“Fermare la produzione vuol dire decretare la fine della filiera dell’edilizia”

PISA – “La situazione è difficile, il quadro normativo incerto, le regole spesso contradditorie e cresce anche l’allarme fra i nostri addetti, ma noi e le nostre imprese siamo impegnati a garantire la continuazione delle produzioni a sostegno dell’economia del Paese”, questo è il messaggio di Luca Benedettini, presidente CNA Pisa Costruzioni.

In questo momento più che mai – continua Benedettini- è fondamentale concentrare le forze su questo, iniziando dal restare uniti nella certezza assoluta che: ‘ce la faremo!’. Ancora una volta invito tutti ad essere moderati e disponibili a mediare nell’interesse collettivo, consapevoli che le nostre imprese hanno esigenze e problematiche molto diverse fra loro. A mio avviso abbiamo il compito di appoggiare il protocollo siglato il 14 marzo da Governo e parti sociali, dando forza all’azione politica di CNA ma sottolineando la diversità del nostro mondo, quello dell’artigianato e della piccola impresa, che niente ha a che fare con le esigenze dei colossi del settore. Il nostro sforzo è quello di fornire ai nostri associati non solo le giuste informazioni e suggerimenti su cosa e come attuare le procedure per mettere in sicurezza azienda e lavoratori, ma anche, come ottenere eventuali compensazioni per i maggiori oneri sulla sicurezza derivanti dall’applicazione di queste procedure e le opportune salvaguardie sulle procedure burocratiche per gli inevitabili rallentamenti produttivi.

Fermare la produzione vuol dire decretare la fine definitiva della filiera che, non va dimenticato, non è ancora uscita dalla crisi “finanziaria” del 2008, con 120mila aziende chiuse, 600mila posti persi, fatturati crollati e bilanci peggiorati. Fermare l’edilizia delle micro e piccole imprese in questa fase equivarrebbe a mettere sul lastrico gli anelli “deboli” della catena: chi pagherà subappaltatori e cottimisti, fornitori di materiali, chi potrà far fronte agli impegni fiscali e contributivi “solo” spostati al 31 maggio?“.

Con il blocco del fatturato i tempi di sopravvivenza non andrebbero oltre un paio di mensilità, poi si rischia il disastro non solo economico ma soprattutto sociale. Avevamo tanto sperato negli effetti dei diversi bonus fiscali messi in piedi, ma il bel sogno è durato poco, il risveglio è arrivato subdolo e cruento in forma di virus. Abbiamo grande fiducia per le misure varate in questi giorni e per il pacchetto di riforme e risorse ulteriori annunciato per il mese di Aprile e definito “senza precedenti” dal Premier sia per quantità che per qualità. In questa fase transitoria occorre resistere, andare avanti anche a regime ridotto, ma proseguire, ove possibile, nel rispetto dei principi previsti dal suddetto protocollo per il bene del Paese. Tenere aperti i cantieri, in sicurezza, oggi è la priorità: difficile ma possibile per il bene del paese. Ci aspettiamo, quale indispensabile supporto immediato, iniezioni di liquidità aggiuntiva “vera” creata con interventi ad hoc per questa fase eccezionale, sulla scorta di quanto stanno già facendo altri paesi dell’Unione. Facciamo squadra per un obiettivo comune, CNA continuerà ad essere al fianco di tutti gli artigiani d’Italia.

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