Euro, economia in frenata ma le Borse salgono

PISA – Le Borse europee sono piuttosto vivaci negli ultimi periodi e ciò malgrado il fatto che nell’eurozona la crescita economica abbia vissuto una battuta di arresto nel mese di maggio. Una contingenza non propriamente negativa e sulla quale pesa come un macigno l’incertezza politica del continente.

Siamo in un periodi di cambiamenti sul quale influisce in modo deciso anche la situazione del nostro paese: l’Italia è stata al centro di una tempesta mediatica durante i 3 mesi nei quali non si è riusciti a dar vita ad un governo. Nelle ultime ore si è registrata una netta virata che ha portato alla nascita dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte e i mercati hanno iniziato a reagire.
Questo perché le notizie di attualità politica e l’economia sono due fattori strettamente connessi: è sufficiente una notizia trapelata, finanche un cosiddetto rumour, per far salire o crollare un titolo in Borsa. Come si può leggere sul sito http://www.e-conomy.it/ ad esempio, a cavallo del discorso del nuovo premier italiano in Parlamento finalizzato ad ottenere la fiducia dalle camere i titoli di Stato italiani sono andati a peggiorare.
Così come si è registrata molta tensione su uno degli spauracchi maggiormente chiamati in causa negli ultimi anni, lo spread, ovvero il differenziale di rendimento tra Btp e Bund tedeschi. Sempre nelle ore a discorso della fiducia al nuovo Governo questo è arrivato a superare la soglia dei 250 punti.  
Cos’è che, in questo caso, preoccupa tanto gli investitori internazionali? Durante il discorso in Senato del neo premier Conte gli occhi dell’Europa erano ben focalizzati su una possibile rottura della disciplina di bilancio che i vincoli europei e l’elevato debito accumulato in passato suggeriscono al nostro Paese. In sostanza, era fondamentale capire come l’Italia del nuovo Governo si sarebbe approcciata al discorso Eurozona.

Ad oggi ovviamente segnali di tensione o di richieste di uscita dalla moneta unica non ne sono arrivati; di conseguenza la stabilità economica e susseguentemente quella politica dovrebbero essere salve. Almeno per ora. Negli ultimi giorni la situazione politica italiana è riuscita a generare instabilità un po’ diffusa sui mercati, i quali avevano assegnato al nostro paese un rischio di credito sovrano maggiore di quello associato a molti Paesi emergenti, come la Turchia e il Brasile.


Il tutto ancora una volta a testimonianza di una legge non scritta dell’economia ma che si ripete spesso: ovvero, i mercati possono essere estremamente volatili quando si verificano cambi d’umore improvvisi a livello politico.

 

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