Esclusiva Pisanews. Marco Falaschi: “Il volley, la Nazionale e la mia passione da quando ero piccolo”

PISA – Pane e pallavolo, la vita di Marco Falaschi è sotto rete. Nella sua Santa Croce è vissuto e ha centrato i suoi traguardi sportivi. La sua passione sin da piccolo era giocare, adesso è uno dei giocatori di punta a livello nazionale. Marco, nato a Pisa, ha parlato del suo lavoro, della sua passione, del Pisa e di questo brutto momento di emergenza Covid-19 in esclusiva a Pisanews.

di Maurizio Ficeli

LA SCHEDA. Marco Falaschi, pallavolista alto cm.1,87 di ruolo palleggiatore e medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo, nato a Pisa il 18 settembre 1987 e residente a Santa Croce sull’Arno, cittadina della provincia pisana e patria indiscussa di questo sport avvincente. Attualmente gioca nell’Emma Villas di Siena, squadra di A2 che prima della sospensione dei campionati era in testa alla classifica con 45 punti. Oltre alla presenza in nazionale può vantare una partecipazione alla World League oltre ad un esperienza di 4 anni all’estero in Polonia. 

D. Grazie Marco per la tua disponibilità, Quando hai iniziato a giocare a pallavolo? 

R. “Fin da piccolo, anche perché a Santa Croce sull’Arno, dove vivo, il volley è uno sport importante, poi nella mia famiglia è una tradizione e già lo praticava prima  mio padre che ha sempre giocato fino a diventare in seguito dirigente dei Lupi, società locale di volley, poi successivamente anche mio fratello. Diciamo poi che nella realtà santacrocese vivere di “pane e pallavolo” è una cosa normale“. 

D. Sicuramente, al di là della professione, la squadra dei Lupi avrà un posto privilegiato nel tuo cuore, vero? 

R. “Questo è normale, sono cresciuto lì, facendo tutte le giovanili fino ad arrivare alla prima squadra e poi da lì ho cominciato un po’ a girare”. 

D. Qual è la piazza dove hai giocato che ti è rimasta nel cuore?

R. “Chiaramente, come in ogni situazione, ci sono comunque annate migliori o peggiori e questo fa parte dello sport, anche se è chiaro che si ricordano quelle migliori, ad esempio mi viene a mente il periodo di 4 anni che ho fatto all’estero, in Polonia, che è stato molto bello e dove sono stato veramente bene, ho fatto 4 anni in Puglia a Castellana Grotte, insomma sono tante le stagioni che ho fatto e che ricordo volentieri“.

D. Vanti anche una esperienza in nazionale partecipando ai Giochi del Mediterraneo, ce ne vuoi parlare? 

R. “Praticamente in nazionale ho fatto il periodo 2013 /14 partecipando ai Giochi del Mediterraneo dove come squadra abbiamo vinto la medaglia d’oro, poi ho partecipato alla” World League “, poi prima di questo ho fatto il trend nelle nazionali giovanili, insomma qualcosina ho fatto ma niente di che (ride.. ndr) in tutto una trentina di presenze se non ricordo male“.

D. Sei nell’Emma Villas di Siena, tra l’altro in testa alla classifica, come è la situazione alla luce di questo blocco dei campionati?

 R. “L’ultima partita l’abbiamo giocata a porte chiuse l’8 marzo, poi con questa situazione si è bloccato tutto con le conseguenze del caso purtroppo“. 

D. Come è maturata invece questa scelta di approdare alla compagine senese? 


R. “Conoscevo già questa società ed il suo modo di operare e tutta la trafila che aveva fatto dalla B2 alla B1 guadagnandosi tutto sul campo senza comprare titoli. Il presidente Gianmarco Bisogno che è appunto proprietario dell’Emma Villas, società che si occupa di affitti e turismo a livello nazionale, è partito da Chiusi spostandosi poi in una piazza comunque importante come Siena, dovuto al fatto che nella città del Palio è sparita la presenza sponsorizzatrice del Monte dei Paschi trovando terreno fertile e cercando di costruire qualcosa di importante, lo scorso anno con l’inizio della sua gestione la squadra era in A1 mentre io giocavo altrove, e quel campionato non è andato bene come aveva sperato, è ripartito dalla A2 dove ha allestito una buona squadra che era lì per ritentare il ritorno in A1. Detto questo quindi ho sposato volentieri questo progetto“.

D. Come stai vivendo questo periodo di quarantena dal punto di vista sportivo e personale?

R. “Noi giocatori siamo stati a disposizione della società fino ai primi di aprile, quando la federazione ha sospeso poi tutti i campionati quindi dall’8 marzo, dove abbiamo disputato l’ultima gara a porte chiuse, fino ai primi di aprile, per un mese siamo tutt ‘ora costretti in casa facendo gli allenamenti guidati tramite video conferenza dal nostro preparatore atletico, anche se è chiaro che non è la stessa cosa, fai 1 ora o 2 di allenamento ogni giorno, però non puoi andare in palestra od al palazzetto, ma d’ altronde ci siamo dovuti adattare poi ora con lo stop ufficiale la stagione è finita”.

D. Ma allora non è prevista una eventuale ripresa come per il calcio?

R.”Per noi no, la nostra federazione ha sospeso e non c’è modo di riprendere. Purtroppo, ripeto, la federazione ha deciso che è come se il campionato 2019 /2020 non si fosse disputato quindi tutto annullato e questo è senza dubbio un danno“.

D. Quindi decisione diverse rispetto ai vertici del calcio…

R. “È chiaro che bisogna un attimo distinguere perché il calcio ha delle dinamiche totalmente differenti, quindi faranno di tutto per ripartire, la pallavolo invece non vive di diritti televisivi ma di sponsorizzazioni di aziende più o meno grandi che sostengono una società, ed in questo momento con un blocco lavorativo in atto è chiaro che ogni sponsor ha fatto le sue dovute valutazioni, quindi è chiaro che la sponsorizzazione per una squadra passa in secondo piano, quindi ci siamo trovati in una situazione particolare“. 

D. Come giocatori avete avuto modo di confrontarvi con la Lega per vedere se malgrado la sospensione definitiva ci può essere ancora un margine, seppur minimo?

R.” La Lega di pallavolo che è il consorzio dei clubs di serie A1, A2 ed A3 sostanzialmente gestisce i campionati e loro avevano dato la disponibilità a ripartire come il calcio a fine maggio inizio giugno ed avevano chiesto a noi giocatori la disponibilità a cui noi avevamo chiaramente risposto di sì ed eravamo ben disposti adottando i protocolli sanitari del caso. Ma se si dovesse poi ripartire a porte chiuse diventa difficile per uno sponsor dare un sostegno perché in una gara a porte chiuse non lo vedrebbe nessuno, perché ci sono solo le web e non sono la stessa cosa delle tv, mentre la A1 è su Rai Sport. La Lega aveva deciso di provare a dare più partite in televisione ma la federazione ha detto di no, quindi c’è anche una diatriba fra queste due federazioni“. 

D. Quindi nell’immediato futuro come vedi la situazione?

R. “Detto del campionato azzerato, ci sarà da capire come saranno strutturati i tornei in futuro anche perché in questo momento la cosa principale è la trattativa fra i clubs noi giocatori con la Lega per la questione degli stipendi perché anche quello è un bel grattacapo“.

D. Sei nativo di Pisa, ti è capitato di informarti sulla squadra nerazzurra? 

R. “Sono impegnato nel mio sport ma ogni tanto seguo un po’ la serie A ed anche il Pisa, ho seguito i problemi che ha avuto qualche anno fa. Pisa è una piazza dove si vive di calcio, sempre nel ricordo dei fasti del Presidente Romeo Anconetani. Penso che la società sia nella categoria che più le spetta poi è chiaro che dovrà fare un passo alla volta per andare più su. Con pazienza e sacrificio ci riuscirà“.

D. C’è un giocatore nel Pisa che ti ha colpito in maniera particolare?

R. “Dico Moscardelli per la sua grande esperienza calcistica a grandi livelli, per il suo carisma, e perché no anche per la sua caratteristica barba!!“. 

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