Epatite B, a 30 anni dalla scoperta del virus HBV HBeAg difettivo, l’Aoup sempre in primo piano

PISA – Al congresso annuale dell’EASL-Associazione europea per lo studio del fegato che si tiene a Vienna da oggi, 10 aprile, fino al 14 (a cui partecipano circa 10.000 delegati da tutto il mondo) la professoressa Maurizia Brunetto, del Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell’Università di Pisa e direttore dell’Unità operativa di Epatologia dell’Aoup – Centro di riferimento della Regione Toscana per le epatopatie croniche e il tumore del fegato – terrà una lettura nell’ambito del Simposio EASL/ESCMID sul ruolo dei nuovi bio-marcatori per gestione della cura dell’infezione cronica da virus dell’epatite B (HBV) di cui sono portatrici almeno 200.000 milioni di persone al mondo.

E’ il trentennale dalla scoperta del HBV HBeAg difettivo, causa della forma più diffusa di epatite cronica B (circa 20 milioni di casi: nel 1989 al congresso annuale dell’EASL Maurizia Brunetto venne insignita del Joung Investigator Award per questa scoperta). Allo stesso congresso l’epatologa condurrà una tavola rotonda di esperti sugli attuali problemi di cura dell’epatite cronica B e un grand round di casi clinici in cui il dottor Gabriele Ricco (Dottorando dell’Università di Pisa) presenterà un caso clinico particolarmente difficile curato a Pisa nella struttura di Epatologia e inoltre la dottoressa Barbara Coco (dirigente medico della medesima Unità operativa) sarà moderatore di una sessione scientifica sempre inerente l’epatite cronica B.

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