Esclusiva Pisanews. Afghanistan ieri, oggi e domani. Parla il Dott. Claudio Belli alto funzionario della cooperazione internazionale

PISA – Un pisano in Afghanistan: il Dott. Claudio Belli lavora ormai da svariati anni a Kabul, una terra da sempre molto lontana dalla nostra democrazia.

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Lo abbiamo incontrato allo “Chalet Salvini” sul Viale delle Piagge a Pisa, nei suoi venti giorni di vacanza che restano prima di tornare in Afghanistan, e in una lunga intervista esclusiva al nostro portale, ci ha spiegato la situazione attuale e quello che potrebbero essere gli scenari futuri a Kabul e dintorni.

Dott. Belli qual’e’ il quadro generale della situazione in Afghanistan?

“La massima parte delle truppe dei 36 paesi che avevano aderito all’iniziativa degli USA nel 2001 si sono -o si stanno- ritirando. Entro fine anno probabilmente rimarrà solo l’esercito americano. I talebani che durante i primi anni avevano perso quasi del tutto la presenza nel territorio, oggi stanno lentamente tornando in attività e buona parte della zona meridionale del paese, purtroppo, è in mano a loro”.

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Come vive un alto funzionario della cooperazione internazionale durante la giornata lavorativa?

“Dipende molto dal livello di allarme e sicurezza dai tempi trascorsi e dal sistema di protezione gestito dai diversi organismi internazionali che operano nel paese. Si va dal libero shopping a Kabul dei primi anni post occupazione, alle missioni guidate sotto la protezione dell’esercito italiano (vedi foto a sinistra), alla gestione della sicurezza attuata in tempo reale -via sms- dell’attuale cooperazione tedesca”.

Che ruolo hanno ricoperto l’esercito americano e le forze alleate?

“Durante la lunga occupazione del territorio afghano, la funzione dei 36 paesi è stata quella di sostenere il governo locale attraverso elezioni democratiche e dare un punto di riferimento alla popolazione locale”.

Come vive la popolazione afghana con gli alleati occidentali da una parte e i talebani dall’altra?

“E’ una domanda molto difficile. Bisogna distinguere tra la popolazione del Sud e quella del Nord. Quella del Sud (i Pashtun) è in buona parte favorevole ai talebani, mentre quella del Nord (di antica discendenza ariana) è sostanzialmente contraria al ritorno dei talebani”.

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Perché?

“Il movimento talebano è sostanzialmente legato al Pakistan, dove vive circa metà dell’etnia pashtun che fu divisa in due -oltre un secolo fa- dalla politica colonialista britannica di fine ‘800; quindi la parte meridionale dell’Afghanistan lotta per unirsi ai fratelli che attualmente vivono in Pakistan. Altri Paesi limitrofi, particolarmente quelli ricchi di petrolio, finanziano militarmente il movimento”.

In Afghanistan ci sono enormi campi di papaveri da oppio…

“Purtroppo, il mancato controllo del territorio comporta inevitabilmente lo sviluppo di enormi campi di produzione di papaveri da oppio, quasi sempre controllati dai talebani. La parte meridionale dell’Afghanistan (vedi foto sotto) è ormai uno dei principali produttori mondiali e la vendita di droga è una delle fonti di guadagno del movimento talebano.

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Quali possono essere gli scenari futuri in Afghanistan?

“Nel prossimo futuro, i talebani aumenteranno la loro pressione e le loro azioni terroristiche, ma fino ad oggi le loro azioni nella capitale e nelle altri grandi città del Nord, hanno solo provocato grandi stragi, senza però realizzare nuove conquiste territoriali. Secondo la mia opinione personale, entro alcuni anni, la popolazione afgana riuscirà a liberarsi dei talebani. Anche per questo sarebbe opportuno che le grandi potenze occidentali non abbandonassero questo Paese al suo destino, ma –una volta ritirate le truppe- continuassero a fornire agli afghani un certo sostegno economico. Solo così possiamo sperare che i talebani non riprendano il potere e rendano quindi inutile il lavoro e i sacrifici fatti fino ad ora.

CHI E’ IL DOTT. CLAUDIO BELLI. Pisano, classe ’42, si è laureato in Geologia all’Università di Pisa. Ha lavorato come geologo minerario in Africa per società internazionali, poi come geologo petrolifero per l’Agip e infine come idrogeologo per il ns. Ministero degli Esteri ed altri gruppi internazionali. Attualmente lavora in Afghanistan per la cooperazione tedesca nel campo della produzione e distribuzione di acqua potabile. È un esperto di problemi medio-orientali, con esperienze acquisite in Iraq (Nassirya), India e Afghanistan. Profondo conoscitore di usi, costumi e storia delle etnie locali, ha già raccolto le sue impressioni in un libro già edito (e andato a ruba) dal titolo “Cento giorni a Nassiriya”, presentato alcuni anni fa all’Ussero e alla Leopolda. Attualmente il Dott. Belli sta preparando un nuovo libro su usi, costumi e storia dell’Afghanistan. Mercoledi 22 Luglio alle ore 21.30 presso la Terrazza del Bagno Roma, il Dott. Belli presenterà e commenterà una sua personale raccolta di immagini e di esperienze in quelle terre lontane. Al termine, sarà a disposizione per le domande degli intervenuti.

Si ringrazia il Dott. Belli per la concessione delle fotografie 

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