Federico Pieragnoli: “No al fiorire incontrollato di sagre, feste paesane e di partito”

PISA – Con l’arrivo del periodo estivo, a Pisa e in provincia il rischio tangibile è quello di un fiorire incontrollato di feste e sagre di ogni tipo. ConfcommercioPisa, per bocca del direttore Federico Pieragnoli intende mettere le mani avanti a fronte di una situazione ogni anno più penalizzante per i ristoranti pisani.

“Ogni estate, siamo abituati allo spettacolo, tutt’altro che edificante dell’organizzazione di feste, sagre ed eventi, il cui piatto forte è il funzionamento, instancabile, di stands gastronomici di ogni tipo. Iniziative spesso dalla durata superiore alle settimana, che invece di valorizzare i prodotti locali, sono dedicate a stravaganze gastronomiche che con la nostra tradizione non hanno niente a che fare. Lo scopo pirincipale è chiaro: fare cassa attraverso la somministrazione di alimenti e bevande, godendo di un regime fiscale di favore e dell’elusione di normative sull’igiene e la sicurezza. Per questo siamo contrarissimi a sagre, fiere gastronomiche, circoli privati, feste paesane e di partito soprattutto dal 1 giugno al 31 agosto. Siamo favorevoli invece all’organizzazione di eventi gastronomici di autentica valorizzazione dei nostri prodotti tipici, realizzati in collaborazione con i ristoranti locali”.

Sul fenomeno delle sagre i dati parlano chiaro. Ogni anno si svolgono in Italia 32 mila sagre, l’80% concentrato nella stagione estiva, pari a 250 mila giornate di attività e un fatturato esentasse di 700 milioni di euro. In Toscana le sagre sono 5mila e producono un fatturato superiore ai 110 milioni di euro. Il record italiano è in provincia di Pisa, con oltre 780 giorni di feste e sagre totali. Grazie alla sagre se ne va in fumo un quarto dei fatturati dei pubblici esercizi regolari.

Chiude con un esempio il direttore Pieragnoli: “Un esempio su tutti, sul litorale pisano ci sono attività regolari e pubblici esercizi che stanno aperti e pagano le tasse per 12 mesi l’anno. Per questo diciamo no all’occupazione sistematica di alcune piazze per la somministrazione di cibi e bevande lungo tutto il periodo estivo. Ci vogliono delle regole precise, stringenti limitazioni temporali, per garantire i professionisti della ristorazione, a dispetto di tutti coloro che sfruttando le maglie di una normativa troppo permissiva, dietro il paravento delle sagre, vogliono massimizzare i profitti, minimizzando costi ed oneri. Insomma, una concorrenza sleale che oggi non possiamo più permetterci”.

20140408-191429.jpg

By