“En plein Air” Una mosta di pittura al Parco della Pace di Pontasserchio

PONTASSERCHIO – L’Associazione Culturale Pont’a Serchio APS  vuole salutare l’arrivo dell’estate con un pomeriggio da trascorrere fra arte, poesia, storia e natura.

Questi lunghi mesi trascorsi rinchiusi nelle nostre case ci fanno assaporare ancor di più la voglia di stare insieme, sempre ben distanziati e con le opportune mascherine, in uno degli spazi verdi che Pontasserchio offre ai suoi frequentatori, il Parco della Pace.

Un tempo questo grande giardino faceva parte della proprietà Prini Aulla Mazzarosa, circondava una bellissima villa del Settecento dove la nobile famiglia pisana trascorreva lunghi soggiorni e riceveva numerosi ospiti fra i quali, nel 1864, ci fu anche Alessandro Manzoni, come scrive Lyda Prini Aulla Trotti Bentivoglio in una delle sue lettere.  Durante la Seconda Guerra Mondiale la villa divenne sede del comando tedesco, al momento della ritirata questi fecero brillare delle cariche esplosive dentro l’immobile distruggendolo completamente. Così sono andate perdute le belle sale affrescate, della villa è rimasto solo un cumolo di detriti e la fattoria, quest’ultima ancora fra i possedimenti degli eredi Mazzarosa.

Il parco è la cornice scelta dall’ Associazione Culturale Pont’a Serchio APS per accogliere, con il patrocinio del Comune di San Giuliano Terme, sabato 5 giugno 2021 dalle ore 16, ad ingresso libero, una mostra di pittura delle pittrici Gavia e Daniela Sandoni, accompagnate da una raccolta di versi poetici Haiku, presentati dallo scrittore Alessandro Scarpellini.

Le due pittrici stilisticamente molto diverse e con all’attivo numerose mostre collettive e personali, si ritrovano in questa cornice sospesa nel tempo, fra alberi dall’altissimo fusto e resti di quello che fu un romantico giardino con i gazebi esagonali e le due limonaie simmetriche. Le grandi tele di Gavia hanno per soggetti incantate visioni che si dissolvono, bagni di colore vividi e vibranti che si disciolgono in acquerelli leggeri come sospiri. Visioni oniriche e quell’aria di malinconia che si respira anche nel Parco della Pace, rotta solo dal vociare allegro dei bambini che quotidianamente vi giocano. Le opere di Daniela Sandoni sono piccole descrizioni del territorio in tutte le sue possibili occasioni di albe, meriggi e tramonti, campi fioriti, prati e giardini sono per lei uno spunto per dipingere e rendere omaggio alla bellezza del nostro mondo. Una bellezza visiva che si fa poetica e spirituale.

L’Associazione Pont’a Serchio continua così nel suo percorso di promotrice di cultura, laboratorio di idee per tessere relazioni tra passato e presente, con uno sguardo al futuro, che non si è fermato nonostante la pandemia.

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