Esclusiva Pisanews. Stefano Dianda: “A Pisa ho vissuto anni bellissimi. Auguro all’attuale società di conquistare la serie A”

PISA – Come spesso capita Pisanews ha voluto ascoltare il parere di un giocatore protagonista dell’era Romeo Anconetani. Stiamo parlando di Stefano Dianda, lucchese doc, classe 1966, che ha indossato la maglia nerazzurra con il ruolo di difensore, dal 1982 al 1991, iniziando la trafila dalle giovanili fino alla prima squadra, raggiungendo la massima serie dove si è ben distinto al cospetto di grandi campioni di quel tempo.

di Maurizio Ficeli

D. Ciao Stefano, ben ritrovato e grazie per la tua disponibilità :cominciamo dal momento in cui arrivasti al Pisa, cosa ricordi?

R. “Ricordo che firmai per la società nerazzurra proprio il giorno in cui si giocava Italia – Brasile e la Nazionale vinse con una tripletta di Paolo Rossi. Era il 1982 ed appunto, firmai per il settore giovanile, avevo 16 anni ed il Pisa era neopromosso in serie A con Aldo Agroppi allenatore“.

D. Altri momenti del tuo periodo in nerazzurro che porti nella tua memoria?

R.”Dopo Agroppi, venne Luis Vinicio ed a fine campionato ci salvammo vincendo a Torino 2 a 0. Ho vissuto davvero anni bellissimi a Pisa, ricordo lo stadio pieno, una bolgia ed ho avuto anche l’onore di giocare contro dei monumenti del calcio di quel tempo quali Rumenigge, Maradona e Platini’, per citarne alcuni. Diciamo che eravamo affascinati da un calcio dove c’erano davvero campioni da emulare“.

D. Che differenza vedi fra quel calcio e quello attuale?

R. “Francamente, a mio avviso, ora c’è tutto un miscuglio nel quale non si capisce nulla, ad esempio, possibile che i giocatori stranieri che vengono a giocare da noi, siano più bravi degli italiani? In questi momenti di difficoltà economiche bisognerebbe, invece, attingere di più dai settori giovanili“.

D. Hai avuto come presidente Romeo Anconetani, ricordi qualche aneddoto vissuto con lui?

R.”Nel campionato di serie A 1987/88, prima della gara con l’Ascoli, eravamo in ritiro a Volterra e lui già da giovedì cominciò a dire che bisognava battere i marchigiani e perché ciò fosse bene impresso nella mente di ognuno di noi giocatori, mise i cartelli con scritto che bisognava vincere in tutte le camere, sui letti, nei comodini e sopra i cuscini. Quella gara poi termino’ 1 – 1 ma a fine campionato ci salvammo vincendo
2 a 0 con il Toro all’Arena , grazie ad una doppietta di Faccenda. Poi un altro aneddoto da raccontare riguarda la trasferta di Catanzaro, nel campionato
di B 1989 /90, nella quale il Pisa perse una delle 3 sole partite di quel campionato dove poi riconquisto’ la promozione in serie A: ebbene, a fine partita, arriviamo all’aeroporto di Lamezia Terme, per prendere il volo charter che ci doveva riportare a Pisa, ma l’aereo in quel momento non c’era perché i piloti di quel volo erano andati a fare un servizio a Bologna e questo contrario’ molto Romeo e quando gli stessi piloti fecero ritorno in aeroporto, non gliele mando certo a dire, con il suo carattere vulcanico che lo contraddistingueva e questi piloti allora non volevano partire più. Ci volle la mediazione di mister Luca Giannini insieme con Mauro Viviani, per convincerli a decollare, ed alla fine partimmo alle 1 di notte, arrivando a Pisa verso le 3 della mattina. Romeo aveva queste uscite qui, ed anche per questo era un fenomeno
“.

D. Che rapporto aveva con voi giocatori?

R.”Ci voleva bene, non ci faceva mancare niente ma se qualcuno faceva il furbo si incavolava di brutto. Uomini di calcio così non ci sono più, voglio dire tipo lui, o Viola della Roma, Mantovani della Sampdoria, Boniperti della Juventus, Rozzi dell’Ascoli, Pianelli del Toro o Pellegrini dell’Inter, veri presidenti di altri tempi“.

D. Cosa è che ti lascia perplesso guardando il calcio attuale?

R.”Il calcio è un’ arte e deve giocare chi merita, cosa che oggi, a mio avviso, non accade molto spesso e ti dirò di più, io radierei chi si in tasca i soldi per far giocare i ragazzi nel settore giovanile perché questa è una cosa vergognosa“.

D. Cosa stai facendo attualmente?

R. “Sono nel Lammari, squadra di promozione del comune di Capannori, vicino Lucca, dove rivesto il ruolo di allenatore sia della prima squadra che del settore giovanile. Con la juniores, tra l’altro, l’ultimo anno, abbiamo stravinto tutto con gente del 2001/02 e dove ha sempre giocato chi meritava. Lo ribadisco, il calcio è bello e non si fa solo con i soldi, ma con intelligenza e qualità e non con gli amici degli amici“.

D. Ritorniamo al Pisa, hai saputo della scomparsa di Luciano Santoni, storico magazziniere del Pisa ai tuoi tempi?

R.” Si, purtroppo, e mi è dispiaciuto moltissimo. Luciano Santoni era una bravissima persona, ricordo tra l’altro che il giocatore che gli metteva un po’ d’ansia era il portiere Sergio Buso con il suo vocione, mentre lui di contro si dilettava a fare qualche scherzo a Claudio Azzali“.

D. Concludiamo con una domanda sul Pisa attuale, che informazioni hai?

R.”Francamente conosco poco, so però che ha un ottima società e punta a far bene. Il mio sincero augurio è che riescano quanto prima a riportare la piazza di Pisa in serie A. Sarebbe una cosa bellissima“.

Nella foto Stefano Dianda nelle mitiche figurine Panini

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