Fabrizio Lucchesi: “Il modus operandi dei soci non ci piace. Ho già le spalle coperte da imprenditori pisani. Il 13 giugno sarà bagarre”

PISA – Questa mattina il Dg Fabrizio Lucchesi attraverso una conferenza stampa ha illustrato i problemi organizzativi delle due finali tra Pisa e Foggia ed espresso le sue idee sulla situazione societaria.

SULL’AUMENTO DI CAPIENZA. “Abbiamo presentato la stessa documentazione per l’aumento della capienza come abbiamo fatto contro il Pordenone, non abbiamo chiesto né un posto in più né un posto in meno. La nostra organizzazione è cresciuta, così come la sensibilità dei nostri tifosi, in questi anni non c’è stata la mal fruizione dello stadio e sono sicuro che anche questa volta così sarà. L’aumento di capienza in Curva Sud al momento non c’è se più avanti ci sarà necessità le autorità competenti valuteranno”.

IL PISA A FOGGIA. “Stiamo cercando di organizzare al meglio anche la gara di ritorno. Forse partiremo sabato, per tenere il più possibile la squadra vicino alla nostra gente a respirare l’aria di città. I pisani che voglio andare a Foggia non potranno sottoscrivere il biglietto fino a giovedì pomeriggio e i posti disponibili sono 1.500”.

VOLO CHARTER. “Stiamo pensando un volo charter riservato al Pisa con la squadra al seguito e una cinquantina di altri posti per gli addetti ai lavori, i giornalisti. Si viaggia con la squadra con biglietto per assistere alla partita, alloggio ed eventuali escursioni che metteremo a disposizione di qualcuno che lo riterrà opportuno”.

IL CONFRONTO. “Il Foggia e il Pisa sono le due squadre migliori di questo campionato, loro hanno un grande attacco. Vincerà chi ottimizzerà i gol fatti con i gol presi ed entrambe le sfide saranno decise da episodi. Abbiamo la prima in casa, ma queste partite si chiudono sempre all’ultimo minuto della gara di ritorno. Sarà una gara difficile, sono due piazze che danno anche un po di sapore di Amarcord. Sarà una grande partita. Questa è la mia quarta finale a Pisa tra play-off e Coppa Italia, per la legge dei grandi numeri credo che sia giunta l’ora di vincerne una”.

QUESTIONE SOCIETARIA. “Sono molto imbarazzato per cosa sta accadendo perché ho due ruoli, gestore della squadra e gestore sportivo. Non sono fuggito mai dalle mie responsabilità. Questa storia nasce da un ringraziamento pubblico a Petroni il 22 gennaio 2016 al momento del suo ingresso nella Carrara Holding che ha ripianato i debiti di Battini a cui l’ex presidente non aveva fatto fronte. C’erano tre milioni di debito, i miei soci scapparono, valutai delle opportunità, scelsi Petroni che aveva anche il dente avvelenato con Battini e a me questa cosa piaceva. Petroni ha messo un milione e mezzo e io ho accettato anche che i soldi non arrivassero sul mio conto corrente, ma su quello cointestato sul conto mio e Taverniti. I soldi poi sono andati sul conto dell’Ac Pisa 1909”.

FOOTBALL COLLEGE. “A metà febbraio è iniziato questo progetto, io avevo entusiasmo a farlo, come tutti del resto, lo presentammo e poi c’è stata una frenata perché il modus operandi del gruppo di Fabio Petroni non ci piace e non voglio entrare nel merito della questione. Rino Gattuso ha preso le distanze, così come Birindelli, il magnifico Rettore, il Comune e Giancarlo Freggia. I miei soci sono scappati tutti tant’è che andai da Petroni e gli dissi, guarda sono rimasto da solo. L’unico che mi ha sostenuto è stato Freggia che oggi è qui con me. Quando mi sono accorto che potevo perdere Rino Gattuso in quel momento ho frenato. Gattuso ha chiesto la risoluzione del contratto e io gli è l’ho dovuta fare perché all’inizio della sua avventura glielo avevo promesso che se lui non fosse stato bene avrebbe potuto risolvere il contatto. Il tutto e’ stato fatto da Petroni. Gattuso Probabilmente ce lo siamo giocati perché i toni si sono alzati e probabilmente non lo so se rimarrò anch’io a fare il manager a Pisa. Una soluzione andrà trovata, ma non posso fare di più, la mia partita da agosto ad oggi l’ho vinta. Io questa soluzione la volevo risolvere prima, è tre mesi che dico a Petroni di risolverla, oggi la situazione è di stallo, una situazione che non funziona. A Petroni gli ho offerto soldi per andarsene, l’ho chiamato, ma fino al 12 giugno lui non vuol parlare. E’ una situazione brutta, ci scriviamo quattro lettere al giorno, siamo separati in casa. Non voglio rovinare una famiglia, ma così non si può andare avanti. Dal 12 al 16 giugno si dovranno fare tutti gli adempimenti che comprendono iscrizione al campionato e tutto il resto, dal 13 giugno sarà bagarre. Questa situazione di stallo l’avrei voluta risolvere prima, ma purtroppo non c’è stata volontà dell’altra parte. Da tre mesi ho le spalle coperte da parte di imprenditori Pisani come piacciono a voi, ma prima del loro ingresso bisogna risolvere questa situazione e Petroni non vuole parlarne. Se non si risolve la situazione, le nostre strade si devono dividere e andremo a fare calcio da un altra parte”.

Dopo le parole di Lucchesi parla anche il vicepresidente Giancarlo Freggia: “Mi sono schierato dalla parte di chi vuol fare l’interesse del club, non di chi vuol momentizzare. Quando Rino Gattuso dice che il club non può vivere del College è vero. Voglio precisare che i soldi veri non li ha messi Petroni, quando compri una macchina ci vuole anche la benzina. Petroni lo ha detto, ma sa di mentire. Se oggi siamo ai play-off i meriti sono di Gattuso e Lucchesi. Per ben due volte ho dovuto garantire i soldi degli stipendi e dei fornitori alla banche, questa è la verità. Fabrizio dalle 7 alle ore 23 è al lavoro in sede per il Pisa. Non è giusto che si butti fango addosso a noi. Ripeto, se oggi siamo dove siamo il merito è di Gattuso e Lucchesi e non di nessun altro”.

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