Federico Pieragnoli: “Piazza dei Cavalieri chiusa? Ipotesi caduta nel nulla”

PISA – Uno degli aspetti positivi dell’ultima assemblea pubblica su piazza dei Cavalieri e la movida è che nessuno dei tanti soggetti presenti, istituzionali e non, abbia accennato minimamente alla eventuale chiusura di Piazza dei Cavalieri.

A parlare è il direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli: “Il presidente dell’altra associazione dei commercianti continua a sbandierare una proposta a tal punto irricevibile che nessuno dei partecipanti, durante l’assemblea, ha minimamente preso sul serio e che lui stesso si è guardato bene dal riproporre in quell’occasione pubblica. Una conferma del fatto che si tratta di una proposta inaccettabile e risibile, sulla quale è giunto il momento di far calare definitivamente il sipario”.

Pieragnoli ci tiene a ribadire il concetto che “la movida non è un problema ma una opportunità per Pisa e per il suo centro storico. Decentrare vuol dire dire impoverire ulteriormente il cuore della città e penalizzare ancora di più negozi e locali che lavorano rispettando le regole”. Il direttore snocciola alcuni dati del rapporto finale Silb/Fipe Censis sulle opportunità della movida: “Il 63% degli italiani considera la movida come concentrazione di locali dove mangiare, bere stare insieme, un fenomeno molto positivo per la qualità della vita di tutti e comunque importante per il turismo, percentuale che sale al 92% dei giovani fino a 29 anni, del 72% delle persone con età 30-44 anni, e del 51% di coloro nella fascia 45-64 anni. Tra i laureati la percentuale sale all’84%”.

“L’attenzione di tutti deve essere rivolta ai take away di alcolici, minimarket e affini, e ai venditori abusivi, free rider che scorrazzano distribuendo alcolici ovunque” – conclude il direttore di ConfcommercioPisa – “incentivandone l’abuso, grazie a prezzi stracciati, in piazze e luoghi pubblici, generando effetti sociali e ambientali negativi, e una concorrenza incontrollata rispetto ai locali regolari, sottoposti a vincoli normativi e costi che ne condizionano pesantemente attività e redditività”.

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