Federico Pieragnoli (Confcommercio Pisa): “Vendite al dettaglio: emergenza economica e sociale”

PISA – “Secondo l’ultimo bollettino della Camera di Commercio di Pisa sempre più negozi chiudono, le vendite tracollano, i consumi arretrano di 20 anni, il pessimismo trionfa. Il veleno che uccide i negozi al dettaglio è una miscela drammatica composta di indifferenza, burocrazia e cecità. Le vittime invisibili di questo stilicidio sono commercianti e imprenditori, dipendenti e collaboratori, fornitori dell’indotto. Si prevede che nel primo trimestre 2013 commercio e turismo registreranno un saldo negativo di 37 mila assunti in meno. Invisibili, nessuno farà barricate e non ci saranno manifestazioni di solidarietà per questi lavoratori. Eppure è la stessa Europa a deplorare i gravi ostacoli al commercio al dettaglio, sottolineando la necessità di rimuoverli senza indugio. E’ l’Europa a sostenere che il dettaglio costituisce motore di crescita, competitività e occupazione, garantendo lavoro flessibile e dignitoso. Di questa Europa non si parla mai, perchè per molti dei nostri amministratori il commercio è solo un accessorio, in alcuni casi persino un fastidio. Davanti a questa emergenza economica e sociale sarebbe fondamentale semplificare da un lato e ridurre le tasse dall’altro. Sindaci e amministratori locali fanno orecchie da mercante e invece di ridursi, l’imposizione fiscale aumenta anche a livello locale. La burocrazia alimenta valanghe di pratiche per cose da nulla, mentre il fisco si mostra sempre più inflessibile contro una cetgoria assediata da balzelli tributari di ogni tipo e da studi di settore troppo spesso inapplicabili. La concorrenza delle grandi superfici è aggravata da centri storici spesso inarrivabili, tra barriere e Ztl. I parcheggi cari, scarsi e dislocati lontano, incentivi, sostegno ai canoni d’affitto e sgravi fiscali restano invece nel libro dei sogni. Così, chi potrebbe fare qualcosa gira le spalle altrove e per i negozi il rischio estinzione è sempre più concreto”.

 

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