Femminicidio, conferenza provinciale permanente al lavoro con il Prefetto Francesco Tagliente

PISA – “Consentitemi di premettere la mia grande soddisfazione per l’approvazione della nuova legge sul c.d. femminicidio, che finalmente affronta anche il problema del trattamento del persecutore ammonito”.

Così ha esordito il Prefetto di Pisa Francesco Tagliente, intervenuto a un dibattito promosso dal Lions Club Firenze ‘Cosimo de Medici’ in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Invitato, nel corso del dibattito, a sottolineare l’impegno delle Istituzioni fiorentine nel promuovere strumenti giuridici idonei ad incidere sul comportamento del maltrattante, il Prefetto ha premesso che la prima fase applicativa del decreto legge n. 11 del 23 febbraio 2009, con cui sono state introdotte le misure di contrasto alla violenza sessuale e agli atti persecutori (il c.d. ‘stalking’), aveva fatto emergere da subito l’esigenza di interventi correttivi.

Il 9 marzo 2009, nel corso di una riunione convocata a Palazzo Bonifazio per una prima valutazione della legge, fu avvertita la prima criticità della norma: l’assenza di strumenti giuridici idonei per intervenire sul maltrattante.

Per avviare la prima fase attuativa della legge – ricorda Tagliente – fu condivisa l’esigenza di ricondurre a due figure professionali specializzate la trattazione della tematica: il Sostituto Commissario della Polizia di Stato Nadia Giannattasio, per il coordinamento di un nucleo dedicato alla audizione delle vittime di violenza domestica e dei soggetti vulnerabili, e il Sostituto Commissario Cristina Cappelli, referente unico provinciale per la Polizia di Stato per l’audizione delle vittime di stalking e la trattazione degli ammonimenti.

Il successivo 15 marzo a Firenze fu applicato per la prima volta in Italia il provvedimento di ammonimento.

Per specializzare il personale addetto alla trattazione delle vittime di stalking e dei maltrattanti furono inoltre avviati contatti con l’allora Rettore Augusto Marinelli e con il Preside della Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Firenze Andrea Smorti al fine di attivare corsi di perfezionamento riservati ad operatori del settore.

Il 24 luglio 2009 il decreto rettorale n. 922 istituiva, presso l’Università fiorentina, il corso di perfezionamento post laurea sugli “Aspetti psicologici nella raccolta di informazioni testimoniali e nella comunicazione”, riservato a personale selezionato della Questura. Al corso, inaugurato il 19 ottobre 2009 nel Salone dei Cinquecento di Firenze, parteciparono 44 operatori della Polizia di Stato laureati ed in servizio a Firenze.

L’approfondimento della psicologia della testimonianza consentì di migliorare la ricezione delle denunce di donne e minori vittime di episodi di violenza e maltrattamento, nonché la gestione delle richieste di ammonimento a carico degli autori di atti persecutori.

“La persona bisognosa di assistenza – ha poi ripetuto Tagliente – non è solo la vittima ma anche il maltrattante, spesso affetto da disturbi mentali, evidenziando che proprio a Firenze nel 2009 – pur in assenza di una previsione normativa – fu attivato il Centro di Ascolto uomini Maltrattanti (CAM)”.

Le lacune della legge del 2009 erano state rappresentate più volte dal Prefetto, anche in occasione di interventi istituzionali a Pisa.

Il 25 maggio 2013, durante il suo intervento in un convegno tematico organizzato alla Scuola Normale Superiore di Pisa, Tagliente sostenne che “l’introduzione in ambito penale dell’aggravante del femminicidio è un importante passo in avanti, ma non basta. Sarebbe utile valutare la possibilità di rivolgere una maggiore attenzione allo stalker, che è il vero problema, spesso affetto da qualche forma di disagio psichiatrico”.

La stessa convinzione l’aveva manifestata nella stessa mattinata del 25 maggio il Presidente del Tribunale di Pisa Salvatore Laganá, nel corso di un intervento sul tema in un convegno organizzato dai Lions di Volterra.

“L’esigenza di intervenire sul maltrattante – ha proseguito Il Prefetto nel corso del dibattito – emergeva anche dalla lettura dei dati elaborati dal Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti (CAM) di Firenze, forniti il 12 dicembre 2011, dai quali risultava che circa il 25% dei maltrattanti hanno un disturbo psichiatrico maggiore, il 50% un disturbo di personalità e circa il 90% una qualche forma di disagio psichiatrico”.

Con la legge del 2013, finalmente, il legislatore si occupa anche del maltrattante. La nuova normativa sul femminicidio, appena approvata dal Parlamento, prevede non solo inasprimenti delle pene per gli autori della violenza, ma anche azioni per il loro recupero, al fine di prevenire il perpetuarsi del loro comportamento.

Non a caso – sottolinea Tagliente – l’art. 3 comma 5-bis del recente Decreto Legge 93/2013 prevede che “quando il Questore procede all’ammonimento informa senza indugio l’autore del fatto circa i servizi disponibili sul territorio, inclusi i consultori familiari, i servizi di salute mentale e i servizi per le dipendenze finalizzati ad intervenire nei confronti degli autori di violenza domestica o di genere”.

Ne consegue che per rendere operativa la legge, nelle singole realtà territoriali, devono essere attivati con urgenza i centri di ascolto per uomini maltrattanti.

Il 21 novembre 2013, a conclusione della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, riunito al Palazzo del Governo a Pisa, è stata condivisa l’esigenza di favorire la conoscenza degli strumenti giuridici offerti con la nuova legge, anche attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.

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