli

Particolarmente toccante, al riguardo, proprio una clip dedicata al proprio nonno e realizzata da Matteo e Maria Chiara, con la voce di quest’ultima a descrivere cosa abbia rappresentato per loro la figura di un personaggio così prestigioso come Romeo, visto non solo come esponente di spicco del panorama calcistico nazionale, ma ovviamente, e come doveroso, sotto l’aspetto affettivo del rapporto che si instaura tra un nonno ed i nipoti.

Chiamato sul palco a dare il via alla serata, il Sindaco Michele Conti – presente assieme alla Vice Sindaco Raffaele Bonsangue ed all’Assessore Raffaele Latrofa, così come al Presidente della Provincia Massimiliano Angori, all’Euro Deputata Susanna Ceccardi ed al Consigliere Regionale Antonio Mazzeo – non ha potuto che ribadire, nella sua veste di primo cittadino, come: “Pisa deve questo tributo a Romeo, per come ha saputo coinvolgere in un tutt’uno squadra e tifosi, e questo rapporto stretto che lega ancora oggi la Società nerazzurra alla propria tifoseria è l’eredità lasciata per un vincolo d’affetto che non tende a diminuire“.

A salire sul palco, sono quindi i protagonisti di questi straordinari 16 anni di Storia nerazzurra, suddivisi in quattro periodi – 1978-’82, 1982-’86, 1986-’90 e 1990-’94 – e per ognuno dei quali a condividere i relativi ricordi sono stati altrettanti giornalisti che li hanno vissuti sulla carta stampata od in Tv, ovvero Renzo Castelli, Aldo Gaggini, Aldo Orsini ed Antonio Scuglia, con quest’ultimo ad attribuirsi il ruolo di “riserva” solo per rendere il doveroso omaggio al collega Marco Barabotti, ahimé prematuramente scomparso, al pari di Giuliano Fontani, altra “penna storica” del giornalismo pisano.

Particolarmente gradita, nel primo quadriennio di Storia dell’Era Anconetani, la presenza di Tiziano Quarella, vale a dire colui che, con la rete messa a segno ad 11′ dal termine dello scontro diretto con il Catania ad una giornata dal termine del Campionato di Serie C1 ’79, consentì al Pisa di vincere la partita e superare in Classifica gli etnei e quindi conquistare la Promozione la domenica successiva vincendo a Pagani, un evento ricordato dalla viva voce dei protagonisti (oltre a Quarella, presenti anche Cannata, autore dell’assist e Di Prete), con Cannata a ribadire come il successo di Pagani sia da attribuire interamente a Romeo per come aveva organizzato la trasferta dei tifosi in Campania, con uno stadio interamente colorato di nerazzurro.

Questa prima parte è stata anche l’occasione di due commoventi Amarcord in onore di due Campioni prematuramente scomparsi, ovvero il “Top Scorer” del periodo Giorgio Barbana – di cui Renzo Castelli ha ricordato come difficilmente abbia visto un’ala così veloce e scattante per la Categoria – rappresentato dal figlio Luigi, appositamente giunto dal Friuli per non mancare all’appuntamento, e lo sfortunato Gianluca Signorini, che al Pisa mosse i primi passi da Calciatore per poi farvi ritorno per concludervi la carriera ed iniziare quella da Dirigente, vittima a soli 42 anni della terribile SLA ed al quale la platea ha dedicato una “standing ovation” davanti alla figlia minore Giulia che, commossa, ha delicatamente ringraziato.

Ad intervallare le presenze sul palco dei protagonisti dei vari periodi di Storia dell’Era Anconetani, ha provveduto il Gruppo musicale degli “Homo Sapiens” (di dichiarata fede nerazzurra) che hanno riproposto i loro tre maggiori successi, vale a dire “Un’estate fa” (1972), “Bella da morire” (1977, con cui si aggiudicano il Festival di Sanremo), per poi chiudere con la beneaugurante “Tornerai, tornerò” (1975), una sorta di inno di speranza affinché il Pisa possa tornare quanto prima a calcare il palcoscenico della Serie A.

L’intervista al terzino Giuseppe Volpecina

Passando al periodo dell’esordio in A sotto la gestione di Romeo, i ricordi sono ancora più nitidi ed i Campioni maggiormente applauditi, vista la presenza dei vari Mannini, Birigozzi, Garuti, Occhipinti, Secondini, Armenise, Dianda, Longobardo, Scarnecchia, Baldieri, Ipsaro, Masi, Colantuono, Volpecina e del tecnico Vincenzo Guerini, anche se il proscenio se lo prende l’applauditissimo Klaus Berggreen – che, ricordiamo, detiene con 19 centri il record di reti messe a segno da un giocatore del Pisa nella Massima Serie – con gli aneddoti a sprecarsi, come quando Longobardo (in prestito dal Milan per la stagione 1983-’84) ricorda di aver conquistato Anconetani allorché, chiamato a discutere l’ingaggio, risponde che per lui era già un onore essere seduto di fronte a lui, mentre il tecnico Guerini rende omaggio a Romeo per il coraggio di affidare a lui, appena 32enne, una panchina così importante, sentendosi in debito per non essere riuscito a conquistare la salvezza, pur se Volpecina ricorda che il Pisa la Categoria l’aveva mantenuta e solo la successiva decisione della CAF che riammetteva l’Udinese in A aveva fatto sì che il Pisa retrocedesse tra i Cadetti …
La presenza di Berggreen non può che scatenare il consueto siparietto con Baldieri – sempre più “casinaro” con il passare degli anni ed a ricordare, strappando l’ilarità dei presenti, di essere romano (ma di Ladispoli, però …), senza avere nulla a che vedere con altri “Soggetti della Capitale” del recente passato nerazzurro – specie per quel che concerne l’etichetta storicamente affibbiata al danese di “generoso sul campo, ma tirchio nella vita quotidiana”, ribadita anche in un video collegamento in diretta con il terzo componente dello “attacco delle meraviglie”, ovvero Wim Kieft, impossibilitato a presenziare per impegni televisivi in Olanda, con i due fuoriclasse a rilevare di non essersi più visti da quando hanno lasciato Pisa nel 1986, occasione propizia che Massimo Marini non si è lasciato sfuggire per strappare loro una promessa di un prossimo “rendez vous” assieme all’ombra della Torre Pendente, visto che la loro amicizia andava oltre il rettangolo di gioco, in quanto Berggreen era l’unico del Gruppo a parlare inglese ed aiutare Kieft al suo arrivo in Italia.

A proposito di Clip, una particolarmente coinvolgente ha riguardato “l’oggetto misterioso” Jorge Caraballo, sbarcato in riva all’Arno nell’estate 1982, raggiunto nel suo Paese dove attualmente svolge l’attività di tassista, pur restando nell’ambiente in quanto allena una formazione di calcio giovanile, e che pure lui, al di là della sua permanenza in Italia durata una sola stagione, ha avuto parole di sincera gratitudine per il Presidente Anconetani per come lo ha accolto e cercato di inserire in una realtà nuova a lui sconosciuta …
Gli anni dal 1986 al 1990 rappresentano un’altra importante tappa del Periodo di Romeo alla guida del Pisa, ed a testimoniarlo provvedono Cecconi, Chiti, Faccenda, Pellegrini, Piovanelli, Bernazzani, Calori e Luigi Simoni, anche se, pure in questo caso, la ribalta è tutta per Carlos Dunga, appositamente giunto dal Brasile sobbarcandosi oltre 20 ore di volo, ma “che non sono nulla al confronto della volontà di non mancare ad un evento che celebra il ricordo di un uomo che mi ha aiutato ad inserirmi in un Calcio per me nuovo, nonché a crescere sia come giocatore che come persona“.

Il ricordo di quegli anni non può che scivolare su due date storiche per la Storia nerazzurra, vale a dire la vittoria di Cremona all’ultima giornata del Torneo Cadetto ’87, raccontata da due dei protagonisti, vale a dire Luca Cecconi (“quel giorno ero immarcabile, non ho memoria di aver mai disputato una partita in cui abbia saltato l’uomo con così tanta facilità” …) e Lamberto Piovanelli, autore della splendida rete di testa per il punto del 2-0, e la successiva salvezza dell’anno seguente, ottenuta anch’essa all’ultima giornata, grazie al successo per 2-0 su di un Torino in lotta per l’ammissione alla Coppa Uefa, risolta da una doppietta di Faccenda, il quale riammenta la settimana antecedente alla gara, in cui Romeo non aveva trascurato alcunché per caricare la squadra al punto giusto ed ottenere il traguardo prefissato.

Di quel periodo faceva parte, quale straniero, anche l’olandese Mario Been – impegnato pure lui con impegni televisivi in patria – ma raggiunto con una clip in cui racconta la sua esperienza biennale al Pisa, citando in particolare l’indimenticabile rete da centrocampo realizzata contro il Monza ed i successi in Coppa Italia contro Fiorentina e Roma che spalancarono al Pisa la strada verso una storica semifinale – l’unica raggiunta nei 110 anni di storia nerazzurra – per poi essere eliminati dal Napoli di Maradona.

Avrebbe dovuto essere presente sul palco anche Massimiliano Allegri, viceversa impossibilitato a partecipare per questioni di mercato (voci lo dicono vicino alla panchina del Bayern Monaco …), ma la sua assenza è stata in qualche modo compensata dall’esilarante imitazione fornita dal celebre volto televisivo di Ubaldo Pantani, la cui introduzione nella serata è stata anticipata da una clip inviata dal comico pisano Cristiano Militello, il quale ha ricordato l’aneddoto dell’attribuzione del nome al proprio figlio, chiamato Filippo su scelta della madre, ma a cui il simpatico “ragazzaccio” di “Striscia la notizia” ha aggiunto come secondo nome quello di Romeo, circostanza che, comunicata al padre, una volta che questi ha avuto conferma dal figlio che tale decisione era in omaggio ad Anconetani, lo ha apostrofato con il più classico dei “ma tu non sei normale“.

Alberto Nelli si esibisce sul palco del Teatro Verdi

Giunti verso la conclusione della serata, sono saliti sul palco i protagonisti dell’ultima parte del “Periodo d’Oro” del Calcio pisano, ovvero coloro che ne hanno indossato la maglia dal 1990 sino al ’94, e pertanto Cristallini, Padovano, Picci, Scarafoni, Mirko Taccola, Fasce, Lorenzini e l’altro danese Enrik Larsen, con in più la presenza, in memoria del padre Franco, di Simone Rotella il quale, visibilmente commosso, ha regalato ai presenti un simpatico aneddoto riferito a quando, oramai adolescente ed a domandare all’ex ala destra quali fossero i giocatori migliori od i difensori più duri che avesse incontrato in carriera, riceveva sempre risposte evasive, ma su di un punto non aveva dubbi, ovvero che il miglior Presidente era indiscutibilmente Romeo Anconetani.

Così come di quanto fosse lo spessore di Romeo lo testimonia Mirko Taccola che, oltre a ricordare un altro sfortunato giocatore dell’epoca ad aver vestito i colori nerazzurri, ovvero Andrea Fortunato, ed a sottolineare quanto sia stato importante Romeo per la sua carriera – “Mi ha spronato credendo in me più di quanto non lo facessi io stesso“, chiosa il difensore – cita un simpatico aneddoto che ha come protagonista il Massaggiatore Luciano Dati.
All’epoca ero titolare della Nazionale Under 21 di Serie B“, racconta Taccola, “ma i massaggiatori a nostra disposizione non mi sembravano all’altezza rispetto al nostro Dpati, circostanza che feci presente a Romeo, il quale con una telefonata in Federazione, dal giorno dopo fece sì che Dati assumesse l’incarico a livello Nazionale“, mentre un altro ricordo tangibile di chi fosse Anconetani lo ricorda anche Antonio Scuglia, allorquando, presso la locale Sede de “Il Tirreno” giungeva la telefonata della segretaria Cristina che annunciava “le passo il Presidente“, ben sapendo che si andava incontro a 10 minuti di invettive ed improperi riguardo ad un articolo non gradito, ma, tende a precisare il giornalista, “Mai una volta che la discussione finisse in malo modo, perché Romeo era così, se aveva voglia di sfogarsi andava lasciato stare, ma subito dopo si ricomponeva ed amici come prima“.

Leonardo Figlio di Gigi Simoni ritira premio come allenatore del secolo a Pisa: applausi scroscianti

La parte finale, a mezzanotte oramai scoccata, vede salire sul palco “La Squadra dei Sogni“, ovvero gli undici protagonisti dei 16 anni di gestione Anconetani scelti da una Giuria di giornalisti e con il contributo dei voti dei tifosi espresso online, da cui è uscita una formazione, con il modulo 3-4-3 che ha visto premiati: Alessandro Mannini; José Chamot (assente, ritira il premio Stefano Colantuono), Mario Faccenda e Giuseppe Volpecina; Klaus Berggreen, Carlos Dunga, Diego Simeone (assente, ritira il premio Enrik Larsen) e Claudio Sclosa (assente, ritira il premio Paolo Cristallini); Lamberto Piovanelli, Wim Kieft (assente, ritira il premio Michele Padovano) e Paolo Baldieri …Allenatore non poteva che essere Gigi Simoni, il quale come ben sappiamo, lotta da oltre quattro mesi dopo essere stato colpito da un ictus ed a ritirare il premio è salito sul palco il figlio Leonardo, mentre Massimo Marini ha letto una lettera inviata dalla moglie Monica Fontani che ha tenuto a ringraziare la Famiglia Anconetani per il riconoscimento tributato all’ex tecnico nerazzurro, un momento di viva commozione che è stato salutato con sincera partecipazione dai presenti con un lunghissimo applauso, mentre la serata si è conclusa con il conduttore sceso dal palco per salutare in prima fila la Signora Agata – ma per tutti la “Titina” – moglie di Romeo e che, a dispetto dell’età, era presente, la quale, con un filo di voce rotta dalla comprensibile emozione, ha pronunciato le poche, ma più sentite parole di tutta la cerimonia, ovvero: “Non sarei voluta venire, ma ora sono contenta che mi ci abbiano portato!!

Un abbraccio forte, Titina, e siamo sicuri che anche Romeo, da lassù avrà apprezzato la tua presenza e le tue parole.

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