Esclusiva. Viaggio all’interno dell’Orchestra Giovanile Toscana. Matteo e Gabriele si raccontano al nostro portale


PISA – “La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori.”, Sono queste parole del grande compositore tedesco Johann Sebastian Bach che mi vengono in mente nell’osservare i volti dei ragazzi dell’Orchestra Giovanile Toscana mentre provano all’interno di una grande sala nel Museo delle Navi Antiche di Pisa. È una domenica mattina di luglio, ci sono più di trenta gradi e la città si è riversata sulla costa per godere una giornata di sole e mare. Ma appena metto i piedi dentro il Museo, vengo raggiunto dal meraviglioso suono degli archi e dei fiati di questi ragazzi che hanno preferito trascorrere la giornata in compagnia delle note di Mozart.

di Massimiliano Morescalchi

L’Orchestra Giovanile Toscana è una realtà nata a gennaio di quest’anno, grazie all’iniziativa dei due fondatori Matteo Chimenti, che è anche il direttore musicale, e Gabriele Bracci, primo violoncello e direttore artistico. Li incontro nella sala prove del Museo delle Navi Antiche a Pisa, dove scambiamo due chiacchiere su questo progetto durante una delle poche pause a disposizione.

Quando e come nasce il progetto di questa Orchestra?

“I primi contatti con alcuni dei musicisti che fanno parte dell’Orchestra sono cominciati a maggio dello scorso anno – afferma Matteo – ma ufficialmente e legalmente nasce a gennaio 2020. Gradualmente abbiamo raggiunto un numero considerevole di strumentisti, tanto che oggi contiamo più di sessanta iscritti. Abbiamo un repertorio che varia dal Barocco al tardo romanticismo”.

Questa orchestra nasce dunque durante il periodo di lock down dovuto all’emergenza sanitaria del Covid. Come è stato possibile reclutare così tanti musicisti in un momento di reclusione e di interruzione dei rapporti sociali?

Gabriele: “Grazie alle conoscenze. Questa orchestra è composta da studenti di musica che provengono da tutta la Toscana, quindi con una rete di conoscenze importante. Io mi sono occupato del reclutamento degli orchestrali, un musicista dopo l’altro. È incredibile il fatto che quando l’orchestra è nata a gennaio contava circa 25 iscritti e che durante il lockdown siamo riusciti ad accrescere le nostre fila fino ad arrivare a contare più di 60 strumentisti, archi e fiati di ogni genere. Tutti gli elementi dell’orchestra, finanche i più giovani che hanno appena 16 o 17 anni, hanno la possibilità di vivere un’importante esperienza e provare che cosa significhi lavorare professionalmente con la musica”.

Quali sono gli obiettivi di questo progetto?

Matteo: “Gli obiettivi sono molteplici. Il primo è la promozione culturale, soprattutto sul nostro territorio toscano. Abbiamo un nuovo Ufficio per la Promozione Culturale che si sta occupando delle relazioni esterne all’orchestra e sta calendarizzando alcune date per i nostri concerti in vari teatri della Toscana. C’è poi questa importante iniziativa che è il Festival Pisa Giovani attraverso il quale vogliamo riportare la musica a Pisa, perché di fatto in questo momento è assente, vista anche la chiusura del teatro Verdi. Il teatro collabora comunque alla realizzazione di questo Festival, e ci ha fornito il materiale per la realizzazione dei concerti offrendoci una preziosa collaborazione. Un altro grande obiettivo è sociale: io ho sempre sostenuto che l’orchestra è l’esempio perfetto di democrazia, pur avendo all’interno delle gerarchie ben precise. Il ruolo del Direttore non è certo quello del dittatore che impone la propria visione delle cose, ma c’è una condivisione di idee e suggerimenti che possono arrivare da ogni membro dell’orchestra”.

Gabriele: “Uno degli obiettivi è anche quello di creare un’orchestra con un’organizzazione professionale che raccolga giovani che hanno il bisogno e il desiderio di fare esperienza fino a divenire, nel giro di qualche anno, una vera e propria realtà professionale, che suoni nei teatri e dia un lavoro a molti ragazzi”.

Di quali ambiti si occuperà il Festival Pisa Giovani? 

Matteo: “Stiamo già lavorando alla programmazione del Festival del prossimo anno che non sarà soltanto strettamente musicale come quest’anno nella sua prima edizione, ma vedrà la collaborazione di altre associazioni, enti e organizzazioni giovanili: ci saranno presentazioni di libri di giovanissimi autori, la prosa, la poesia, la danza, il Festival si occuperà di cultura a 360 gradi. Per quanto ci riguarda, organizzeremo una serie di concerti da camera che riguarderà l’intera stagione estiva con piccoli ensemble, e concerti di musica sinfonica. Ci sarà anche una data di musica operistica, probabilmente metteremo in scena “La serva padrona” di Giovanni Paisiello”.

Che tipo di aiuto vi aspettate dalle istituzioni nella realizzazione di questa grande iniziativa culturale?

Matteo: “Abbiamo registrato con piacere una grande attenzione delle istituzioni per questo Festival, già da quest’anno alla sua prima edizione. Certamente abbiamo bisogno dell’appoggio delle istituzioni, che si passi quindi dalle parole di apprezzamento e dall’appoggio morale a concrete misure di sostegno. Il nostro desiderio e obiettivo è quello di creare un polo culturale che coinvolga anche il Museo archeologico e che si occupi della cultura e dell’arte in tutte le sue forme, un crocevia dove si incontrino tante strade culturali per dare spazio a ogni forma di espressione artistica”.

Gabriele, uno degli obiettivi che vi proponete è quello di avvicinare la musica colta ai giovani. Che cosa intendi con l’espressione “musica colta” e come è possibile suscitare l’interesse dei ragazzi per essa?

Gabriele: “Con l’espressione “musica colta” si intende la “grande musica”, quella musica generalmente denominata “classica”, anche se non è la definizione più corretta, dal momento che con musica classica intendiamo più che altro la musica tardo settecentesca. Mi riferisco quindi alla musica barocca, classica e romantica. Il modo migliore per avvicinare i giovani a questa musica è quello di fare concerti e di renderli accessibili a tutti. In Italia, purtroppo, si tengono sempre meno concerti e spesso sono produzioni inaccessibili a molti per i costi elevati. Questo genera una sorta di mancanza di conoscenza delle masse per la musica colta. Anche le orchestre sono sempre in numero minore, molte sono state chiuse. La nostra è una grande scommessa, creare un’orchestra dal nulla formata da giovani, e devo dire che fino a questo momento è una scommessa che ci sta dando grandi soddisfazioni”.

A proposito di concerti, quali sono le vostre prossime date in calendario?

Gabriele: “Il 14 e il 16 luglio (martedì e giovedì della prossima settimana, n.d.r.) eseguiremo proprio qui al Museo delle Navi Antiche il Concerto per flauto in Sol maggiore e il Concerto per clarinetto in La maggiore di Mozart. Stiamo anche lavorando su alcune melodie del maestro Ennio Morricone, ci piacerebbe onorare la sua memoria e la sua opera eseguendole in questi due concerti. Poi domenica 30 agosto e martedì 1° settembre eseguiremo un programma totalmente inedito per la città di Pisa, composto da frizzanti composizioni giovanili di Franz Joseph Haydn, che il grande musicista austriaco scrisse tra i 20 e i 25 anni”.

Questa abbiamo detto è un’orchestra formata da elementi molto giovani, la maggior parte dei quali continua a frequentare la scuola. Ci sono studenti delle scuole superiori, universitari, studenti dei vari conservatori toscani. Come riuscite a conciliare gli impegni scolastici con il tempo che dovete dedicare a provare con l’orchestra?

Gabriele: “Compatibilmente con gli impegni di studio di ogni singolo orchestrale, la nostra orchestra può ritrovarsi per le prove soltanto la domenica. Ci ritroviamo qui, nella sala che il Museo delle Navi Antiche ci ha messo a disposizione e proviamo tutto il giorno. Poi naturalmente ognuno di noi studia la propria parte a casa, a lungo. Conciliare il doppio impegno non è semplice, ci riusciamo grazie al sacrificio che facciamo per la dedizione e l’amore immenso che ognuno di noi ha nei confronti della musica”.

Chiedo ai ragazzi dell’orchestra se qualcuno vuole aggiungere qualcosa, ma mi guardano con un po’ di timore, con lo sguardo di chi è abituato a parlare con il proprio strumento, con la musica. E allora li ascolto suonare, lascio che siano le note a parlarmi di loro, della loro passione, della loro voglia di condividere il linguaggio universale della musica che come ogni forma d’arte rappresenta una delle massime espressioni della spiritualità dell’uomo.

D’altra parte, “Dove le parole non arrivano, la musica parla” diceva Beethoven. Ed è meraviglioso che a parlare questa lingua siano dei ragazzi giovanissimi, che hanno imparato il valore universale della musica, la sua capacità di travalicare le barriere linguistiche e di insegnarci ad ascoltare gli altri e a regalare loro una parte di noi stessi.

La musica, tra le tante cose belle che offre, ha la caratteristica di essere non un prodotto commerciale, ma tempo condiviso. E quindi in questo senso il tempo come noi lo intendiamo non esiste più.” (Ezio Bosso)

Per prenotare i biglietti per i concerti dell’Orchestra Giovanile Toscana occorre inviare una mail all’indirizzo: info@navidipisa.it

Per essere sempre informati sui concerti e gli eventi riguardanti l’orchestra Giovanile Toscana:

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