EppurSiMuove promuove la tele-riabilitazione e il tele-lavoro per i bambini con disabilità

PISA – A seguito dell’emergenza Covid-19, con lo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del Coronavirus, ma con l’obiettivo di continuare il percorso iniziato l’ASD EppurSiMuove, attiva a Pisa dal 2016 e affiliata ACSI, nasce supportata dalla grande esperienza della Dott.ssa Stefania Bargagna, neuropsichiatra infantile e responsabile da molti anni dell’Unità per Disabilità Gravi dell’età evolutiva dell’IRCCS Stella Maris, ha adottato misure di sicurezza e sospeso le attività in presenza, promuovendo invece attività a distanza con i suoi piccoli e le loro famiglie attraverso il telelavoro e la tele-riabilitazione con bambini con disabilità.

di Antonio Tognoli

La finalità principale di EppurSiMuove è quella di promuovere e sviluppare attività sportive dilettantistiche, psicomotorie ed espressive volte a favorire l’integrazione tra bambini e adolescenti disabili ed i loro coetanei, Elemento caratterizzante dell’associazione pisana è il personale qualificato per supportare le attività proposte (terapisti TNPEE, educatori, psicologi, fisioterapisti, etc.) che garantisce ai genitori la sicurezza di lasciare il proprio bambino in un ambiente stimolante, facilitante ed adattato alle esigenze particolari dello stesso e della sua famiglia.

Come nasce l’iniziativa della tele-riabilitazione e del tele-lavoro lo abbiamo chiesto a Rebecca Rossi, terapista dell’associazione pisana.

Come nasce l’idea del telelavoro per i bambini disabili?

“L’iniziativa nasce dalla volontà di dare un aiuto concreto ai tanti genitori che hanno bisogno non solo di consigli terapeutici, ma anche di un supporto e di confronto con gli operatori. Questo progetto consente di fornire servizi di riabilitazione a bambini con disabilità gravi e gravissime e di sostegno alle loro famiglie direttamente a casa”. 

Che tipo di metodologie state utilizzando per dialogare con loro?

Per fare questo si sta utilizzando diversi tipi di tecnologie della telecomunicazione: videochiamate, video e telefonate. Queste possono essere utilizzate per agire sia direttamente con il bambino che indirettamente su di esso grazie ai caregivers. La nostra associazione si è rivolta a tutte le famiglie attivandosi nella pubblicazione sulla propria pagina Facebook di video prodotti dai nostri operatori, contenenti proposte ludiche, espressive e laboratori musicali rivolti proprio a bambini con gravi disabilità, cercando di sostenere le famiglie in questa situazione di grande criticità e spiegando loro ogni volta le abilità coinvolte e sollecitate“.

Oltre al telelavoro avete proposto alle famiglie associate anche il servizio di tele-riabilitazione. Di che cosa si tratta?

Ai nostri associati è stato proposto in aggiunta il servizio di tele-riabilitazione che prevede che gli operatori stabiliscano una serie di obiettivi per il bambino e la famiglia, tra cui movimenti fisici, attività ludiche specifiche, organizzazione della routine quotidiana, metodi di comunicazione, supporto nella gestione di comportamenti problema. Per fare questo nella fase iniziale del progetto gli operatori hanno avuto colloqui telefonici con le famiglie interessate nei quali è stata svolta un’intervista inerente le modalità e le preferenze ludiche del bambino, l’attività scolastica, i cambiamenti avvenuti a causa del Covid-19 nell’ambito della routine quotidiana, dell’organizzazione familiare, degli stati comportamentali ed emotivi del piccolo e della gestione degli stessi“.

Quante sono le famiglie e i bambini coinvolti in questo progetto?

Le famiglie coinvolte in questo progetto sono 16. I contatti operatore-bambino hanno cadenza settimanale con durata di circa un’ora per nucleo familiare. Questo tipo di lavoro ha consentito agli operatori di utilizzare un approccio personalizzato e individualizzato, poiché questa metodologia è stata pensata e creata appositamente per i bambini, i loro bisogni e le loro capacità“.

Questa novità ha migliorato il rapporto fra il bambino e l’operatore?

Diciamo che il tutto ha permesso di istaurare e consolidare relazioni di fiducia e rispetto reciproco tra famiglia e operatore, indispensabili per la buona riuscita del percorso. A seguito dell’intervista è stata quindi concordata con la famiglia la modalità con la quale interagire con il bambino in base alle sue caratteristiche e alle loro esigenze. Durante il colloquio telefonico, della durata di circa un’ora, i genitori hanno avuto la possibilità di chiedere consigli sulla gestione di situazioni problema, di avere un confronto su dubbi inerenti modalità di interazione o la strutturazione della giornata, di avere spunti su attività da svolgere in base ai punti di forza e di debolezzadel bambino con la possibilità di approfondire e discutere l’applicazione delle proposteludiche durante la telefonata successiva. Per quelle famiglie invece con le quali è stato concordato un contatto diretto tra operatore e bambino è stata utilizzata la videochiamata. In questo caso, in un primo momento è stata stabilita con i genitori l’attività da svolgere con il bambino in modo da dare loro la possibilità di attrezzarsi con i materiali necessari e organizzarsi nell’ambiente domestico più idoneo al tipo di proposta. Successivamente è stata svolta la videochiamata di circa 30-45 minuti durante la quale l’operatore ha interagito con il bambino nella spiegazione delle modalità e nello svolgimento del gioco“.

Questa attività ha rafforzato il ruolo del genitore?

Il genitore in questo caso è stato il braccio motore dell’operatore che ha organizzato a livello pratico l’attività e che ha facilitato dove necessario il bambino nello svolgimento della proposta seguendo le indicazioni fornite dell’operatore. Questa modalità ha dato la possibilità al genitore di sentirsi più sicuro nell’interazione con il piccolo, di avere un punto di vista diverso e di essere aiutato nella comprensione dei segnali del proprio bambino. Allo stesso tempo, questa modalità ha dato la possibilità a quest’ultimo di riprendere e mantenere viva la relazione con l’operatore, di condividere con lui il divertimento e la riuscita del gioco. Inoltre, viste le necessità familiari e le caratteristiche di alcuni bambini, ci sono state famiglie con le quali è stato stabilito che si alternassero le due modalità“.

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